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XIII Rapporto “Qualità dell’ambiente urbano” Edizione 2017

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Qualita ambiente urbano

XIII Rapporto “Qualità dell’ambiente urbano” Edizione 2017

ISPRA Stato dell'Ambiente 74/2017 - Versione provvisoria

Realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente - SNPA il Rapporto si è consolidato negli anni come un riferimento per gli addetti ai lavori e per gli utenti grazie anche alle analisi e alle valutazioni degli esperti del SNPA sui numerosi dati presentati, accompagnando il lettore nella comprensione dei fenomeni. L’edizione 2017 del Rapporto aggiorna per 119 città italiane (116 capoluoghi di provincia più 3 città con un elevato numero di abitanti) un insieme di indicatori fondamentali per l’analisi della qualità ambientale delle città e per la valutazione della qualità della vita nelle aree urbane italiane.
 
Nato nel 2004, il Rapporto “Qualità dell’ambiente urbano” è stato da sempre un prodotto di una consolidata e sinergica collaborazione di ISPRA con le ARPA/APPA. L’istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA) ha dato ancor più vigore all’impegno congiunto e nella sua XIII Edizione il Rapporto costituisce la più organizzata e organica raccolta di dati ambientali a livello comunale pubblicata in Italia.
 
L’informazione ambientale è uno strumento di conoscenza fondamentale per i cittadini, i decisori politici e tutti i portatori di interesse, sia per superare la logica emergenziale, sia per favorire una cultura della prevenzione che aiuti ad accrescere la consapevolezza dell’urgenza ormai improcrastinabile di una razionale, efficace ed efficiente politica ambientale. La grande attenzione che a livello mondiale viene data oggi alle aree urbane conferma la lungimiranza della scelta di 14 anni fa di introdurre il Rapporto “Qualità dell’ambiente urbano” tra le attività istituzionali dell’ISPRA: l’interazione con l’ambiente si svolge prevalentemente negli spazi sempre più antropizzati del nostro territorio, ed è quindi da questi che occorre partire per orientare lo sviluppo alla sostenibilità. Le aree urbane, infatti, per la densità della popolazione e delle attività produttive, si configurano quali ambiti del territorio in cui si producono i massimi livelli di inquinamento e pressione.
 
Allo stesso tempo, la dimensione urbana è determinante per sperimentare nei grandi insediamenti umani sia la sostenibilità dei modelli di sviluppo alla scala mondiale, sia le politiche rilevanti per le sorti planetarie e per la qualità della vita dei cittadini. Punto di forza del Rapporto - che ha reso possibile presentare i dati per i 116 capoluoghi di provincia italiani e per 3 città densamente abitate ma non capoluogo di provincia (Cesena, Guidonia Montecelio, Giugliano in Campania) per un totale di 119 città, più una lettura per tutte le Città metropolitane - è l’esperienza maturata negli anni che ha consentito di sviluppare e consolidare insieme con le ARPA/APPA conoscenze ed esperienze, di comprendere il bisogno di allargare gli orizzonti di analisi, di sollecitare le istituzioni tecniche territoriali a lavorare in sinergia per costruire un modello comune di analisi e valutazione integrate.
 
Il Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano rappresenta a oggi quindi l’analisi più ricca a livello nazionale in termini di numerosità di Comuni considerati. Hanno contribuito a questo risultato le collaborazioni con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con le Regioni, le Province e i Comuni; con l’ANCI, con cui è stato siglato un protocollo d’intesa sulle attività relative alle aree urbane già nel 2006; con l’ISTAT, l’ACI, l’Arma dei Carabinieri (Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare) e i Corpi Forestali delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome che hanno consentito l’approfondimento di temi quali la mobilità urbana, gli incendi in boschi e foreste urbane, il verde pubblico e le infrastrutture verdi fornendo direttamente i dati necessari per le analisi.
 
Tutti i dati sulla qualità dell’ambiente nelle nostre città sono già da anni in modalità “open” sul sito dell’ISPRA, ed è già stato intrapreso l’adeguamento di questi dati ai formati Linked Open Data (LOD) con l’obiettivo di erogare un servizio utile ai cittadini, agli esperti di settore, agli amministratori pubblici, alla comunità scientifica nazionale e internazionale.
 
Ogni anno il Rapporto è completato da un Focus di approfondimento su di un tema cruciale per la qualità ambientale delle nostre città. Il Focus di quest’anno è su “Mobilità pedonale in città” e promuove la consapevolezza che il muoversi a piedi in città è la modalità più naturale e sostenibile che si possa praticare per migliorare la qualità della vita in ambiente urbano. Non si tratta più di avere soltanto un trasporto pubblico locale ecologico e intermodale con la ciclabilità, ma di costruire la città sostenibile del futuro, sul modello di alcune città europee, dotata di una rete di percorsi fruibili a piedi per la mobilità quotidiana dei cittadini e per la promozione di un nuovo turismo lento ed esperienziale.
 
Il Focus ci restituisce un’idea di città che, agevolando la mobilità lenta, è a misura di bambini e di anziani, contribuisce al benessere psico-fisico di tutti i cittadini, fa riscoprire il valore del prendersi cura di strade e piazze e quindi anche del verde urbano, contribuendo al benessere di tutti.
 
Per il ruolo chiave che le città svolgono nel perseguire lo sviluppo sostenibile l’Unione Europea ha inserito specifiche azioni nell’ambito del 7th Environmental Action Programmme (7EAP) e ha impegnato, inoltre, la Commissione europea a individuare entro il 2020 una serie di criteri per valutare le prestazioni ambientali delle città, tenendo conto degli impatti economici e sociali. Lo sviluppo sostenibile, in questa ottica, si persegue misurando la sostenibilità delle città attraverso le loro componenti ambientali, sociali ed economiche considerate come aspetti interdipendenti e parti di un unicum, per promuovere la salute e il benessere di tutti i cittadini.
 
Fonte: ISPRA
Stato dell'Ambiente 74/2017
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Tags: Ambiente Guida ISPRA

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