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ID 25557 | 16.02.2026 / In allegato
Dati INAIL 1/2026 - Andamento infortunistico 2025: prime rilevazioni e confronti - Infortuni mortali: tra i dati provvisori la certezza degli incidenti plurimi - Malattie professionali 2025: i dati provvisori degli open data - Unione europea: infortuni a confronto
In attesa delle informazioni più consolidate che saranno diffuse con la Relazione annuale dell’Istituto, il periodico curato dalla Consulenza statistico attuariale traccia il primo bilancio dell’andamento infortunistico e tecnopatico dello scorso anno.
Gli infortuni sul lavoro denunciati all’Inail nel 2025 sono stati 597.710, in aumento dell’1,4% rispetto ai 589.571 dell’anno precedente. Le denunce relative ai lavoratori sono passate da 511.688 a 516.839 (+1,0%), mentre quelle degli studenti da 77.883 a 80.871 (+3,8%). Tra i lavoratori gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro sono saliti da 414.853 a 416.900 (+0,5%), mentre quelli occorsi in itinere sono cresciuti con più intensità, da 96.835 a 99.939 (+3,2%), portando l’incidenza degli incidenti nel tragitto casa-lavoro-casa sul totale delle denunce dei lavoratori dal 18,9% al 19,3%.
L’analisi per genere e Paese di nascita. In attesa delle informazioni più consolidate che saranno diffuse con la Relazione annuale di metà anno, a tracciare il bilancio provvisorio dell’andamento infortunistico e tecnopatico nel 2025 è il nuovo numero di Dati Inail, periodico curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto. Dall’analisi emerge, in particolare, che a fronte di un aumento del 2,0% degli infortuni in occasione di lavoro delle lavoratrici, che rappresentano quasi un terzo del totale (32,2%), per gli uomini si registra un lieve calo delle denunce (-0,2%). Anche per paese di nascita l’andamento è alternato: gli infortuni occorsi a lavoratori nati in Italia diminuiscono dello 0,5% mentre per i nati all’estero aumentano del 3,7%, con un’incidenza sul totale passata dal 23,5% del 2024 al 24,3% del 2025. Sebbene le denunce presentate da lavoratori marocchini, romeni e albanesi rimangano le più numerose in termini assoluti, si registrano incrementi percentuali superiori al 15% tra tunisini, egiziani e bangladesi.
Il trend per gestione assicurativa, settore di attività e territorio. A livello di gestione assicurativa, gli infortuni in occasione di lavoro crescono nell’Industria e servizi e nel Conto Stato dipendenti (+0,7% entrambe), mentre l’Agricoltura segna una diminuzione significativa del 2,1%. L’analisi dei singoli settori di attività evidenzia dinamiche contrastanti. In quelli industriali, il comparto manifatturiero registra una lieve flessione degli infortuni (-0,5%), mentre il settore delle Costruzioni mostra un incremento del 3%. Nel terziario peggiorano i dati del Commercio (+2,1%) e della Sanità (+1,6%), a fronte di un miglioramento nel settore dei Trasporti e magazzinaggio (-1,2%) e dei Servizi alle imprese (-1,4%). A livello territoriale Centro e Isole registrano un aumento delle denunce di quasi il 3%. In calo il dato del Nord-Ovest (-1,4%), mentre Nord-Est e Sud sono stabili. Tra le regioni spicca l’incremento del Lazio, da quasi 27mila a circa 30mila casi (+11,7%), seguito dalla Provincia autonoma di Bolzano (+6,6%) e dalla Sicilia (+4,2%).
Itinere e studenti: rischio in crescita. Nel 2025 le denunce per infortuni in itinere dei lavoratori sfiorano quota 100mila (+3,2% rispetto al 2024), in continuità con l’andamento registrato dopo la forte contrazione del 2020 causata dalla pandemia. Quasi la metà dei casi riguarda le donne (circa 48mila denunce), per le quali un infortunio su quattro (26,4%) è legato agli spostamenti tra la casa e il luogo di lavoro, contro il 15% registrato per gli uomini, a conferma di un rischio stradale proporzionalmente più rilevante per le lavoratrici. Le Regioni con una quota di infortuni in itinere superiore alla media nazionale (19%) sono il Lazio (26%), il Piemonte (23%), la Liguria e la Lombardia (22% entrambe), con gli aumenti più marcati rispetto al 2024 nella Provincia autonoma di Bolzano (+17,3%) e in Campania (+14,2%), seguite da Emilia Romagna e Sardegna (entrambe attorno al +10%). Per gli studenti, invece, le quasi 81mila denunce del 2025 corrispondono a un incremento del 3,8% rispetto all’anno precedente, trainato in particolare dalle scuole paritarie (+13,9%) rispetto alle statali (+3,3%), con una quota femminile pari al 42% e aumenti più elevati in Valle d’Aosta (+18,8%), Liguria (+13,0%) e Veneto (+8,7%).
Casi mortali e incidenti plurimi. Le denunce di infortunio con esito mortale pervenute entro lo scorso 31 dicembre sono state 1.093, tre in più rispetto alle 1.090 del 2024, di cui 1.085 riferite a lavoratori e otto a studenti. Tra i lavoratori si registra un aumento complessivo di otto casi, dovuto esclusivamente agli incidenti in itinere, passati da 280 a 293 (+4,6%), mentre i casi mortali in occasione di lavoro scendono da 797 a 792 (-0,6%). Colpisce la marcata differenza di genere: per gli uomini il 75,6% dei decessi avviene sul luogo di lavoro, dato che riflette una maggiore presenza maschile in settori ad alto rischio operativo come l'edilizia o l'industria pesante, mentre per le donne oltre la metà dei casi (54,3%) si verifica nel tragitto casa-lavoro-casa. Nel 2025 si contano inoltre 14 incidenti plurimi con 33 morti complessivi, rispetto ai 12 eventi con 39 decessi dell’anno precedente, con un peso più rilevante degli incidenti dovuti a scontri tra veicoli (23 decessi contro i 12 del 2024).
Le malattie professionali. Per quanto riguarda le patologie lavoro-correlate, i dati provvisori del 2025 mostrano un incremento delle denunce dell’11,3% rispetto all’anno precedente, da 88.499 a 98.463 casi. Il 74,4% delle malattie denunciate riguarda i lavoratori (+12,0%), con quote particolarmente elevate nelle gestioni Industria e servizi (75,8%) e Agricoltura (68,7%), mentre nel Conto Stato la maggioranza dei casi è femminile (68,0%), con una crescita del 5,8% sul 2024 a fronte di una diminuzione dell’11,8% per gli uomini. Le patologie più numerose, a conferma di una tendenza già emersa da molti anni, sono quelle che interessano l’apparato osteomuscolare e il tessuto connettivo, con 64.015 denunce nel 2025, pari al 75,4% dei casi determinati e in aumento del 10,9% rispetto alle 57.744 del 2024. Seguono le malattie del sistema nervoso con 10.311 casi (12,1% del totale, +11,1%) e quelle dell’orecchio e dell’apofisi mastoide con 5.273 denunce (6,2%, +5,7%), mentre tumori, malattie respiratorie e altre patologie presentano valori più contenuti e andamenti differenziati.
Il confronto con l’Europa. Allargando l’osservazione al contesto europeo, i dati Eurostat indicano per il 2023 oltre 2,8 milioni di infortuni non mortali in occasione di lavoro nella Ue-27, in calo del 5% rispetto al 2022, e 3.298 casi mortali (+0,4%). Considerando i tassi standardizzati di incidenza per 100mila occupati elaborati da Eurostat per i settori industriali e alcuni comparti dei servizi, l’Italia presenta un indice per gli infortuni mortali pari a 1,20, in linea con la media Ue-27 (1,23) e con la Spagna (1,18), ma inferiore alla Francia (3,50) e superiore alla Germania (0,53), mentre per gli infortuni non mortali si colloca stabilmente sotto la media europea, con 991 casi contro i 1.300 dell’Ue e valori nettamente inferiori a Spagna (2.391), Francia (2.351) e Germania (1.418).
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Fonte: INAIL

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R.D. 6 maggio 1940, n. 635 "Regolamento per l'ese...
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