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Rischio silice: quadro normativo e documenti

ID 5890 | | Visite: 3573 | Documenti Riservati SicurezzaPermalink: https://www.certifico.com/id/5890

Rischio silice quadro normativo

Rischio silice: quadro normativo e documenti

Scheda tecnica 02.04.2018

Documento e riferimenti, in allegato, sulla Silice Libera Cristallina e sul rischio SLC nelle attività estrattive, di lavorazione pietre, ecc: i nuovi limiti UE, i limiti delle principali organizzazioni, le lavorazioni, le malattie professionali riconosciute e tutti i Documenti preparatori e Linee guida del NIS (Network Italiano Silice).

Il D.Lgs 81/2008 Agenti cancerogeni lavoro

Le sostanze pericolose per la salute e sicurezza sul sono trattate al Titolo IX del D.Lgs. 81/2008:

Capo I Protezione da agenti chimici (Artt. da 221 a 232)
Capo II Protezione da agenti cancerogeni e mutageni (Artt. da 233 a 245)
Capo III Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto (Artt. da 246 a 264)
...

Obblighi del datore di lavoro

Art. 235. Sostituzione e riduzione

1. Il datore di lavoro evita o riduce l'utilizzazione di un agente cancerogeno o mutageno sul luogo di lavoro in particolare sostituendolo, se tecnicamente possibile, con una sostanza o una miscelao o un procedimento che nelle condizioni in cui viene utilizzato non risulta nocivo o risulta meno nocivo per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

2. Se non è tecnicamente possibile sostituire l'agente cancerogeno o mutageno il datore di lavoro provvede affinché la produzione o l'utilizzazione dell'agente cancerogeno o mutageno avvenga in un sistema chiuso purché tecnicamente possibile.

3. Se il ricorso ad un sistema chiuso non è tecnicamente possibile il datore di lavoro provvede affinché il livello di esposizione dei lavoratori sia ridotto al più basso valore tecnicamente possibile.

L'esposizione non deve comunque superare il valore limite dell'agente stabilito nell'allegato XLIII.

La nuova Direttiva sugli Agenti cancerogeni lavoro

Con la nuova Direttiva (UE) 2017/2398 (adozione entro il 17 gennaio 2020) sono aggiunte altre sostanze riconosciute cancerogene nell'elenco dell'Allegato XLIII del D.Lgs. 81/2008 tra cui la "Silice Libera Cristallina - SLC" con il Valore limite di esposizione professionale pari a:  0,1 mg/m3 

Direttiva (UE) 2017/2398

Direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2017 che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro (Modifica alla VI Direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE)

Con la nuova Direttiva (UE) 2017/2398 è stata aggiunta nell'elenco dell'Allegato XLIII del D.Lgs. 81/2008 degli Agenti cancerogeni la "Silice Libera Cristallina - SLC" con il Valore limite di esposizione professionale pari a:  0,1 mg/m3 

La silice

La silice, o biossido di silicio (SiO2), è un ossido di metallo del IV gruppo della tavola periodica, presente in natura sia in forma cristallina che amorfa.

Le varie forme di silice cristallina sono: α-quarzo, β-quarzo, α-tridimite, β- tridimite, α- cristobalite, β-cristobalite, keatite, coesite, stishovite e moganite (NIOSH, 2002). La silice é presente per la maggior parte sotto forma di α- quarzo. Le proprietà chimico-fisiche della silice cristallina sono responsabili dei suoi molteplici utilizzi. Quasi tutta la silice cristallina utilizzata a scopo commerciale si ottiene da fonti naturali ed è categorizzata per uso finale o industriale (IARC 1997; NTP 2005). Le tre principali denominazioni dei prodotti commerciali a base di silice cristallina sono: sabbia e ghiaia, cristalli di quarzo e diatomite.

Esposizione occupazionale

A causa della vasta presenza naturale nella crosta terrestre e agli ampi usi di materiali che la contengono, i lavoratori possono essere esposti a silice cristallina respirabile in una grande varietà di settori occupazionali (IARC 1997). Le principali attività industriali che comportano un’esposizione a silice cristallina riguardano il “movimento terra”, l’estrazione in cava e mineraria, la demolizione di opere murarie, la manipolazione o l'uso di sabbia e di altri materiali contenenti silice cristallina (ad esempio processi di fonderia, come la fusione, sabbiature, produzioni di vetro, ceramica, abrasivi, cemento). Le stime sul numero di lavoratori potenzialmente esposti alla silice cristallina respirabile e presenti nella Monografia sono state calcolate dal NIOSH per gli USA e dalla CAREX per l’Europa.

Effetti cancerogeni negli esseri umani cancro del polmone

Nella Monografia IARC n. 68 del 1997, numerosi ma non tutti gli studi esaminati dimostravano un accrescimento del tumore polmonare: la non-uniformità dei risultati era prevedibile in quanto collegata al vasto range di popolazioni e di casi di esposizione studiati. Nel complesso, tuttavia, i risultati delle indagini epidemiologiche supportano un'associazione tra cancro del polmone e silice cristallina (α-quarzo e cristobalite) derivante da un’esposizione professionale per via inalatoria. Nella Monografia 100C del 2010, la valutazione è principalmente incentrata su studi che quantificano le esposizioni professionali a polvere di silice cristallina (quarzo e cristobalite).

Le specie e forme della silice Monografia IARC Vol.: 68 (1997) (p. 41)

Crystalline silica:  
- CAS No.: 14464-46-1 Chem. Abstr. Name: Cristobalite
- CAS No.: 14808-60-7 Chem. Abstr. Name: Quartz
- CAS No.: 1317-95-9 Chem. Abstr. Name: Tripoli
- CAS No.: 15468-32-3 Chem. Abstr. Name: Tridymite

Valutazione complessiva di cancerogenicità agli umani: 2A

Amorphous silica:
- CAS No.: 112945-52-5 Chem. Abstr. Name: Pyrogenic (fumed) amorphous silica
- CAS No.: 112926-00-8 Chem. Abstr. Name: Precipit ated silica; silica gel
- CAS No.: 61790-53-2 Chem. Abstr. Name: Diatomaceous earth (uncalcined)
- CAS No.: 60676-86-0 Chem. Abstr. Name: Vitreous silica
- CAS No.: 68855-54-9 Chem. Abstr. Name: Fluxcalcined diatomaceous earth

Valutazione complessiva di cancerogenicità agli umani: 3

La pericolosità di tale agente, già nota da tempo, è stata rivalutata dalla IARC che, nella monografia 100C/2010, sulla base di una nuova revisione della letteratura di merito, ha confermato che la silice è un cancerogeno di categoria 1, nelle sue forme di cristobalite e quarzo (vedi allegato).

Valutazione complessiva di cancerogenicità agli umani: 1 (2010)

Testo unico disposizioni per l'assicurazione

D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124

Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali
GU 13 ottobre 1965, n. 257 SO

D.P.R. 30/06/65 n° 1124 Lavorazioni (Allegato 8)

Attività tabellate

1. Lavori nelle miniere e cave in sotterraneo e lavori in sotterraneo in genere, lavori nelle miniere e cave a cielo aperto e lavori di scavo a cielo aperto in presenza di roccia contenente silice libera o che comunque espongono alla inalazione di polvere di silice libera.
2. Lavori di frantumazione, maciazione, manipolazione di rocce,materiali ed abrasivi contenenti silice libera o che comunque espongano all'inalazione di polvere di silice libera.
3. Taglio, lavorazione, preparazione, levigatura,smerigliatura, molatura, lucidatura, adattamento in opera, delle rocce e di altri materiali contenenti silice libera o che comunque espongano all'inalazione di polvere di silice libera. 
4. Taglio, levigatura, smerigliatura, molatura, lucidatura, eseguiti con impiego di materiali contenenti silice libera (escluse le operazioni di molatura di utensili, aventi carattere occasionale) o che comunque espongano all'inalazione di polvere di silice libera.
5. Produzione di mole e abrasivi in genere, di refrattari,di ceramiche, di cemento e del vetro, limitatamente alle operazioni su materiali contenenti silice libera o che comunque espongano alla inalazione di polvere di silice libera.
6. Lavori nelle industrie siderurgiche, metallurgiche, meccaniche, nei quali si u sino o si trattino materiali contenenti silice libera o che comunque espongano all'inalazione di polvere di silice libera.
7. Produzione di laterizi, comprese le cave di argilla, ed altre lavorazioni nelle quali si usino o si trattino materiali contenenti silice libera o che comunque espongano all'inalazione di polvere di silice libera.

Altre Attività non tabellate:

- numerose lavorazioni trasversali, da individuare in VR.
- altre lavorazioni che possono esporre a SLC, es DM 17 gennaio 2018 (NTC 2018) e Decreto 10 giugno 2014


Elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia

Decreto 10 giugno 2014
Aggiornamento dell'elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia ai sensi e per gli effetti dell'articolo 139 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modifiche e integrazioni

D.P.R 1124/1965 Art. 139:

E' obbligatoria per ogni medico, che ne riconosca la esistenza, la denuncia delle malattie professionali, che saranno indicate in un elenco da approvarsi con decreto del Ministro per il lavoro e la, previdenza sociale di concerto con quello per la sanita', sentito il Consiglio superiore di sanita'. 

La denuncia deve essere fatta all'Ispettorato del lavoro competente per territorio, il quale ne trasmette copia all'Ufficio del medico provinciale. 
...


Il Decreto Decreto 10 giugno 2014 aggiorna l'elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia (malattie professionali), per la silice:

Lista I - malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità

  AGENTI MALATTIE
01 SILICE LIBERA CRISTALLINA SILICOSI POLMONARE
42 SILICE LIBERA CRISTALLINA
in forma di quarzo e cristobalite
TUMORE DEL POLMONE

Lista II - malattie la cui origine lavorativa é di limitata probabilitá

  AGENTI E LAVORAZIONI MALATTIE
05 SILICE LIBERA CRISTALLINA SCLERODERMIA
ARTRITE REUMATOIDE
LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO

Lista III - malattie la cui origine lavorativa é possibile

  AGENTI MALATTIE
01 SILICE LIBERA CRISTALLINA
(esposizione con o senza silicosi)
POLIANGITE MICROSCOPICA
GRANULOMATOSI DI WEGENER

Classificazione Organizzazioni internazionali

- NTP: Known to be a human carcinogen
- IARC: Group 1 (carcinogenic to humans); see also IARC Monograph 100C
- EPA: Not listed

Valori limite di riferimento occupazionale TLV dell’ACGIH

L'ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) assume come TLV-TWA per la polvere di SLC respirabile il valore di 0,025 mg/m3.

ACGIH: Documentation of the Threshold Limit Values (TLVs) and Biological Exposure Indices (BEIs) - Silica, Crystalline - Alpha Quartz and Cristobalite. 2016.

Standard Set ByExposure LimitHealth Effect Codes -- Health Effects and Target Organs
OSHA PEL - General Industry 
See 29 CFR 1910.1000 Table Z-3
250 mppcf]*
%SiO2+5 
10 mg/m3 
%SiO2+2 
HE10 -- silicosis
OSHA PEL - Construction Industry
See 29 CFR 1926.1153
50 μg/m3 TWA
25 μg/m3 TWA Action Level
HE1 -- cancer (lung)
HE3 -- kidney damage
HE10 -- silicosis
OSHA PEL - Shipyard Employment 
See 29 CFR 1915.1000 Table Z - Shipyards
250 mppcf*
%SiO2+2
HE10 -- silicosis
NIOSH REL Silica, crystalline (as respirable dust) [14808-60-7]: 0.05 mg/m3TWA 
Ca 
HE10 -- silicosis
ACGIH TLV® (2009) Silica, crystalline - α-quartz [1317-95-9; 14808-60-7] and cristobalite [14464-46-1]: 0.025 mg/m3 (25 μg/m3) (respirable particulate matter) TWA 
A2
HE2 -- lung cancer
HE10 -- silicosis
CAL/OSHA PELs Silica, crystalline, respirable dust: Quartz [14808-60-7]: 0.1 mg/m3 (100 μg/m3) TWA  

* mppcf = Millions of particles per cubic foot of air

Il NIS: Network Italiano Silice

La silicosi è stata in Italia una delle malattie professionali più gravose in termini di costi economici e sociali. Sebbene le condizioni lavorative siano migliorate nel corso degli ultimi decenni, l’esposizione alla silice cristallina costituisce ancora oggi argomento di vivo interesse.

Sul tema dell’esposizione a silice libera cristallina (Slc) l’Inail, attraverso la Contarp, è da decenni impegnato nella verifica delle condizioni di rischio di esposizione alle polveri di Slc negli ambienti di lavoro a fini assicurativi. Dal 2002, dopo il convegno 3rd International Symposium on Silica, Silicosis, Cancer and Other Diseases di S. Margherita Ligure, partecipa attivamente al Network italiano della silice (Nis), insieme a esperti e rappresentanti tecnici delle Regioni, dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’allora Ispesl, oggi confluito in Inail.

L’attività del Nis, punto di riferimento tecnico del coordinamento tecnico delle Regioni, si è inizialmente incentrata sulla stesura di linee guida in tema di normativa, epidemiologia, igiene industriale e sorveglianza sanitaria, nelle quali sono confluite le diverse esperienze maturate da ciascun partecipante al Network.

Naturale evoluzione di tale attività fu poi l’avvio del progetto denominato Monitoraggio Silice Italia, il cui l’obiettivo fu quello di realizzare un sistema di verifica dell’efficacia delle misure di prevenzione attuate nei settori produttivi storicamente interessati dal problema della silice. In parallelo all’attività di elaborazione dei documenti del Monitoraggio Silice Italia si è poi dato avvio a un circuito nazionale di intercalibrazione, ora alla sua terza edizione, creato e supportato dalla Contarp.

A dieci anni dalla sua istituzione Nis ha intrapreso una serie di azioni e programmi per analizzare l’efficacia delle misure di prevenzione indicate dalle buone pratiche. L’intento è quello di costruire un portale tematico, dedicato alla silice, attraverso il quale ricostruire le matrici di esposizione delle figure professionali e dei diversi comparti produttivi interessati dal, che costituisca il terreno di confronto nel quale affrontare e approfondire le varie tematiche legate al fenomeno “silice”.

L’attività del Nis

Le iniziative intraprese nel tempo dal Nis tracciano un percorso complesso attraverso il quale si è inteso affrontare, in modo integrato e coordinato, i molteplici problemi che condizionano, a vario titolo, l’attività di accertamento del rischio silice negli ambienti di lavoro. Al di là della valenza del loro contenuto tecnico, i documenti realizzati dai gruppi di lavoro del Nis mettono in risalto l’avvenuta collaborazione e l’appassionata partecipazione dei tecnici della prevenzione delle istituzioni pubbliche aderenti al Nis.

Sin dalle prime pubblicazioni datate 2005 e nelle varie occasioni pubbliche in cui si è dibattuto sul rischio silice, a partire dall’evento di S. Margherita Ligure per finire al convegno “Network italiano silice dieci anni dopo: il sistema di prevenzione del rischio in Italia” tenutosi a Roma nel novembre 2011, gli elaborati del Network hanno costituito una base di confronto attivo e uno strumento di riferimento per aggredire quello che continua a essere ancora un grave problema di sanità pubblica, al di là delle possibili e comprensibili differenze di veduta ancora esistenti al riguardo nella comunità scientifica.

La sintesi delle attività promosse dal Nis è condensata nei “Documenti preparatori per le linee guida” e nelle “Misure di prevenzione e protezione per la riduzione del rischio” e alle raccolte a essa collegate. Si tratta di elaborati rivolti, oltre agli addetti ai lavori, a tutti i soggetti interessati al problema silice con particolare riguardo alle associazioni scientifiche e alle parti sociali. In essi sono riassunte e condensate tutta la mole di conoscenze e di esperienze maturate nel tempo sul rischio silice dai vari componenti del Nis sul tema dell’esposizione professionale a questo agente di rischio.

I documenti preparatori e le misure di prevenzione primaria

A seguito delle indicazioni maturate nel convegno di S. Margherita Ligure e dell’azione promossa dal coordinamento tecnico delle Regioni e Province autonome, i gruppi di lavoro del Nis hanno elaborato una serie di linee guida, denominate documenti preparatori, relative ai vari aspetti della prevenzione del rischio professionale dovuto alla Slc.

01. Valutazioni epidemiologiche
02. Considerazioni in tema di normativa
03. Sorveglianza sanitaria sui lavoratori esposti a silice cristallina
04. Indicazioni per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a Silice Libera Cristallina
05. Linee guida per valutazione esposizione professioniale a silice cristallina
06. Comparto edilizia Silice
07. Comparto fonderie Silice
08. Comparto lapideo Silice
09. Scavo di gallerie Silice
10. Piastrelle ceramiche Silice
11. La valutazione dell’esposizione professionale a silice libera cristallina NIS

IARC Monographs 100C 2010
Mon IARC Vol. 68 (1997) (p. 41)

Respirator Recommendations

NIOSH

Up to 0.5 mg/m3: 
(APF = 10) Any particulate respirator equipped with an N95, R95, or P95 filter (including N95, R95, and P95 filtering facepieces) except quarter-mask respirators. The following filters may also be used: N99, R99, P99, N100, R100, P100. 

Up to 1.25 mg/m3: 
(APF = 25) Any powered, air-purifying respirator with a high-efficiency particulate filter.
(APF = 25) Any supplied-air respirator operated in a continuous-flow mode

Up to 2.5 mg/m3: 
(APF = 50) Any air-purifying, full-facepiece respirator with an N100, R100, or P100 filter. 
(APF = 50) Any powered, air-purifying respirator with a tight-fitting facepiece and a high-efficiency particulate filter

Up to 25 mg/m3: 
(APF = 1000) Any supplied-air respirator operated in a pressure-demand or other positive-pressure mode

Emergency or planned entry into unknown concentrations or IDLH conditions: 
(APF = 10,000) Any self-contained breathing apparatus that has a full facepiece and is operated in a pressure-demand or other positive-pressure mode
(APF = 10,000) Any supplied-air respirator that has a full facepiece and is operated in a pressure-demand or other positive-pressure mode in combination with an auxiliary self-contained positive-pressure breathing apparatus

Escape: 
(APF = 50) Any air-purifying, full-facepiece respirator with an N100, R100, or P100 filter. 
Any appropriate escape-type, self-contained breathing apparatus

Selection of N-, R-, or P- Series Particulate Respirators

1. The selection of N-, R-, and P-series filters depends on the presence of oil particles as follows:

- If no oil particles are present in the work environment, use a filter of any series (i.e., N-, R-, or P-series).

- If oil particles (e.g., lubricants, cutting fluids, glycerine) are present, use an R- or P-series filter.  Note: N-series filters cannot be used if oil particles are present.

- If oil particles are present and the filter is to be used for more than one work shift, use only a P-series filter. 

Note: To help you remember the filter series, use the following guide:

 N   for Not resistant to oil, 

 R   for Resistant to oil, 

    for oil Proof. 

2. Selection of filter efficiency (i.e., 95%, 99%, or 99.97%) depends on how much filter leakage can be accepted.  Higher filter efficiency means lower filter leakage.

3.The choice of facepiece depends on the level of protection needed - that is, the assigned protection factor (APF) needed.

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