
Sicurezza parapetti provvisori / EN 13374:2025 / Rev. 0.0 Settembre 2026
ID 27185 | 30.09.2026 / Documento completo in allegato
Il presente documento illustra, con il supporto di immagini e schemi, i contenuti della norma EN 13374:2025, che tratta i requisiti e i metodi di prova per i sistemi temporanei di protezione dei bordi da utilizzare durante la costruzione o la manutenzione di edifici e altre strutture.
La norma si applica ai sistemi temporanei di protezione dei bordi per superfici piane e inclinate e specifica i requisiti per tre classi di protezione temporanea dei bordi.
Per i sistemi di protezione verso il vuoto con funzione di arresto (ad es. caduta o scivolamento lungo una copertura inclinata), il documento specifica i requisiti di assorbimento dell'energia.
Il presente documento include sistemi di protezione verso il vuoto, alcuni dei quali sono fissati alla struttura mentre altri si basano sulla gravità e sull'attrito su superfici piane.
I sistemi provvisori di protezione verso il vuoto (parapetti provvisori) sono utilizzati nei lavori di costruzione, principalmente per impedire la caduta di persone e oggetti a un livello inferiore da coperture, bordi, scale e altre aree in cui è richiesta una protezione. Nella maggior parte dei Paesi europei, i sistemi provvisori di protezione verso il vuoto, o altri tipi di dispositivi di protezione contro le cadute, sono obbligatori quando la valutazione dei rischi individua un rischio di caduta, indipendentemente dall'altezza.
A differenza dell'uso di cordini di trattenuta/anticaduta, la presenza di una protezione verso il vuoto garantisce una maggiore mobilità nell'area di lavoro. La protezione provvisoria verso il vuoto può, in alcune situazioni, fungere anche da corrimano a cui le persone possono afferrarsi quando lavorano o camminano in prossimità di un bordo.
Sebbene la UNI EN 13374:2025 includa anche requisiti per proteggere le persone dalla caduta di oggetti (ad es. tramite la previsione di tavole fermapiede), potrebbero verificarsi circostanze in cui ciò risulta insufficiente ed è necessario adottare ulteriori misure, che esulano dal campo di applicazione del presente documento.
Le classi specificate nel documento hanno lo scopo di soddisfare i vari requisiti appropriati per i diversi impieghi. È importante che la struttura a cui è fissato il sistema provvisorio di protezione verso il vuoto sia in grado di sopportare il carico per il quale il sistema è stato progettato.
La UNI EN 13374:2025 non fornisce requisiti per sistemi di protezione verso il vuoto destinati a:
- protezione contro l'impatto di veicoli o altre attrezzature mobili;
- protezione dallo scivolamento di materiali sfusi, neve, ecc.;
- protezione di aree accessibili al pubblico.
Il presente documento non si applica alle protezioni laterali su ponteggi conformi alle norme EN 12811-1 e EN 1004-1.
NOTA: Ciò non vieta l'uso di tali sistemi su strutture provvisorie
UNI EN 13374:2025Sistemi temporanei di protezione dei bordi - Specifica di prodotto - Metodi di prova
Data entrata in vigore: 30 ottobre 2025
Sostituisce: UNI EN 13374:2019
Recepisce: EN 13374:2025
Il presente documento sostituisce la EN 13374:2013+A1:2018.
Il presente documento include le seguenti modifiche tecniche significative rispetto alla EN 13374:2013+A1:2018:
- la maggior parte delle figure è stata aggiornata e sono state aggiunte nuove figure;
- la classificazione al Punto 4 è stata chiarita;
- il Punto 6 è stato chiarito e aggiornato ed è stato aggiunto il punto 6.3.8;
- il Punto 7 è stato chiarito e aggiornato;
- l'Appendice A è stata riscritta e sono state aggiunte delle figure;
- è stata aggiunta l'Appendice B "Metodi semplificati";
- è stata aggiunta l'Appendice C contenente le deviazioni nazionali di tipo A (A-deviations) per Finlandia, Italia, Cipro, Regno Unito e Polonia;
- sono state apportate modifiche editoriali e chiarimenti.
Allegato C (Informativo)
Deviazioni A
Deviazione A: deviazione nazionale dovuta a disposizioni legislative o regolamentari, la cui modifica esula temporaneamente dalla competenza del membro CEN e/o CENELEC.
La presente norma europea non rientra nel campo di applicazione di alcuna direttiva o regolamento dell'Unione Europea.
Nei pertinenti Paesi CEN e/o CENELEC, tali deviazioni A restano valide in luogo delle corrispondenti disposizioni della norma europea fino a quando la situazione nazionale che le ha determinate non sia cambiata.
Italia
I sistemi di protezione verso il vuoto sono ammessi solo se conformi alla legislazione italiana relativa alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e ai requisiti degli Articoli 126 e 146 del Decreto Legislativo (D.Lgs.) 81/08. Tale legislazione si riferisce ai punti 3.2, 4.1, 4.2, 4.3 e 4.4.
3.2 corrente principale
corrente o elemento continuo che fornisce la presa (o appiglio) superiore per i sistemi di Classe A e di Classe B, oppure che costituisce la parte più alta della protezione per i sistemi di Classe C.
4.1 Generalità
È possibile la combinazione di classi diverse, ad esempio un prodotto può essere conforme alle Classi A, B e C.
NOTA: Ulteriori indicazioni sull'uso delle classi sono riportate nell'Appendice A.
4.2 Classe A
La protezione di Classe A fornisce resistenza ai soli carichi statici, sulla base dei requisiti per:
- sostenere una persona che si appoggia alla protezione o fornire una presa mentre si cammina al suo fianco, vedere Figura A.2, Rif. 1;
- fornire una protezione collettiva per arrestare una persona che cammina o cade verso la protezione, vedere Figura A.2, Rif. 2;
- resistere al carico derivante da carichi accidentali (uso improprio) sulla protezione, vedere Figura A.2, Rif. 4; e
- resistere ai carichi del vento, vedere Figura A.2, Rif. 3.
4.3 Classe B
La protezione di Classe B fornisce resistenza ai carichi statici e a ridotte azioni dinamiche, sulla base dei requisiti per:
- sostenere una persona che si appoggia alla protezione o fornire una presa mentre si cammina al suo fianco, vedere Figura A.2, Rif. 1;
- fornire una protezione collettiva per arrestare una persona che cammina o cade verso la protezione, vedere Figura A.2, Rif. 2;
- resistere al carico derivante da carichi accidentali (uso improprio) sulla protezione, vedere Figura A.2, Rif. 4;
- resistere ai carichi del vento, vedere Figura A.2, Rif. 3; e
- fornire una protezione collettiva per prevenire la caduta di una persona lungo una superficie inclinata, vedere Figura A.2, Rif. 6; oppure
- fornire una protezione collettiva per arrestare la caduta di una persona che scivola lungo una superficie inclinata, vedere Figura A.2, Rif. 5.
4.4 Classe C
La protezione di Classe C fornisce resistenza ad elevate forze dinamiche, sulla base dei requisiti di sicurezza per:
- fornire una protezione collettiva per prevenire la caduta di una persona lungo una superficie a forte pendenza, vedere Figura A.2, Rif. 6; oppure
- fornire una protezione collettiva per arrestare la caduta di una persona che scivola lungo una superficie a forte pendenza, vedere Figura A.2, Rif. 7.1; oppure
- fornire una protezione collettiva per arrestare la caduta di una persona caduta da una superficie a forte pendenza, vedere Figura A.2, Rif. 7.2.
__________
Decreto Legislativo (D.Lgs.) 81/08
Art. 126 - Parapetti
1. Gli impalcati e ponti di servizio, le passerelle, le andatoie, che siano posti ad un'altezza maggiore di 2 metri, devono essere provvisti su tutti i lati verso il vuoto di robusto parapetto e in buono stato di conservazione.
Art. 146 - Difesa delle aperture
1. Le aperture lasciate nei solai o nelle piattaforme di lavoro devono essere circondate da normale parapetto e da tavola fermapiede oppure devono essere coperte con tavolato solidamente fissato e di resistenza non inferiore a quella del piano di calpestio dei ponti di servizio.
2. Qualora le aperture vengano usate per il passaggio di materiali o di persone, un lato del parapetto può essere costituito da una barriera mobile non asportabile, che deve essere aperta soltanto per il tempo necessario al passaggio.
3. Le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano una profondità superiore a m 0,50 devono essere munite di normale parapetto e tavole fermapiede oppure essere convenientemente sbarrate in modo da impedire la caduta di persone.
[...]
Traduzione in IT non ufficiale
Classificazione
I parapetti provvisori si suddividono nelle seguenti tre classi:
- classe A;
- classe B.
- classe C.
È possibile la combinazione di classi diverse, ad esempio un prodotto può essere conforme alle Classi A, B e C.

Schema - Classificazione parapetti provvisori

Tabella - Requisiti Classi parapetti provvisori
Requisiti
Requisiti di base
Un sistema di protezione verso il vuoto deve essere composto da un corrente principale e da un corrente intermedio o una protezione intermedia. Deve inoltre essere possibile applicare una tavola fermapiede. Tutti i componenti del sistema devono essere progettati in modo da evitare la rimozione accidentale di qualsiasi componente in qualsiasi direzione durante l'uso.
I componenti devono essere progettati e fabbricati in modo da prevenire lesioni alle persone dovute a perforazione o lacerazione della pelle.
NOTA 1: Un sistema di protezione verso il vuoto può essere prodotto come un'unità integrata.
NOTA 2: In alcune applicazioni e in alcuni Paesi l'uso della tavola fermapiede è obbligatorio.
Reti di sicurezza
Le reti di sicurezza utilizzate nei sistemi di protezione verso il vuoto devono essere conformi alla norma EN 1263-1.
Il fissaggio di ciascuna rete di sicurezza deve soddisfare i requisiti di carico della classe o delle classi previste.
Le reti di sicurezza devono essere installate secondo le istruzioni del fabbricante.
Corrente principale
La distanza tra la parte più alta del corrente principale e la superficie di lavoro deve essere di almeno 1 000 mm, in qualsiasi punto, misurata perpendicolarmente alla superficie di lavoro, vedere da Figura 4 a Figura 9.
Il corrente principale dovrebbe essere continuo. Se il corrente principale non è continuo, qualsiasi apertura orizzontale non deve essere superiore a 120 mm.
Corrente intermedio
Laddove sia presente un corrente intermedio, esso dovrebbe essere continuo. Se il corrente intermedio non è continuo, qualsiasi apertura orizzontale non deve essere superiore a 120 mm.
Tavola fermapiede
La distanza tra la parte più alta della tavola fermapiede e la superficie di lavoro deve essere di almeno 150 mm, in qualsiasi punto, misurata perpendicolarmente alla superficie di lavoro, vedere da Figura 4 a Figura 9.
La tavola fermapiede deve essere progettata in modo da evitare fessure tra la stessa e la superficie di lavoro. In presenza di fessure, una sfera del diametro di 20 mm non deve attraversarle.
Per altre situazioni, ad esempio quando la superficie di lavoro non è piana, le eventuali fessure dovrebbero essere mantenute le più piccole possibili.
La tavola fermapiede dovrebbe essere continua. Se la tavola fermapiede non è continua, qualsiasi apertura orizzontale non deve essere superiore a 20 mm. Le aperture nella tavola fermapiede non devono superare i 20 × 20 mm. Le dimensioni e il numero delle aperture dovrebbero essere ridotti al minimo assoluto.
[...] Segue in allegato
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