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La ricerca prevenzionale salute e sicurezza lavoratori agricoli serre

ID 4575 | | Visite: 348 | Guide Sicurezza lavoro INAIL

La ricerca prevenzionale per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori agricoli nelle serre

Atti del Convegno "La ricerca prevenzionale per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori agricoli nelle serre", che si è svolto presso il Centro Ricerche Inail di Lamezia Terme, il 4 Luglio 2016, di cui il presente volume costituisce gli Atti.

Tra i rischi presenti nel settore agricoltura, si annovera quello chimico da esposizione a prodotti fitosanitari.

Quando le attività agricole vengono effettuate in serra si ha, da un lato, un accumulo dei contaminanti aerodispersi, dall’altro, un incremento di temperatura e umidità relativa che può potenzialmente condizionare sia la capacità inalatoria che di assorbimento cutaneo. In tale scenario di esposizione, la valutazione del rischio può risultare particolarmente complessa e gli strumenti generalmente utilizzati non risultano sempre efficaci. Malgrado l’obbligo della valutazione del rischio, ai sensi del d.lgs. 81/2008 e s.m.i., ad oggi non esiste una procedura formalizzata per la valutazione del rischio chimico per le colture in serra.

Ai pesticidi appartengono due categorie di prodotti utilizzati in campo agricolo e non.ì Dal punto di vista della regolamentazione comunitaria le due categorie si distinguono in prodotti fitosanitari (reg. CE 1107/2009) e prodotti biocidi (reg. UE 528/2012).

Tecnicamente i prodotti fitosanitari (PF) e i prodotti biocidi (PB) possono anche contenere lo stesso principio attivo, ma i primi sono sempre e solo pesticidi utilizzati in agricoltura o in campo florovivaistico, mentre ai biocidi appartengono anche i prodotti disinfettanti, preservanti e antincrostazione. Dunque per il settore agricolo il termine di pesticida viene utilizzato nella accezione di PF.

Nel mondo i PF sono noti anche come prodotti per la protezione delle piante (plant protection product, PPP); nella accezione comune sono chiamati anche agrofarmaci o fitofarmaci e talvolta sono definiti anche antiparassitari o anticrittogamici, sebbene i primi siano in prevalenza insetticidi (contro i parassiti di piante e animali) e i secondi fungicidi.

I PF sono sostanze chimiche o prodotti a base di microrganismi impiegati in agricoltura per la lotta agli organismi parassiti (animali o vegetali) che danneggiano le piante coltivate e compromettono la produttività del terreno e la qualità del raccolto, oppure impiegati sulle piante per regolarne la crescita, diradare i frutti o impedirne la caduta precoce. La protezione è intesa da tutti gli organismi nocivi, anche prevenendone gli effetti. Inoltre i prodotti fitosanitari sono utilizzabili per distruggere vegetali indesiderati, controllarne o evitarne la crescita.

Generalmente i PF si trovano in commercio sotto forma di preparati (con il nuovo regolamento CLP miscele) che sono composti da una o più sostanze attive, da sostanze coadiuvanti e/o da coformulanti. In Italia, solo in agricoltura si utilizzano circa 130.000 tonnellate all’anno di PF (Istat, 2014) che contengono circa 400 sostanze diverse.

I prodotti fitosanitari possono essere immessi in commercio ed utilizzati solo se autorizzati dal Ministero della salute, conformemente alle disposizioni previste dal regolamento (CE) n. 1107 del 21 ottobre 2009, dal d.p.r. 28 febbraio 2012 n. 55 e dal d.p.r. 23 aprile 2001 n. 290. Il percorso autorizzativo da parte del Ministero della salute, secondo la disciplina dal reg. CE 1107/2009, prevede la valutazione del rischio di esposizione a PF per via non alimentare, soprattutto per inalazione o assorbimento cutaneo, con diversi modelli di valutazione dell’esposizione.

L’iter autorizzativo, complesso e articolato su diversi aspetti ambientali, tossicologici, di esposizione, riguarda anche l’etichetta dei prodotti: tra le disposizioni di applicazione del reg. CE 1107/2009, infatti, troviamo il reg. UE 547/2011, relativo alle prescrizioni in materia di etichettatura dei PF.

I prodotti fitosanitari, una volta autorizzati, possono essere messi in commercio ed essere utilizzati tenendo conto dei principi delle buone pratiche agricole e del Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (d. interm.22 gennaio 2014).

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Scenari di esposizione a pesticidi in serra
Campagne di misura dei pesticidi nel territorio calabrese
Procedura di valutazione del rischio chimico inalatorio in serra
Il rischio biologico nelle serre
Il rischio fisico ed ergonomico nelle attività di lavoro condotte in serra
Benessere termico e consumo metabolico nelle attività agricole in serra
Valutazione della sensibilizzazione cutanea
Lavoratori stranieri in agricoltura: la percezione del rischio  per la salute e sicurezza
Il rischio oncologico da pesticidi

Fonte INAIL

Correlati:

D.Lgs. 81/2008 Testo Unico Salute e Sicurezza Lavoro

Regolamento (CE) n.1107/2009

Regolamento (UE) n. 528/2012 Biocidi (BPR)

   
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Tags: Sicurezza lavoro Rischio chimico Malattie professionali

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