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Metodologia di Calcolo Indice di Riciclo e Percentuale Rifiuti Urbani in discarica / R. Umbria 2026

Metodologia di Calcolo Indice di Riciclo e Percentuale Rifiuti Urbani in discarica / R. Umbria 2026

Metodologia di Calcolo Indice di Riciclo e Percentuale Rifiuti Urbani in discarica / ARPAR. Umbria Marzo 2026

ID 25976 | 11.04.2026 / In allegato

Deliberazione G..R. Umbria n. 286  Umbria 25 Marzo 2026
Deliberazione G.R. Umbria n. 286  Umbria 25 Marzo 2026 - Allegato I

1. FINALITA’

2. RIFIUTI URBANI

3. INDICE DI RICICLO DEI RIFIUTI URBANI (IR)
3.1 Modalità di calcolo Indice di Riciclo (IR) - Regione Umbria
3.1.1. Rifiuti urbani prodotti
3.1.2. Rifiuti urbani “Riciclati”
3.1.2.1 Frazioni principali: Organica, Carta, Vetro, Metallo, Legno, Plastica e Tessili
3.1.2.2 Altre frazioni

4. SOGLIA RIFIUTI URBANI IN DISCARICA
4.1 Modalità di calcolo % Rifiuti Urbani in Discarica - Regione Umbria
4.1.1. Rifiuto Urbano Residuo (RUR)
4.1.2. Principali Frazioni della raccolta differenziata
4.1.3. Altre frazioni

Il presente documento si prefigge di stabilire regole e modalità di calcolo per verificare a livello regionale il rispetto degli obiettivi posti dalla normativa nazionale ed europea in materia di gestione dei rifiuti urbani:

- obiettivi di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio (Indice di Riciclo)
- obiettivo di minimizzazione dei conferimenti in discarica

Le metodologie di calcolo sono state redatte in coerenza con la normativa Europea e italiana, le modalità di calcolo utilizzate a scala nazionale e la UNI/PdR 132/2025 (Requisiti per il monitoraggio e la verifica dei flussi dei rifiuti urbani ai fini della rendicontazione per il calcolo degli obiettivi di riciclaggio).

https://www.certifico.com/component/attachments/download/48087

Nella normativa comunitaria il termine rifiuti urbani comprende sia i rifiuti prodotti da utenze domestiche sia i rifiuti aventi caratteristiche “simili” ma prodotti da utenze non domestiche. La definizione di rifiuto “simile” nella normativa italiana è stata fortemente trasformata con le modifiche introdotte dal Dlgs 116/2020 che ha recepito la direttiva UE 2018/851 e che ha stabilito le condizioni per cui un rifiuto prodotto da utenze non domestiche è un rifiuto urbano (Allegati L-quater e L-quinquies parte IV del DLgs 152/2006).

All’art. 198 comma 2 bis del DLgs 152/2006 è previsto che “Le utenze non domestiche possono conferire al di fuori del servizio pubblico i propri rifiuti urbani previa dimostrazione di averli avviati a recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l'attività di recupero dei rifiuti stessi” ed è stabilito che “Tali rifiuti sono computati ai fini del raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio dei rifiuti urbani”. All’art. 238 c.10, inoltre, la norma stabilisce che le utenze non domestiche che conferiscono i propri rifiuti urbani al di fuori del servizio pubblico devono comunicare i dati relativi a questi rifiuti al Comune o Gestore della tariffa ai fini della esenzione o riduzione della componente tariffaria.

Inoltre, in base alle più recenti interpretazioni, la normativa vigente non stabilisce una privativa comunale sull’attività di raccolta rifiuti avviati a recupero, da questo consegue che anche alcune utenze domestiche conferiscono alcune tipologie dei propri rifiuti al di fuori del servizio pubblico conferendoli direttamente presso impianti di recupero.

Pertanto ai fini del raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalle norme per i rifiuti urbani sono da considerare:
- rifiuti urbani raccolti dal servizio pubblico di raccolta presso utenze domestiche e non domestiche;
- rifiuti urbani da utenze non domestiche che hanno conferito tali rifiuti al di fuori del servizio pubblico avvalendosi di quanto previsto all’art. 198 comma 2 bis (Rifiuti art. 198 c.2-bis);
- rifiuti da utenze domestiche conferiti direttamente dal cittadino all’impianto di recupero (Rifiuti conferiti direttamente da UD)
...

Regione Umbria
OSSERVATORIO REGIONALE RIFIUTI
L.R. 13 maggio 2009, n.11
...
segue allegato

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