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ID 25955 | 09.04.2026 / Notes - Preview attached
In pubblicazione l'Ed. 2 - 2026 della norma ISO 11228-3 Ergonomia - Movimentazione manuale - Parte 3: Movimentazione di bassi carichi ad alta frequenza che sostuirà l'Ed. 1 - 2007. La norma è tra quelle di riferimento tecnico per gli obblighi di cui all'Art. 168 e Allegato XXXIII movimentazione manuale dei carichi del D.Lgs. 81/2008.
La pubblicazione ISO è prevista per fine Maggio / primi di Giugno 2026.
La nuova versione della norma ISO 11228-3, annunciata il 6 aprile, rappresenta un significativo progresso tecnico nel campo dell'ergonomia occupazionale e della prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici correlati al lavoro. Questa norma, parte della serie ISO 11228 sulla movimentazione manuale dei carichi , è specificamente orientata alla valutazione del rischio derivante da movimenti ripetitivi e sforzi degli arti superiori, un fattore ampiamente associato a lesioni a spalle, gomiti, polsi e mani, in particolare nei settori industriale, manifatturiero, logistico, sanitario e amministrativo.
Questo aggiornamento è particolarmente importante perché sostituisce e rafforza il quadro tecnico stabilito dalla precedente edizione, che per anni ha rappresentato il punto di riferimento internazionale per l'identificazione delle attività altamente ripetitive. Il fatto che questa revisione sia il risultato di un processo tecnico avviato nel marzo 2022 all'interno del gruppo di lavoro 4 sulla biomeccanica dell'ISO/TC 159 (Ergonomia), riflette il livello di rigore scientifico e di consenso internazionale raggiunto. Non si tratta di un semplice aggiornamento del documento, ma di una revisione approfondita basata su nuove evidenze biomeccaniche, epidemiologiche e metodologiche accumulate negli ultimi anni sulla relazione tra lavoro ripetitivo e disturbi muscoloscheletrici correlati al lavoro.
Un aspetto particolarmente rilevante in questa fase è la fase normativa della norma ISO 11228-3. Secondo i codici internazionali armonizzati dell'ISO, la norma si trova nella fase 60.00, corrispondente alla fase di pubblicazione, identificata come "Norma internazionale in fase di pubblicazione". Ciò significa che il documento ha già superato le fasi di proposta, bozza, comitato, consultazione e approvazione formale, e si trova attualmente nella fase editoriale finale prima della sua pubblicazione ufficiale.
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ISO 11228-3:2026
Ergonomics - Manual handling
Part 3: Repetitive movements and exertions of the upper limbs
Status: Under development
Stage: International Standard under publication [60.00]
Edition: 2
ISO TC 159
This second edition cancels and replaces the first edition (ISO 11228-3:2007), which has been technically revised.
The main changes are as follows:
- addition of an assessment method in Annex B (see Clause B.3 and Figure B.1);
- addition of different methods presented in Table C.1, providing guidance to the user for application;
- addition of inclusion and validation criteria for the different methods in Table C.2.
ISO 11228-3:2006 establishes ergonomic recommendations for repetitive work tasks involving the manual handling of low loads at high frequency. It provides guidance on the identification and assessment of risk factors commonly associated with handling low loads at high frequency, thereby allowing evaluation of the related health risks to the working population. The recommendations apply to the adult working population and are intended to give reasonable protection for nearly all healthy adults. Those recommendations concerning health risks and control measures are mainly based on experimental studies regarding musculoskeletal loading, discomfort/pain and endurance/fatigue related to methods of working. ISO 11228-3:2006 is intended to provide information for all those involved in the design or redesign of work, jobs and products.
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Titolo VI Movimentazione manuale dei carichi
Art. 168 - Obblighi del datore di lavoro
1. Il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie e ricorre ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori.
2. Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi ad opera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie, ricorre ai mezzi appropriati e fornisce ai lavoratori stessi i mezzi adeguati, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazione manuale di detti carichi, tenendo conto dell'allegato XXXIII, ed in particolare:
a) organizza i posti di lavoro in modo che detta movimentazione assicuri condizioni di sicurezza e salute;
b) valuta, se possibile anche in fase di progettazione, le condizioni di sicurezza e di salute connesse al lavoro in questione tenendo conto dell'allegato XXXIII;
c) evita o riduce i rischi, particolarmente di patologie dorso-lombari, adottando le misure adeguate, tenendo conto in particolare dei fattori individuali di rischio, delle caratteristiche dell'ambiente di lavoro e delle esigenze che tale attività comporta, in base all'allegato XXXIII;
d) sottopone i lavoratori alla sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41, sulla base della valutazione del rischio e dei fattori individuali di rischio di cui all'allegato XXXIII.
3. Le norme tecniche costituiscono criteri di riferimento per le finalità del presente articolo e dell'allegato XXXIII, ove applicabili. Negli altri casi si può fare riferimento alle buone prassi e alle linee guida.
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ALLEGATO XXXIII MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
La prevenzione del rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari, connesse alle attività lavorative di movimentazione manuale dei carichi dovrà considerare, in modo integrato, il complesso degli elementi di riferimento e dei fattori individuali di rischio riportati nel presente allegato.
ELEMENTI DI RIFERIMENTO
1. CARATTERISTICHE DEL CARICO
La movimentazione manuale di un carico può costituire un rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi:
- il carico è troppo pesante;
- è ingombrante o difficile da afferrare;
- è in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi;
- è collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o maneggiato a una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco;
- può, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in caso di urto.
2. SFORZO FISICO RICHIESTO
Lo sforzo fisico può presentare rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi:
- è eccessivo;
- può essere effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco;
- può comportare un movimento brusco del carico;
- è compiuto col corpo in posizione instabile.
3. CARATTERISTICHE DELL'AMBIENTE DI LAVORO
Le caratteristiche dell'ambiente di lavoro possono aumentare le possibilità di rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi:
- lo spazio libero, in particolare verticale, è insufficiente per lo svolgimento dell'attività richiesta;
- il pavimento è ineguale, quindi presenta rischi di inciampo o è scivoloso il posto o l'ambiente di lavoro non consentono al lavoratore la movimentazione manuale di carichi a un'altezza di sicurezza o in buona posizione;
- il pavimento o il piano di lavoro presenta dislivelli che implicano la manipolazione del carico a livelli diversi;
- il pavimento o il punto di appoggio sono instabili;
- la temperatura, l'umidità o la ventilazione sono inadeguate.
4. ESIGENZE CONNESSE ALL'ATTIVITÀ
L'attività può comportare un rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari se comporta una o più delle seguenti esigenze:
- sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o troppo prolungati;
- pause e periodi di recupero fisiologico insufficienti;
- distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto;
- un ritmo imposto da un processo che non può essere modulato dal lavoratore.
FATTORI INDIVIDUALI DI RISCHIO
Fatto salvo quanto previsto dalla normativa vigente in tema di tutela e sostegno della maternità e di protezione dei giovani sul lavoro, il lavoratore può correre un rischio nei seguenti casi:
- inidoneità fisica a svolgere il compito in questione tenuto altresì conto delle differenze di genere e di età;
- indumenti, calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore;
- insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione o dell'addestramento
RIFERIMENTI A NORME TECNICHE
Le norme tecniche della serie ISO 11228 (parti 1-2-3) relative alle attività di movimentazione manuale (sollevamento, trasporto, traino, spinta, movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza) sono da considerarsi tra quelle previste all'articolo 168, comma 3.
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