BAT incenerimento dei rifiuti direttiva IED

BAT incenerimento rifiuti direttiva IED 2010/75/UE
Decisione di esecuzione (UE) 2019/2010 della Commissione del 12 novembre 2019 che stabilisce le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT),...
ID 24744 | 16.10.2025 / In allegato Inventario nazionale
Rifiuti radioattivi in Italia, nel 2024 volume in crescita del 3,38% rispetto al 2023. In calo l’attività totale.
Il Lazio si conferma la regione che detiene il volume maggiore di rifiuti radioattivi; la regione in cui si registra l'attività totale maggiore è il Piemonte.
L'Inventario viene predisposto sulla base dei dati che, annualmente, i diversi operatori, ai quali compete la responsabilità primaria della detenzione e gestione in sicurezza dei rifiuti stessi, trasmettono all’Ispettorato.
L'aumento dei rifiuti radioattivi nel 2024 rispetto all'anno precedente deriva sia dal progredire delle attività di decommissioning presso le installazioni nucleari, sia dalle attività della ricerca, della medicina e dell'industria. Inoltre, nel dicembre 2024 sono tornati alla Centrale nucleare del Garigliano alcuni rifiuti radioattivi metallici sottoposti, in Svezia, al trattamento di fusione.
È il Lazio la regione che detiene il volume maggiore di rifiuti radioattivi: 12.224 m3, il 36,20% del totale. Seguono Lombardia (6.602 m3 e il 19,55% del totale), Piemonte (5.903 m3, 17,48%), Basilicata (4.288 m3, 12,70%), Campania (2.400 m3, 7,11%), Emilia Romagna (1.383 m3, 4,10%), Toscana (939 m3, 2,78%) e Puglia (27,60 m3, 0,08%).
Decresce il volume dei rifiuti radioattivi a vita molto breve (- 109,72 m3), ad attività bassa (- 268,65 m3) e ad attività media (- 0,91 m3) e cresce il volume dei rifiuti ad attività molto bassa (+ 1482,72 m3).
L’impianto italiano in cui si registra l’aumento maggiore per quanto riguarda il volume di rifiuti stoccati (+ 1.469,42 m3) è Nucleco S.p.A., situato presso il Centro Ricerca ENEA della Casaccia (Roma), in particolare a causa del trasferimento presso i suoi depositi dei rifiuti radioattivi provenienti dal deposito della ex Cemerad di Statte (TA).
L'attività totale dei rifiuti radioattivi, delle sorgenti dismesse e del combustibile esaurito, nel 2024, diminuisce di 1.775 TBq (- 2,81%) rispetto al 2023, a causa del decadimento radioattivo.
Con riferimento al quantitativo totale di attività (espresso in termini di attività totale - misurata in Bq) dei radionuclidi contenuti nei rifiuti radioattivi, nelle sorgenti dismesse e nel combustibile irraggiato, in Italia al 31.12.2024 sono detenuti 34.237,30 TBq. Il Piemonte figura al primo posto, con 27.067,3 TBq.
L’impianto che detiene il quantitativo maggiore di attività è l’Impianto EUREX di Saluggia (1.877.598,83 GBq).
Va comunque precisato che il 99% del combustibile nucleare irraggiato delle quattro centrali nucleari nazionali dismesse è stato inviato in Francia e in Gran Bretagna, dove è stato sottoposto a processo chimico per il recupero del materiale nucleare. I rifiuti radioattivi prodotti dal processo faranno rientro in Italia come rifiuto radioattivo vetrificato di minore volume rispetto a quello di partenza.
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Fonte: ISIN
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