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Indicatori di impatto dei cambiamenti climatici

ID 6135 | | Visite: 3965 | Documenti Ambiente ISPRAPermalink: https://www.certifico.com/id/6135

Manuale ISPRA 178 2018

Introduzione agli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici

Concetti chiave, indicatori candidati e criteri per la definizione di indicatori prioritari

Manuali linee guida ISPRA 178/2018

Delibera del Consiglio SNPA. Seduta del 01.08.2017. Doc. n.15/17 e Delibera del Consiglio SNPA. Seduta del 22.02.2018. Doc. n.30/18

Il documento Introduzione agli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici: concetti chiave, indicatori candidati e criteri per la definizione degli indicatori prioritari” rappresenta il primo prodotto del Gruppo di Lavoro 7.45 del Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente sul tema degli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici.

Scopo principale del Manuale è quello di fornire alcuni concetti chiave sul tema degli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici, di descrivere il percorso finalizzato ad individuare un set di possibili “indicatori candidati” di impatto utilizzabili a livello nazionale ma indispensabili anche alla definizione di un quadro di riferimento a livello regionale e locale e di proporre alcune liste di criteri utili alla selezione degli impatti e degli indicatori prioritari. Gli obiettivi del presente documento affondano le proprie radici in due momenti piuttosto significativi che hanno riguardato, nel recente passato, il tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici ed il monitoraggio ambientale: si tratta, nel primo caso, della realizzazione della prima Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici (SNAC) del nostro paese (MATTM, 2015) e, nel secondo, dell’approvazione della Legge n. 132 del 28 giugno 2016 di Istituzione del Sistema Nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

La Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici è stata adottata e approvata con Decreto della Direzione Generale per il Clima e l’Energia del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel giugno 2015. La SNAC, affrontando esplicitamente il tema del monitoraggio degli impatti dei cambiamenti climatici, evidenzia come “in Italia la disponibilità di sistemi osservativi funzionali al monitoraggio degli impatti dei cambiamenti climatici, nonché la consistenza spazio-temporale delle serie storiche, varia a seconda della tipologia dei fenomeni e dei settori considerati. In alcuni casi i sistemi di monitoraggio esistenti consentono già oggi di disporre di serie storiche sufficientemente lunghe ed omogenee (ad es. monitoraggio degli impatti dei cambiamenti climatici su alcuni ghiacciai alpini) ma, nella maggioranza dei casi, si rileva la carenza di sistemi di monitoraggio adeguati che possano garantire osservazioni consistenti ed omogenee nello spazio e nel tempo”. Appartengono al secondo caso quasi tutti i settori di impatto dei cambiamenti climatici analizzati all’interno della SNAC.

Gli impatti dei cambiamenti climatici potranno dare origine a nuove problematiche, nonché esacerbare fenomeni già esistenti. Per questo motivo “la comunità scientifica sarà chiamata ad affrontare sfide che richiederanno nuovi elementi di supporto alle decisioni, pur in presenza di ampi margini di incertezza. Tale aumentata esigenza conoscitiva richiede capacità diagnostiche e di monitoraggio assai più ampie di quelle attuali: ciò impone, innanzitutto, la necessità di adeguare, migliorare o rinnovare gli attuali sistemi di osservazione in funzione delle necessità emergenti e delle implicazioni climatiche, al fine di poter caratterizzare tempestivamente ed opportunamente i rischi e gli eventuali benefici associati ai cambiamenti climatici e di definire la vulnerabilità dei sistemi socio-economici e degli ecosistemi naturali. Una buona comprensione dei fenomeni è, infatti, alla base di ogni azione finalizzata a ridurre la vulnerabilità del territorio e a contrastare gli effetti dannosi dei cambiamenti climatici, evitando che le misure di adattamento vengano attuate troppo tardi o in maniera errata con conseguenti danni e costi inutili […]”.

Nuovi sistemi di monitoraggio saranno quindi indispensabili al fine di “fornire in modo regolare, continuo, omogeneo e duraturo nel tempo i dati necessari a:

- rilevare le risposte nello spazio e nel tempo dei sistemi ambientali e dei settori socio-economici ai cambiamenti climatici;
- identificare l’esistenza di eventuali tendenze in atto ed anticipare eventuali evoluzioni future;
- individuare le situazioni di maggior vulnerabilità e rischio;
- identificare le lacune conoscitive in merito agli impatti dei cambiamenti climatici, anche al fine di distinguere ciò che è direttamente imputabile ai cambiamenti climatici da quanto, invece, possa derivare da variazioni ambientali o antropiche di altro tipo […]”.

Si rafforza quindi sempre più l’esigenza di mettere a punto ed aggiornare opportuni set di indicatori di impatto e vulnerabilità dei cambiamenti climatici a scala nazionale. Se gli indicatori sui cambiamenti climatici hanno l’obiettivo di favorire la comprensione dei cambiamenti del clima nel tempo, dovuti sia ad una sua intrinseca variabilità che all’attività umana, quelli relativi agli impatti ed alla vulnerabilità mirano a valutarne le conseguenze e a determinare la capacità dei sistemi ambientali e dei settori socio-economici di far fronte ad essi. Ed è proprio sulla base di questa tipologia di indicatori che potranno essere definiti gli interventi e le misure di adattamento, nonché gli ambiti territoriali di applicazione.

La SNAC stessa individua nel Sistema delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente il possibile responsabile “per norma della valutazione integrata di indicatori per la stima degli impatti, per misurare l’efficacia delle misure di adattamento e di mitigazione”. Essa evidenzia, altresì, alcuni punti deboli del nostro paese in materia di monitoraggio degli impatti dei cambiamenti climatici, di capacità di valutazione dei fenomeni e di reporting ambientale su questi temi, sottolineando quali azioni
prioritarie sarebbe utile implementare per colmare le lacune esistenti.

Il secondo elemento significativo è rappresentato dalla Legge n. 132 del 28 giugno 2016, che istituisce il Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), del quale fanno parte l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e le Agenzie Regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano per la Protezione dell’Ambiente (ARPA/APPA).

Il SNPA, richiamato dalla Strategia stessa, individua tra le proprie principali funzioni:

a) il monitoraggio dello stato dell’ambiente, del consumo di suolo, delle risorse ambientali e della loro evoluzione in termini quantitativi e qualitativi, eseguito avvalendosi di reti di osservazione e strumenti modellistici;
b) attività di ricerca finalizzata all’espletamento dei compiti e delle funzioni […], sviluppo delle conoscenze e produzione, promozione e pubblica diffusione dei dati tecnico-scientifici e delle conoscenze ufficiali sullo stato dell’ambiente e sulla sua evoluzione, sulle fonti e sui fattori di inquinamento, sulle pressioni ambientali, sui relativi impatti e sui rischi naturali e ambientali […].

Tali funzioni si potranno realizzare consolidando e rafforzando le forti potenzialità del SNPA in tema di monitoraggio e di sviluppo delle conoscenze sullo stato dell’ambiente e sulla sua evoluzione nel tempo, nonché di promozione e pubblica diffusione di dati e conoscenze così acquisite.

Nasce, in questo particolare contesto, la necessità di avviare e sviluppare una collaborazione continuativa e sistematica tra ISPRA e le ARPA, con l’obiettivo di valorizzare e rafforzare il ruolo che il SNPA potrà avere su un tema così emergente, complesso ed interdisciplinare come quello degli impatti, della vulnerabilità e dell’adattamento ai cambiamenti climatici, che richiede un’approfondita conoscenza del territorio e delle problematiche locali come base conoscitiva a supporto delle politiche nazionali di protezione dell’ambiente. Inoltre, le azioni promosse dall’Unione Europea (ad es. Mayors Adapt, Covenant of Mayors for Climate and Energy ) impongono lo studio, il monitoraggio e la progettazione di azioni di adattamento alla scala locale, in cui la specificità delle problematiche e dei possibili interventi richiede specifici indicatori che abbiano una valenza generale.

In questo contesto nel 2016 è stato istituito, tra i vari Gruppi di Lavoro tematici del SNPA, anche quello sugli “Impatti, Vulnerabilità e Adattamento ai cambiamenti climatici”, costituito da ARPA Valle d’Aosta, ARPA Piemonte, ARPA Liguria, ARPA Veneto, ARPA Friuli Venezia Giulia, ARPA Emilia-Romagna (oggi ARPAE Emilia-Romagna), ARPA Toscana, ARPA Sardegna, e coordinato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. A supporto del GdL SNPA è stato inoltre istituito un Gruppo di Lavoro ISPRA.

Il presente documento mette, quindi, a sistema i primi due prodotti realizzati dal GdL:
i. “Introduzione agli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici: concetti chiave e indicatori “candidati” e
ii. “Criteri e impostazione metodologica per la selezione degli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici prioritari e popolabili”, i cui contenuti vengono illustrati nei paragrafi successivi.
...

PREMESSA
1. INTRODUZIONE
2. SCOPO DEL DOCUMENTO
3. GLI IMPATTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI
4. ALCUNE DEFINIZIONI: INDICATORI CLIMATICI, INDICATORI DI IMPATTO, INDICATORI DI VULNERABILITÀ E INDICATORI DI ADATTAMENTO
5. IMPOSTAZIONE METODOLOGICA
5.1 Ricognizione dei principali set di indicatori di impatto dei cambiamenti climatici utilizzati a livello internazionale
5.2 Ricognizione dei progetti italiani sul tema degli impatti dei cambiamenti climatici
5.3 La costruzione del quadro sinottico degli indicatori di impatto
5.4 La scheda indicatore
5.5 Principali problematiche emerse ed attuali limiti del quadro sinottico
5.6 Criteri per la selezione degli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici prioritari e popolabili
5.7 Prospettive future
BIBLIOGRAFIA
ALLEGATO 1 – Esempi di indicatori di impatto ai cambiamenti climatici utilizzati in alcuni paesi europei e negli Stati Uniti
ALLEGATO 2 – Progetti italiani sul tema degli impatti dei cambiamenti climatici
ALLEGATO 3a – Il quadro sinottico degli “indicatori candidati”
ALLEGATO 3b – Indicatori-indici climatici di interesse per lo studio degli impatti
ALLEGATO 4 – Criteri per l’identificazione degli impatti chiave
ALLEGATO 5 – Criteri per l’identificazione degli indicatori di impatto prioritari
ALLEGATO 6 – Criterio della popolabilità

Fonte: ISPRA

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Manuali linee guida ISPRA 178/2018
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