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Le isole minori tra sole, mare e vento

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Le isole minori tra sole  mare e vento

Le isole minori tra sole, mare e vento

ID 21978 | 17.05.2024

I 35 Comuni delle Isole Minori italiane, distribuiti in sette Regioni (Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana) rappresentativi di circa 220 mila residenti in modo stabile e di un numero, di gran lunga superiore, di residenti temporanei (turisti), fin dal 1986 si sono costituiti in Associazione (ANCIM) consapevoli che l’agire del singolo Comune non avesse la forza di porre all’attenzione dei Governi nazionali, Regionali ed anche dell’Europa, i peculiari problemi delle piccole comunità insulari.

I Sindaci erano, anche, consapevoli che un sistema unitario e coeso potesse essere il punto di forza per ottenere provvedimenti mirati ed efficaci per risolvere i problemi del “buon vivere” dei loro cittadini, sia stabili che temporanei.

I temi della salute, dei trasporti e della scuola, considerati anche dall’Unione Europea precondizioni di sviluppo, rappresentano i primi problemi da risolvere.

A seguire e strettamente correlati alla condizione del “buon vivere” nelle isole, l’acqua, i rifiuti e l’approvvigionamento energetico sono gli altri temi che le Istituzioni locali si trovano a dovere risolvere per garantire un sistema equo in linea con il dettato costituzionale e con la stessa Costituzione Europea. Una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha anche sentenziato il no a norme uguali per diseguali.

Tutto il quadro normativo acclara questo principio di norme specifiche per le piccole isole, ma poi i comportamenti giuridici ed amministrativi spesso non sono coerenti con quanto affermato come principi fondamentali.

Le Istituzioni locali ed i cittadini delle piccole isole si trovano, spesso, a dovere applicare norme e provvedimenti, corretti per contesti che non sono i loro e che non garantiscono l’uguaglianza e l’adeguatezza, in tutti i campi, dei diritti e dei servizi come per i cittadini della terraferma.

Le 35 Istituzioni locali, fin dal 1986, avevano capito che bisognasse tendere ad un sistema coeso europeo come mezzo per ridurre gli squilibri tra i livelli di sviluppo della medesima realtà e tra realtà insulari diverse; come mezzo per contribuire ad eleminare le ineguaglianze e per promuovere la parità e la tutela ambientale.
Avevano anche dato, fin dal loro Atto Costituivo, una lettura lungimirante dei principi di compatibilità e coerenza per attivare lo sviluppo e gli interventi idonei per quel territorio o come requisito per valutare la corrispondenza tra gli obiettivi da conseguire ed i progetti posti in essere.

La cooperazione, non solo come metodo di un operare insieme per un sistema globale competitivo, ma anche come strumento per attivare tutti i finanziamenti (comunitari, nazionali, regionali, locali e privati) per una maggiore occupazione, solidarietà sociale, per un sistema energetico moderno e per risolvere il problema rifiuti, acqua e mobilità sostenibile.
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ACIM - Associazione Comuni Isole Minori

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