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Strategia nazionale Salute e sicurezza sul lavoro 2026-2030

Strategia nazionale Salute e sicurezza sul lavoro 2026-2030

Strategia nazionale Salute e sicurezza sul lavoro 2026-2030

ID 25187 | Update 26.12.2025 / In allegato 

Salute e sicurezza sul lavoro, Ministero della Salute: approvata la nuova strategia nazionale 2026-2030

Il diritto a un luogo di lavoro sano e sicuro non è solo un obbligo morale ed etico, ma è una necessità  imprescindibile per il benessere individuale e collettivo, per la produttività delle imprese e per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La Strategia nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro (SSL), partendo dalle indicazioni del “Quadro strategico dell’Unione Europea 2021-2027”, tiene conto dello specifico contesto nazionale di riferimento nonché del ruolo delle singole istituzioni e parti sociali, coinvolte ognuna per quanto di competenza, in un approccio integrato e partecipato alla realizzazione di una reale tutela della SSL.

Il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 (PNP), adottato con Intesa Stato–Regioni del 6 agosto 2020 quale documento strategico nazionale di riferimento per la prevenzione e la sanità pubblica, come già i precedenti, ha fatto propri diversi aspetti ed ambiti di rilevante interesse per la SSL, coerentemente con quanto tracciato nel tempo a livello europeo, nonché in documenti di organizzazioni internazionali, quale ad esempio l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).

Aspetti di interesse sono presenti nei documenti di programmazione strategica e pianificazione operativa degli altri soggetti istituzionali individuati al Titolo I del D.lgs. del 9 aprile 2008, n.81, tra cui il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, adottato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 195 del 2024.

In ragione del suo ruolo di polo per la SSL, l’INAIL, nell’ultimo specifico Piano Triennale della Prevenzione 2025-2027, in coerenza con il precedente, ha analizzato, approfondito, contestualizzato e attualizzato diversi aspetti di interesse fornendo così una esaustiva e aggiornata visione d’insieme sulla tematica, di indubbia rilevanza e utilità nell’individuazione e attuazione di specifiche attività di prevenzione della SSL, nel significato più ampio del termine.

Ulteriore elemento decisivo delle politiche e strategie nazionali di SSL è assicurare l’equità e la trasversalità nel definire e realizzare programmi di prevenzione, nonché di controllo e vigilanza, che rispondano in maniera adeguata alle vecchie e nuove problematiche connesse all’esposizione ai rischi tradizionali, all’evoluzione delle caratteristiche produttive, demografiche-occupazionali e dell’organizzazione del lavoro, in particolare con l’introduzione e il consolidamento del “lavoro a distanza” in tutte le sue forme e modalità. Allo stesso modo, un nuovo approccio alla SSL non può prescindere dalle questioni connesse al cambiamento climatico e al più ampio concetto di Total Worker Health (TWH), che pone il lavoratore al centro di un ambiente in cui possano prosperare salute e benessere. È in questo contesto che le nuove sfide mettono alla prova la capacità del «sistema» di aggiornarsi allo scopo di fornire risposte efficaci ai cambiamenti. Per affrontare uno scenario di tale complessità, le politiche della prevenzione devono fondarsi su studi e ricerca dei fenomeni noti e consolidati e di quelli emergenti, su innovazione delle soluzioni di protezione, sul trasferimento tecnologico al sistema delle imprese. Si conferma inoltre la necessità di elevare sempre più la cultura della sicurezza fin dalla scuola primaria, inserendo le competenze di base in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro nei programmi curriculari delle scuole di ogni ordine e grado. La cultura della prevenzione può infatti contribuire a diffondere una mentalità orientata alla prevenzione e al rispetto delle normative. In tale contesto una tappa fondamentale è la legge 17 febbraio 2025, n. 21, finalizzata a sensibilizzare i giovani studenti sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro e sui diritti e doveri dei lavoratori.

L’esperienza del periodo pandemico ha reso evidente quanto la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sia determinante per la protezione del singolo e della collettività, per il funzionamento e lo sviluppo della società e per la continuità delle attività economiche e sociali. Al contempo ha rivelato to come sia necessario valorizzare questo aspetto nelle politiche in materia di sanità pubblica. L'elaborazione di una strategia nazionale per la SSL si configura, quindi, come un passo fondamentale per rafforzare l'azione di prevenzione e tutela, contrastare il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali e promuovere una cultura della salute e sicurezza diffusa e radicata, in coerenza con le priorità trasversali del Quadro strategico dell’UE, adattate al contesto nazionale.

La strategia deve porre l’attenzione sulla necessità di anticipare e gestire i rischi per la SSL nel contesto dei cambiamenti del mondo del lavoro, nonché sull’urgenza di migliorare la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, anche nell’ottica dell’approccio Vision Zero, che ambisce ad azzerare gli infortuni gravi e i decessi sul luogo di lavoro, partendo dall’assunto che ogni incidente sul lavoro possa essere prevenibile.

___________

Sommario
 
Premessa    
Il Quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027    
Analisi del contesto nazionale    
Il sistema istituzionale per la prevenzione    
I Dati    
Il mercato del lavoro    
Gli infortuni sul lavoro    
Le malattie professionali    
La sorveglianza sanitaria per i rischi lavorativi: le dimensioni del fenomeno in Italia    

LA STRATEGIA NAZIONALE IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: I CINQUE ASSI STRATEGICI    

ASSE STRATEGICO 1    
AFFRONTARE I CAMBIAMENTI DEL MONDO DEL LAVORO    
Obiettivo 1.1. Anticipare e gestire i rischi nuovi ed emergenti    
Obiettivo 1.2. Fronteggiare i rischi tradizionali    
Obiettivo 1.3. Introdurre strategie, strumenti e tecnologie innovative per la prevenzione e la vigilanza a tutela delle situazioni di vulnerabilità    

ASSE STRATEGICO 2    
RAFFORZARE E INCREMENTARE LA RESILIENZA DEL SISTEMA ISTITUZIONALE    
Obiettivo 2.1. Miglioramento, anche attraverso la condivisione dei dati, della conoscenza dei fenomeni di salute e sicurezza legati all'attività lavorativa, degli eventi dannosi (infortuni nei luoghi di lavoro, in itinere, malattie professionali), cause e modalità di accadimento    
Obiettivo 2.2. Coordinamento delle attività di vigilanza    
Obiettivo 2.3. Valorizzare e rafforzare il ruolo del dialogo sociale    

ASSE STRATEGICO 3    
POTENZIARE L’EFFICACIA DELLE TUTELE    
Obiettivo 3.1. Rafforzamento del ruolo del servizio pubblico, attraverso il potenziamento operativo dei Servizi per la tutela della Salute e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro delle ASL    
Obiettivo 3.2. Razionalizzazione degli interventi di prevenzione, al fine di programmare un utilizzo efficace, efficiente e appropriato delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste e impiegate a legislazione vigente    
Obiettivo 3.3. Rafforzamento dell’attività di vigilanza orientandola in modo da favorire l’approccio Vision Zero    
Obiettivo 3.4. Programmazione della vigilanza secondo criteri che ne incrementino l’efficacia    

ASSE STRATEGICO 4    
SUPPORTARE LE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE    
Obiettivo 4.1. Fornire sostegno e assistenza alle imprese, ai lavoratori ed alle loro rappresentanze
Obiettivo 4.2. Sensibilizzare le MPMI sulla rilevanza della cultura della prevenzione come opportunità di crescita e sviluppo    

ASSE STRATEGICO 5    
DIFFONDERE LA CULTURA DELLA PREVENZIONE    
Obiettivo 5.1. Implementare la promozione e la divulgazione della cultura della SSL nei percorsi formativi scolastici e universitari    
Obiettivo 5.2. Prevenire degli illeciti attraverso iniziative di promozione dell’approccio Vision Zero e di sensibilizzazione di tutti gli stakeholders    
 
CONCLUSIONI: IMPLEMENTAZIONE, GOVERNANCE E MONITORAGGIO DELLA STRATEGIA
____________

Comunicato Stampa numero 48
Data del comunicato 16 dicembre 2025

Riunito oggi il Comitato per l’indirizzo e il coordinamento della vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro presieduto dal Ministro Schillaci

È stata approvata oggi la “Strategia Nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030” nel corso della riunione del Comitato incaricato di indirizzare e coordinare la vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro (ex art. 5 D.lgs. 81/2008), presieduto dal Ministro della Salute Orazio Schillaci.

La Strategia, in linea con il Quadro strategico dell’Unione Europea 2021-2027 e con il contesto nazionale, definisce un percorso chiaro per affrontare le sfide di un mondo del lavoro in rapida evoluzione. Si integra con il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 e con le iniziative degli altri enti coinvolti nella salute e sicurezza sul lavoro, garantendo un approccio coordinato e sinergico.

“L’approvazione di questo documento è frutto della collaborazione tra Ministeri, Regioni, INAIL, Ispettorato nazionale del Lavoro e parti sociali - dichiara il Ministro Schillaci - L’obiettivo principale è chiaro e ambizioso: ridurre drasticamente infortuni e decessi, adottando l’approccio Vision Zero, secondo cui ogni incidente è prevenibile”. Il Ministro ha inoltre ricordato le diverse iniziative messe in campo in questi anni tra cui l’approvazione del recente decreto legge che ha introdotto ulteriori misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro anche in chiave di prevenzione e promozione della salute e i provvedimenti per contrastare le aggressioni agli operatori sanitari.

La Strategia nazionale si fonda su cinque Assi Strategici: affrontare i cambiamenti del lavoro, rafforzare la resilienza del sistema istituzionale, potenziare le tutele, supportare le MPMI e diffondere la cultura della prevenzione fin dalle scuole.

Il documento approvato non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso strutturale: il testo passerà ora alla Conferenza Stato-Regioni per il recepimento formale e la declinazione territoriale degli indirizzi nazionali.

Il Comitato continuerà a monitorare l’attuazione degli obiettivi della Strategia nazionale, coordinando le azioni tra i diversi livelli istituzionali e orientando le politiche nazionali in materia di prevenzione e vigilanza.

Fonte: Ministero della Salute

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