Slide background

I protocolli di sorveglianza sanitaria nelle strutture INAIL

ID 9099 | | Visite: 3539 | Guide Sicurezza lavoro INAILPermalink: https://www.certifico.com/id/9099

Protoclli sorveglianza sanitaria strutture INAIL

I protocolli di sorveglianza sanitaria nelle strutture INAIL

Come è noto il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. ha innovato il D.Lgs. 626/94 e s.m.i. e, quello che prima era previsto negli artt. 16 e 17, ora si ritrova, meglio normato, all’art. 25 (Obblighi del Medico Competente) e 41 (Sorveglianza sanitaria).

Tra le tante novità su cui meriterebbe soffermarsi, riteniamo, con il presente contributo, di focalizzare la nostra attenzione su quanto previsto dall’art. 25 comma 1, lett. c) che prevede, tra gli obblighi del MC, quello di “programmare ed effettuare la sorveglianza sanitaria di cui all’art. 41 attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati”.

Tale obbligo, anche se non è una novità assoluta - in parte lo stesso concetto si deduceva sia nel D.Lgs. 626/94, ma addirittura nel D.P.R. 303/1956 - ha una rilevanza assai significativa in considerazione del fatto che la sorveglianza sanitaria non è più lasciata ad una “libera interpretazione” del Medico Competente (MC). Infatti all’art. 16, comma 3, del D.Lgs. 626/1994 si leggeva che gli accertamenti cui era sottoposto il lavoratore ai fini del giudizio di idoneità “..comprendono esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente”.

La frase, ancorchè ripresa integralmente nell’art. 41 comma 4, del D.Lgs. 81/2008, è ora collegata ad un “rigoroso” protocollo sanitario cui lo stesso MC deve attenersi dopo averlo esplicitato e differenziato rischio per rischio. Anche se tutti i MC hanno, da sempre, svolto l’attività di Sorveglianza Sanitaria seguendo linee di indirizzo ben definite e secondo scienza e coscienza, per la prima volta nella normativa diviene obbligatorio attenersi a specifici protocolli. Onde evitare una cristallizzazione delle procedure, la dizione “..tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati..”, impone inoltre al MC un continuo aggiornamento su eventuali nuove, diverse e più affidabili procedure per valutare correttamente lo stato di salute del lavoratore e prevenire gli effetti nocivi dei rischi a cui è esposto.

Della sorveglianza sanitaria, come della valutazione dei rischi, abbiamo una definizione precisa derivante dallo stesso D.Lgs. 81/08 che all’art. 2, comma 1 lett. m) definisce la Sorveglianza Sanitaria come “..insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa” e la Valutazione dei rischi come “valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza”. Partendo quindi dalle due definizioni la prima non può che derivare da una applicazione della seconda, ed i protocolli sanitari non sono che il passaggio intermedio, o meglio il collegamento tra due attività a cui il MC deve partecipare in prima persona.

Il protocollo sanitario (art. 25), che rientra a pieno titolo tra gli “atti” che il M.C. deve predisporre, è alla base della sorveglianza sanitaria (art. 41) di cui definisce le modalità organizzative. La costruzione dei protocolli sanitari costituisce, quindi, uno dei momenti essenziali dell’attività del M.C. in quanto gli stessi rappresentano un mezzo indispensabile per attuare la tutela della salute del singolo lavoratore prevenendo l’insorgenza di eventuali tecnopatie o l’aggravamento di condizioni patologiche professionali o non.

In che cosa consiste un “protocollo sanitario”?

In via generale, il protocollo sanitario modulato su ogni specifico rischio è uno strumento per svolgere al meglio la sorveglianza sanitaria che, come è noto, prevede alcuni passaggi obbligati: un’anamnesi completa, un esame obiettivo generale e uno mirato, visite specialistiche specifiche, accertamenti strumentali e valutazioni clinico-funzionali circostanziati in grado di evidenziare il reale stato di salute in correlazione al rischio esaminato. Il pericolo che si può correre è quello di predisporre dei protocolli “non effettivamente mirati” e sganciati da una reale valutazione dei livelli di esposizione ai singoli fattori di rischio. In altri casi è possibile invece che non vengano prese in considerazione tutte le specifiche, e spesso complesse, condizioni di esposizione dei lavoratori (esposizioni contemporanee a più fattori di rischio, variazioni temporali nell’esposizione, esposizioni indirette).

In altri casi il rischio è di predisporre dei protocolli sanitari di tipo “difensivo” spesso “ridondanti” con un eccesso di esami tecnico-strumentali con periodicità ravvicinata non sempre giustificata. Risulta quindi chiaro che la compilazione ed elaborazione dei protocolli sanitari è certamente una fase critica della attività del M.C. ed è il frutto di un procedimento assai strutturato che richiede non solo conoscenze mediche o comunque di medicina del lavoro ma anche “ conoscenze tecniche relative allo specifico settore lavorativo, ai fattori di rischio tipici, agli ambienti di lavoro, ai risultati di eventuali indagini analitiche ambientali così come sono riportati nel documento di valutazione dei rischi alla stesura del quale dovrebbe, peraltro, aver contribuito attivamente.” e che, come recita, l’art. 25 “…tiene in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati…”. Come detto in premessa, vi è una stretta correlazione tra “valutazione dei rischi” e successiva stesura dei “protocolli sanitari” in quanto questi ultimi non possono che derivare da una attenta e puntuale analisi della valutazione del rischio.

È opportuno ricordare che per ciascuna mansione deve essere definito compiutamente il profilo, in quanto il giudizio di idoneità previsto dall’art. 41, comma 6, viene espresso in relazione alla “mansione specifica” che può esporre ad uno o più rischi che devono essere tutti esplicitati e comunicati al MC.

In concreto i rischi lavorativi evidenziati nel D.V.R. aziendale devono essere coerenti con quelli poi presi in considerazione nella stesura del protocollo sanitario. Nel protocollo è necessario inserire non solo gli accertamenti sanitari ma anche la loro periodicità che non deve essere “blindata” , come nel D.P.R. 303/56, ma che potrà essere stabilita dal MC autonomamente in base alle risultanze della visita, degli accertamenti e della valutazione del rischio, fermo restando che, qualora non prevista da specifica normativa, questa “..viene stabilita di norma in una volta l’anno” (art. 41, c. 2, lett. b).

Nel presente manuale verranno quindi presi in esame i rischi ed i relativi protocolli sanitari previsti nelle strutture INAIL (uffici e centri medico legali). Poiché non si tratta solo di rischi da “lavoro da ufficio” è ovvio che saranno ben più articolati di un protocollo legato solo al rischio da VDT. Per quanto riguarda il rischio “stress lavoro-correlato” a tutt’oggi si attendono le indicazioni della Commissione Consultiva Permanente per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, come previsto nel D.Lgs. 81/08 e s.m.i., indicazioni, che dovevano essere emanate entro il 31.7.2010, ed in carenza delle quali si dovrà comunque procedere alla valutazione anche di questo rischio a decorrere dall’1.8.2010, termine prorogato al 31.12.2010 (Legge n. 122/2010).

INAIL 2010

Collegati

Tags: Sicurezza lavoro Guide Sicurezza INAIL

Articoli correlati

Ultime Linee guida INAIL archiviate

Dossier scuola 2022
Nov 22, 2022 87

Dossier scuola 2022

Dossier scuola 2022 ID 18148 | 22.11.2022 Il Dossier scuola contiene una sintesi dettagliata di tutte le attività svolte dall’Inail durante l’anno scolastico 2021-2022, a livello territoriale e centrale, per promuovere la diffusione della cultura della salute e sicurezza Il dossier offre una… Leggi tutto
Biocidi naturali
Nov 21, 2022 117

Biocidi naturali: sicurezza nel settore del restauro e conservazione dei beni culturali

Biocidi naturali: possibile alternativa per la sicurezza nel settore del restauro e conservazione dei beni culturali ID 18128 | 21.11.2022 / In allegato Fact sheet INAIL 2022 Le principali fasi del restauro di un manufatto prevedono l’uso di diversi agenti chimici pericolosi. In particolare la… Leggi tutto
Esposizioni multiple ad agenti oto neurotossici e rumore in ambito occupazionale
Nov 07, 2022 125

Esposizioni multiple ad agenti oto/neurotossici e rumore in ambito occupazionale

Esposizioni multiple ad agenti oto/neurotossici e rumore in ambito occupazionale: i microrna quali biomarcatori innovativi di effetto epigenetico ID 18007 | 07.11.2022 I microRNA sono promettenti biomarcatori di esposizione precoce a sostanze dannose non solo in ambito clinico ma anche nel settore… Leggi tutto
Le malattie asbesto correlate   Analisi statistica
Nov 04, 2022 144

Le malattie asbesto correlate - Analisi statistica

Le malattie asbesto correlate - Analisi statistica ID 17989 | 04.11.2022 / In allegato Documento INAIL 2022 L’opuscolo nasce dalla necessità di divulgare dati statistici riguardanti le malattie asbesto-correlate riconosciute dall’ Inail e le rendite a favore dei soggetti colpiti dalle suddette… Leggi tutto
Contributo INAIL effetti sulla salute di specifici rischi occupazionali
Ott 28, 2022 104

Contributo dell’Inail alla produzione delle stime globali degli effetti sulla salute di specifici rischi occupazionali

Contributo dell’Inail alla produzione delle stime globali degli effetti sulla salute di specifici rischi occupazionali ID 17947 | 28.10.2022 Fact Sheet INAIL 2022 A partire dal 2016, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) hanno avviato una… Leggi tutto

Linee guida INAIL più lette

Rischio Stress lavoro correlato ISPESL 2010
Ott 21, 2018 54332

ISPESL: La valutazione dello Stress Lavoro-Correlato

ISPESL: La valutazione dello Stress Lavoro-Correlato 2010 La valutazione dello Stress Lavoro-Correlato - Proposta metodologica [alert]Aggiornamenti Guida aggiornata da:La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato 2017Valutazione e gestione del rischio stress… Leggi tutto
Rischio Stress lavoro correlato INAIL 2011
Ott 21, 2018 43144

Valutazione e Gestione del Rischio da Stress lavoro-correlato

Valutazione e Gestione del Richio da Stress lavoro-correlato Manuale ad uso delle aziende in attuazione del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. [alert]Aggiornamenti Guida aggiornata da:La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato 2017Valutazione e gestione del rischio stress… Leggi tutto
Set 15, 2017 38666

Linea guida ISPESL carrelli elevatori

Linea guida Ispesl carrelli elevatori Linea guida per il controllo periodico dello stato di manutenzione ed efficienza dei carrelli elevatori e delle relative attrezzature.ISPESL 2006 Vedasi prodotto: Leggi tutto