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Parapetti anticaduta permanenti | Requisiti di sicurezza e condizioni di utilizzo

Parapetti anticaduta permanenti | Requisiti di sicurezza e condizioni di utilizzo

Parapetti anticaduta permanenti | Sicurezza e Utilizzo - UNI 11996:2025

ID 25429 | 03.02.2026 / Documento completo in allegato

Il presente documento illustra, con il supporto di immagini e schemi, i contenuti della norma UNI 1996:2025, che tratta i requisiti di sicurezza e le condizioni di utilizzo dei parapetti anticaduta permanenti, utilizzati quale dispositivo di protezione collettiva in edifici, infrastrutture, opere, manufatti ed impianti in situazioni in cui è presente il pericolo di caduta dall'alto.

L’utilizzo di parapetti anticaduta permanenti come dispositivo di protezione collettiva è sempre più frequente, per esempio nelle coperture degli edifici a causa della presenza di diverse tipologie di impianti (fotovoltaici, solari termici, riscaldamento, climatizzazione, ecc.) e servizi (antenne, parabole, linee internet, ecc.).

La presenza di una norma di prodotto specifica sui parapetti anticaduta permanenti elimina le incertezze per i soggetti coinvolti nell’impiego di tali dispositivi.

La norma UNI 1996:2025 vuole fornire a fabbricanti, progettisti, professionisti, installatori ed utilizzatori, gli elementi necessari per la realizzazione di parapetti anticaduta permanenti da utilizzare in specifiche situazioni di lavoro.

La norma non si applica:
- ai parapetti provvisori di cui alla UNI EN 13374,
- ai parapetti di cui alla UNI EN ISO 14122-3,
- ai parapetti dei balconi di cui alla legislazione vigente (Decreto 17 gennaio 2018 Aggiornamento delle Norme tecniche sulle costruzioni).

La norma non fornisce i requisiti per i parapetti anticaduta permanenti destinati alla:

- protezione contro gli urti di veicoli o di altre attrezzature mobili;
- protezione contro lo scivolamento di materiali sfusi (per esempio inerti), neve, ecc.

Il documento suddivide i parapetti anticaduta permanenti in due classi, A e B. Il parapetto di classe A deve resistere ai soli carichi statici mentre quello di classe B anche ad azioni dinamiche moderate. La norma inoltre individua due tipologie di parapetti: quello “a correre”, composto da una sequenza di montanti e correnti quest’ultimi giuntati a correre, e quello “a moduli”, formato da elementi modulari posti in sequenza, ma in generale non collegati.

Nel paragrafo relativo alla documentazione sono illustrati i riferimenti relativi a informazioni all'ordine, manuale di istruzioni, marcatura e cartello. Infine, le tre appendici A, B e C sono dedicate rispettivamente alle inclinazioni, altezze di caduta e altezza del parapetto anticaduta permanente, alla determinazione del fissaggio e al salvataggio.

Il documento risulta essere così articolato:

Premessa    

1. Classificazione    

2. Requisiti Classi A e B    
2.1 Classi appropriate per l'utilizzo a diverse inclinazioni e altezze di caduta    
2.2 Altezza del parapetto anticaduta permanente su diversi livelli    
2.3 Protezione aggiuntiva sopra il corrente principale    

3. Designazione    

4. Materiali    

5. Requisiti    
5.1 Reti di sicurezza    
5.2 Corrente principale    
5.3 Corrente intermedio    
5.5 Requisiti dimensionali aggiuntivi per le singole classi    
5.5.1 Parapetto anticaduta permanente di classe A    
5.5.2 Parapetto anticaduta permanente di classe B    

6. Requisiti statici e dinamici di progetto per le singole classi    
6.1 Parapetto anticaduta permanente di classe A    
6.2 Parapetto anticaduta permanente di classe B    

7. Resistenza alla corrosione e durabilità    

8. Permeabilità all’acqua    

9. Ispezione e manutenzione    
9.1 Ispezione    
9.1.1 Ispezione prima del montaggio    
9.1.2 Ispezione d'uso    
9.1.3 Ispezione periodica    
9.1.4 Ispezione straordinaria    
9.1.5 Controlli    
9.2 Manutenzione    
9.3 Riparazioni  
9.4 Registrazioni    

10 Documentazione    
10.1 Manuale di istruzioni    

11. Marcatura    

12. Cartello    

13. Valutazione di conformità    

Fonti

[...]

Classificazione

I parapetti anticaduta permanenti si suddividono nelle seguenti due classi:

- classe A;
- classe B.

Il parapetto anticaduta permanente di classe A resiste solo ai carichi statici.

Il parapetto anticaduta permanente di classe B resiste ai carichi statici e ad azioni dinamiche moderate.

I requisiti delle due classi sono riportati nella tabella 1.

Tabella 1 - Classificazione dei parapetti anticaduta permanenti

Tabella 1 - Classificazione dei parapetti anticaduta permanenti

Schema n. 1 - Classificazione parapetti anticaduta permanenti

Schema n. 1 - Classificazione parapetti anticaduta permanenti

Requisiti Classi A e B

Classi appropriate per l'utilizzo a diverse inclinazioni e altezze di caduta

Si applica la UNI EN 13374 in relazione alle sole classi A e classe B.

La Classe A può essere utilizzata se l’inclinazione è al massimo di 10°.

La Classe B può essere utilizzata se l’inclinazione è al massimo di:

- 30°, senza limitazioni sull’altezza di caduta; oppure
- 60°, se l’altezza di caduta è al massimo di 2 m.

Figura A.1 tratta da UNI EN 13374

Legenda

Hf Altezza di caduta
A classe A
B classe B
C classe C

Figura A.1 tratta da UNI EN 13374 - Classi per l'uso con diverse angolazioni e altezze di caduta

[...]

Designazione

La designazione, di cui allo schema 2, di un parapetto anticaduta permanente deve includere:

- norma;
- classe.

Schema 2 Esempio di designazione di un parapetto anticaduta permanente

Designazione

[...]

Materiali

Informazioni sui materiali più comunemente utilizzati sono forniti nelle UNI EN 12811-2 ed UNI EN 13374.

I materiali devono soddisfare i requisiti indicati nelle norme europee pertinenti, laddove siano forniti dati di progettazione. Altri materiali devono essere conformi alle norme europee appropriate. In assenza di norme europee, possono essere applicate le norme ISO.

I materiali devono essere sufficientemente robusti e durevoli da resistere alle normali condizioni di lavoro.

I materiali devono essere privi di impurità e difetti che possano comprometterne il corretto utilizzo.

Le informazioni sui materiali più comunemente utilizzati sono fornite nella norma EN 12811-2. I requisiti dei materiali per le reti sono riportati nella norma EN 1263-1. Quando vengono utilizzati materiali le cui proprietà in relazione all'applicazione prevista (ad esempio temperatura, invecchiamento, degradazione UV) non sono specificate in nessuna norma disponibile, è necessaria una valutazione adeguata per soddisfare i requisiti.

I requisiti per i giunti sono riportati nelle norme EN 74-1, EN 74-2 e EN 74-3. I giunti e i tubi utilizzati devono essere testati e comprovati per verificarne la funzionalità e la conformità alla norma.

Acciaio

Non devono essere utilizzati acciai di tipo FU (acciai per bordi) con trattamento di deossidazione.

Si raccomanda che i prodotti destinati a un utilizzo a lungo termine siano protetti dalla corrosione e dal deterioramento secondo la Sezione 8 della norma EN 12811-2:2004.

[...]

Ispezione e manutenzione

L'ispezione e la manutenzione permettono di garantire il mantenimento nel tempo delle caratteristiche prestazionali del parapetto anticaduta permanente.

Ispezione

Le ispezioni si distinguono in:

- ispezione prima del montaggio;
- ispezione d’uso;
- ispezione periodica;
- ispezione straordinaria.

Schema 3 - Tipologie di ispezioni

Schema 3 - Tipologie di ispezioni

Ispezione prima del montaggio

L’ispezione prima del montaggio deve essere condotta dall'installatore base con le modalità indicate nel prospetto 6 e comunque in accordo con il manuale di istruzioni.

Particolare attenzione deve essere posta nell'ispezione in caso di deposito/stoccaggio dei componenti e/o degli elementi del parapetto anticaduta permanente, in luogo non idoneo, per un lungo periodo o in condizioni che ne abbiano potuto pregiudicare lo stato di conservazione.

Nel caso siano rilevati difetti o inconvenienti, deve essere effettuata l'ispezione straordinaria.

Ispezione d'uso

Prima di ogni uso, un'ispezione deve essere condotta dall'utilizzatore con le modalità indicate nel prospetto 6 e comunque in accordo con il manuale di istruzioni.
Deve essere immediatamente segnalato qualsiasi difetto o inconveniente rilevato, nel qual caso si deve effettuare l'ispezione straordinaria.

Ispezione periodica

Il parapetto anticaduta permanente, includendo ogni suo componente e/o elemento, deve essere ispezionato dall'installatore intermedio ad intervalli raccomandati dal fabbricante, in funzione del materiale con cui è fabbricato e/o delle condizioni ambientali e al massimo ogni quarantotto mesi.

L'ispezione periodica consiste nei controlli riportati nel manuale di istruzioni ed almeno in quelli previsti nel Tabella 3.

Nel caso siano rilevati difetti o inconvenienti, deve essere effettuata l'ispezione straordinaria.

Ispezione straordinaria

L'ispezione straordinaria deve essere effettuata dall'installatore avanzato e/o tecnico abilitato al fine di individuare gli interventi necessari al ripristino delle caratteristiche prestazionali del parapetto anticaduta permanente secondo le modalità stabilite dal fabbricante.

Il parapetto anticaduta permanente che ha manifestato un difetto deve essere sottoposto a ispezione straordinaria.

Nel caso in cui il parapetto anticaduta permanente abbia subito gli effetti della caduta di una persona e/o materiali deve essere sottoposto a ispezione straordinaria.

[...]

Cartello

Immagine 2 - Cartello

Il fabbricante deve prevedere per il parapetto anticaduta permanente un cartello che riporti almeno le informazioni seguenti, compilate dall’installatore per la parte di propria competenza:

- nome/identificazione del fabbricante o fornitore e dell’installatore;
- numero della norma: UNI 11996;
- classe di parapetto anticaduta permanente: A o B;
- data di installazione, data della successiva ispezione oppure data dell'ultima ispezione insieme alla periodicità prevista per le ispezioni;
- "Leggere il manuale di istruzioni", che può essere riportato con un simbolo in conformità alla UNI EN ISO 7010 o in forma di testo scritto nelle lingue ufficiali del paese in cui il prodotto è immesso sul mercato.

Qualora sia prevista la rintracciabilità del fabbricante o fornitore e dell’elemento e/o del componente il cartello deve riportare anche l’identificativo dell’elemento e/o del componente. 

[...] Segue in allegato

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