Interpello ambientale 21.05.2026
OGGETTO: Interpello ex art. 3-septies del d.lgs. n. 152/2006 sull'applicazione del DM 05/08/2024 e s.m.i. di adozione dei criteri ambientali minimi per l'affidamento del servizio di progettazione ed esecuzione dei lavori di costruzione, manutenzione e adeguamento delle infrastrutture stradali (CAM Strade).
QUESITO
Con istanza di interpello acquisita con prot. n. 54123 dell’11 marzo 2026, la Regione Veneto, tramite la Giunta Regionale e per il tramite della Direzione Programmazione, Lavori Pubblici e Edilizia, ha formalmente richiesto un chiarimento a questo Ministero in merito a importanti profili applicativi connessi all’utilizzo dei materiali di risulta negli scavi eseguiti in sede stradale nell’ambito di cantieri del Servizio Idrico Integrato (SII).
Nello specifico, si chiede a questo Ministero di confermare se:
1 I criteri tecnici contenuti nel D.M. 5 agosto 2024 debbano considerarsi obbligatori, ai sensi dell'art. 57 del D.lgs. 36/2023, anche per gli interventi di ripristino della sede stradale conseguenti alla posa di sottoservizi idrici;
2 L'applicazione di tali CAM costituisca un obbligo cogente per l'Ente proprietario della strada, tale da inibire clausole che vietino aprioristicamente l'uso di materiali di recupero dotati di idonea certificazione tecnica e prestazionale.
[...]
CONSIDERAZIONI DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA
Con riferimento al quesito numero 1 si rappresenta quanto segue.
In merito all’applicazione del decreto ministeriale 5 agosto 2024, si fa presente che l'impiego di materiali provenienti da operazioni di recupero effettuate ai sensi della Parte IV del decreto legislativo n. 152 del 2006 è, in linea generale, pienamente coerente con i principi dell'economia circolare e favorisce una gestione virtuosa e sostenibile delle risorse.
Il paragrafo 1.1 “Ambito di applicazione” dell’Allegato I del decreto ministeriale 5 agosto 2024, chiarisce che:
“Le disposizioni del […] provvedimento si applicano a tutti i contratti di appalto e alle concessioni aventi per oggetto l’esecuzione di lavori e la prestazione di servizi di progettazione di infrastrutture, includendo interventi di costruzione, manutenzione e adeguamento, come definiti all’art. 2, comma 1, lettere b), c) e d), dell’allegato I.1 del Codice [dei contratti pubblici].
Alcuni dei CPV (Common Procurement Vocabulary) di riferimento per i lavori e le opere sono il CPV 45000000 “Lavori di costruzione”, in particolare il 45233000-9 “Lavori di costruzione, di fondazione e di superficie per autostrade e strade” e il 71322000-1 “Servizi di progettazione tecnica per la costruzione di opere di ingegneria civile”.
Il riferimento ai “Servizi di progettazione tecnica per la costruzione di opere di ingegneria civile” implica che i criteri tecnici contenuti nel D.M. 5 agosto 2024 siano da considerarsi obbligatori per tutti gli interventi infrastrutturali che prevedono specifiche operazioni di cantiere come quelle di cui trattasi e rinvenibili nell’allegato tecnico al decreto.
In particolare, il capitolo “2.4 Specifiche tecniche relative al cantiere” individua le operazioni soggette a criteri obbligatori in quanto specifiche tecniche di progetto.
Tra questi, il criterio “2.4.4 Rinterri e riempimenti” stabilisce che, per i rinterri, il progetto prescriva il riutilizzo del materiale di scavo proveniente dal cantiere stesso o da altri cantieri, oppure materiale riciclato, che siano conformi ai parametri della norma UNI 11531-1 (distinguendo tra riempimenti con miscele betonabili e riempimenti con miscele legate con leganti idraulici).
Ne consegue che, per le opere di ingegneria civile su sede stradale che comportano movimenti di terra, compresi gli interventi di ripristino della sede stradale conseguenti alla posa di sottoservizi idrici, devono essere applicati i criteri obbligatori pertinenti, in particolare il già richiamato criterio “2.4.4 Rinterri e riempimenti”, sempre nel rispetto del quadro regolatorio previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2017, n. 120.
Con riferimento al quesito numero 2 si rappresenta quanto segue.
In coerenza con quanto già indicato, l’Ente proprietario della strada, qualora operi in qualità di stazione appaltante o ente concedente per interventi sulla sede stradale che comportino lo scavo e il successivo ripristino della sede, è tenuto al rispetto dei criteri ambientali minimi sopra richiamati; di conseguenza, deve inserire detti criteri nei documenti di gara e verificarne l’applicazione in fase di esecuzione dei lavori.