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Rumore di cantiere / Linee guida UNI 11728:2018 

Rumore di cantiere Linee guida UNI 11728 2018

Rumore di cantiere / Linee guida UNI 11728:2018 | Rev. 0.0 Aprile 2026

ID 25999 | 17.04.2026 / Documento completo in allegato

Documento illustrativo delle indicazioni per definire gli obblighi di conformità in carico all'appaltatore da parte del committente, al fine di garantire una gestione corretta e soddisfacente dell'impatto acustico del cantiere, contenute nella norma UNI 11728:2018.

Buona parte dei cantieri sono sorgente di elevati livelli di rumore. Se la distanza fra sorgente e ricettore è particolarmente ridotta, il rumore generato viene percepito dai ricettori ancor più come causa di fastidio, dato che non si possono creare particolari significative attenuazioni fra sorgente e ricettore.

Il rumore può causare vari effetti avversi, psicologici o di salute, sulle persone che ne sono sottoposte (per esempio: disturbo del sonno o interferenza con le comunicazioni verbali). In situazioni estreme e reiterate, questi effetti possono trasformarsi in ansia, stress, irritabilità e incapacità di concentrazione. Per questi motivi, ai primi annunci dell’apertura di un cantiere, l’evento diventa spesso causa di preoccupazione da parte delle persone potenzialmente disturbate.

D’altra parte è da riconoscere che l’ipotesi di un cantiere silenzioso è chiaramente non perseguibile.

L’esigenza del comfort acustico, da parte di chi risiede o lavora negli edifici vicino a un cantiere, richiede che chi genera rumore debba mettere in campo tutte le strategie perché il rumore non sia solo di livello più basso possibile, ma anche più facilmente tollerabile.

Perciò, l’impatto da rumore di un cantiere ha necessità di essere oggetto di una adeguata gestione che programmi, porti avanti e controlli, in modo sinergico, tutti i possibili strumenti e procedure per rendere il disagio più sopportabile da parte di tutta la cittadinanza.

La norma UNI 11728:2018 “Acustica - Pianificazione e gestione del rumore di cantiere - Linee guida per il committente comprensive di istruzioni per l'appaltatore” fornisce indicazioni per definire gli obblighi di conformità in carico all’appaltatore da parte del committente, al fine di garantire una gestione corretta e soddisfacente dell’impatto acustico del cantiere.

Le istruzioni di cui alla UNI 11728:2018 possono anche essere fatte proprie dall’appaltatore a titolo volontario, a condizione che lo stesso appaltatore metta a disposizione le risorse per la loro applicazione.

Le finalità per le quali il committente richiedere una gestione dell’impatto acustico possono essere diverse e non necessariamente tutte sovrapponibili.

 Ad esempio:

- per evitare lamentele da parte dei ricettori;
- per contenere le proteste affinché queste non interferiscano negativamente con i lavori del cantiere;
- per garantire una buona reputazione nei confronti del pubblico;
- per garantire il rispetto della legislazione vigente.

Pertanto, le finalità devono essere esplicitate nel disciplinare di incarico o nel contratto, fra committente e appaltatore.

La norma non prescrive a priori limiti assoluti di impatto da rumore, in quanto una prescrizione in tal senso, sradicata dal contesto che può essere molto diverso da cantiere a cantiere, può risultare in talune occasioni troppo onerosa per l’appaltatore.

Inoltre, la norma tratta solo gli effetti del rumore diretto, trasmesso per via aerea e percepito dalle persone in residenze o luoghi di lavoro, anche con finestre chiuse. Ai sensi dell’applicazione della presente norma è necessario che gli edifici potenzialmente disturbati presentino almeno una apertura rivolta verso il cantiere: finestra, balcone o porta.

La norma considera anche il rumore del traffico indotto dal cantiere.

La norma non si applica a:

- gli effetti del rumore re-irradiato, ovvero il rumore che viene generato dalle vibrazioni del cantiere e che viene trasmesso per via solida all’interno delle residenze o dei luoghi di lavoro;
- gli effetti del rumore presso spazi in qualche modo collegati con il cantiere che genera rumore. Per esempio, la norma non si applica agli effetti del rumore presso edifici provvisori o semi-permanenti dove opera l’amministrazione di cantiere.

La norma è sviluppata nel rispetto delle prescrizioni minime di legge previste in Italia (appendice A UNI 11728:2018) e al contempo ne costituisce un ampliamento, permettendo che il rumore sia oggetto di una gestione sinergica che tiene in considerazione tutti gli ambiti che possono governare il disturbo percepito dalla cittadinanza.

Legge 26 ottobre 1995 n. 447
Legge quadro sull'inquinamento acustico (GU n. 254 del 30 ottobre 1995 - SO)

La Legge 26 ottobre 1995 n. 447 “Legge quadro sull’inquinamento acustico” stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico ed è il riferimento principe per tutte le questioni in materia di disturbo da rumore.

La legge, all’articolo 6 - comma 1, stabilisce che è di competenza dei Comuni il rilascio di una “autorizzazione, anche in deroga ai valori limite di cui all'articolo 2, comma 3, per lo svolgimento di attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile, nel rispetto delle prescrizioni indicate dal comune stesso.”

Nella categoria delle “attività temporanee” rientrano anche i cantieri. Il citato art. 2 – comma 3 definisce i valori limite di immissione, i quali sono stabiliti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 novembre 1997 “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore” in attuazione dell’art. 3 della legge 26 ottobre 1995, n. 447. I valori limite di immissione sono associati alle destinazioni d’uso del territorio.

L’associazione dei valori limite alle aree del territorio comunale costituisce la cosiddetta “classificazione acustica del territorio” o “zonizzazione acustica”.

Ogni Comune istituisce, secondo criteri propri, le modalità con le quali le imprese devono presentare le modalità di autorizzazione in deroga.

Generalmente i Comuni mettono a disposizione sui propri siti le istruzioni e la modulistica da compilare per le richieste di autorizzazione in deroga.

[…]

Art. 6 comma 1 (Competenze dei comuni)

1. Sono di competenza dei comuni, secondo le leggi statali e regionali e i rispettivi statuti:

a) la classificazione del territorio comunale secondo i criteri previsti dall'articolo 4, comma 1, lettera a);
b) il coordinamento degli strumenti urbanistici già adottati con le determinazioni assunte ai sensi della lettera a);
c) l'adozione dei piani di risanamento di cui all'articolo 7;
d) il controllo, secondo le modalità di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d), del rispetto della normativa per la tutela dall'inquinamento acustico all'atto del rilascio delle concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili ed infrastrutture, nonché dei provvedimenti di licenza o di autorizzazione all'esercizio di attività produttive;
e) l'adozione di regolamenti per l'attuazione della disciplina statale e regionale per la tutela dall'inquinamento acustico;
f) la rilevazione e il controllo delle emissioni sonore prodotte dai veicoli, fatte salve le disposizioni contenute nel decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 258, e successive modificazioni;
g) i controlli di cui all'articolo 14, comma 2;
h) l'autorizzazione, anche in deroga ai valori limite di cui all'articolo 2, comma 3, per lo svolgimento di attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile, nel rispetto delle prescrizioni indicate dal comune stesso.

Inoltre, la presente norma può costituire un’applicazione specifica della serie di norme riguardanti i sistemi di gestione ambientale (UNI EN ISO 14001 e UNI EN ISO 14004) e relativo processo di certificazione (appendice B UNI 11728:2018).

Le UNI EN ISO 14001 e UNI EN ISO 14004 costituiscono un inquadramento generale a alto livello al fine di aiutare un’organizzazione a raggiungere gli esiti attesi dal proprio sistema di gestione ambientale. Gli esiti attesi comprendono il raggiungimento di obbiettivi e prestazioni ambientali. Fra gli obbiettivi ambientali ci può essere la riduzione dell’impatto acustico in prossimità del cantiere e fra le prestazioni ambientali il riscontro misurabile della riduzione dei livelli di rumore.

Le UNI EN ISO 14001 e UNI EN ISO 14004 si strutturano su 7 pilastri fondamentali:

1) contesto dell’organizzazione;
2) leadership;
3) pianificazione;
4) supporto;
5) attività Operative;
6) valutazione delle prestazioni;
7) miglioramento.

[...]

Il documento risulta essere così strutturato:

Indice

1. Gestione integrata del rumore di cantiere    
1.1 Redazione PGRUM
1.1.1 I deliverable
1.1.2 Il miglioramento continuo
1.2 Attuazione del PGRUM    
1.3 Controllo dell’attuazione del PGRUM    
1.4 Eventuale revisione del PGRUM    
1.5 Chiusura di tutte le attività pianificate    

2. Scalabilità dei processi    

3. Ambiti della gestione del rumore    
3.1 Ricettori    
3.1.1 Attributo di classificazione: potenziale sensibilità    
3.1.2 Attributo di classificazione: potenziale danno economico    
3.1.3 Gestione dei ricettori come ambito del PGRUM    
3.1.4 Deliverable e parametri di miglioramento continuo    
3.2 Macchinari meno rumorosi    
3.2.1 Scelta di macchinari meno rumorosi come ambito del PGRUM    
3.2.2 Deliverable e parametri di miglioramento continuo    
3.3 Formazione degli operatori    
3.3.1 Gestione della formazione come ambito del PGRUM    
3.3.2 Deliverable e parametri di miglioramento continuo    
3.4 Valutazioni previsionali di impatto acustico    
3.4.1 Scelta dei ricettori    
3.4.2 Misurazioni ante-operam    
3.4.3 Sviluppo del modello e risultati non mitigati    
3.4.4 Sviluppo modello con mitigazioni e risultati mitigati    
3.4.4.1 Barriere o silenziatori montati sui macchinari semoventi    
3.4.4.2 Barriere a ridosso di macchine o operazioni fisse    
3.4.4.3 Barriere a recinzione di cantiere    
3.5 Confronto finale dei risultati    
3.5.1 Scelta della mitigazione migliore    
3.5.2 Valutazioni previsionali come ambito del PGRUM    
3.5.3 Deliverable e parametri di miglioramento continuo    
3.6 Monitoraggio    
3.6.1 Caratteristiche generali del monitoraggio    
3.6.2 Ulteriori parametri del rumore ante-operam    
3.6.3 Caratteristiche della strumentazione di misurazione    
3.7 Monitoraggio come ambito del PGRUM    
3.8 Deliverable e parametri di miglioramento continuo    

4. Comunicazione    
4.1 Esercizio minimo di comunicazione    
4.2 Esercizio della comunicazione completo    

Fonti

[...]

Gestione integrata del rumore di cantiere

Per tenere i livelli di rumore più bassi possibile e per garantire che i livelli di rumore residui, ottenibili attraverso le azioni di contenimento e mitigazione, siano il più possibile tollerati dai ricettori, l’appaltatore deve:

1) redigere il piano di gestione integrata del rumore di cantiere (PGRUM): definire, preparare, integrare e coordinare tutti le informazioni e le azioni provenienti dai vari ambiti per creare un unico documento, coerente e omogeneo;

2) attuare tutte le attività previste nel PGRUM: produrre i documenti/deliverable previsti, mettere in atto le azioni previste e produrre i parametri di miglioramento continuo previsti;

3) controllare l’attuazione del PGRUM: tenere traccia dello svolgimento di tutto quanto previsto nel PGRUM, verificare il miglioramento continuo attraverso i parametri prodotti e gestire in modo adeguato le eventuali modifiche a quanto pianificato;

4) chiudere l’intera gestione dell’impatto di cantiere, facendo sintesi del lavoro svolto e raccogliendo le lezioni apprese dal lavoro svolto.

I processi di attuazione e controllo sono da intendersi contestuali, anche se nei fatti distinti per contenuti e modalità.

Durante i processi di attuazione e controllo può emergere la necessità di una ripianificazione e quindi di una revisione del PGRUM.

Il processo di chiusura è da intendersi a conclusione di tutte le attività pianificate nel PGRUM.

La figura 1 illustra graficamente l’insieme dei processi:

Figura 1

Figura 1 Rappresentazione grafica dell’insieme dei processi

Redazione PGRUM

Il PGRUM deve raccogliere le analisi dei seguenti diversi ambiti e le relative pianificazioni delle attività, ovvero il PGRUM deve descrivere come saranno:

1) classificati i ricettori;
2) scelti i macchinari meno rumorosi;
3) formati gli operatori di cantiere;
4) fatte le valutazioni previsionali di impatto acustico;
5) fatto il monitoraggio acustico del cantiere;
6) eseguite le attività di comunicazione.

Il PGRUM non deve essere una semplice raccolta delle analisi e delle pianificazioni relative ai diversi ambiti, ma un'analisi integrata e iterativa dei diversi contributi preveniente dagli ambiti, tale da garantire che non ci siano attività incompatibili fra loro.

A fronte di diverse opzioni di scelta, l’appaltatore deve esporre nel PGRUM le ragioni che hanno portato a quella scelta e le analisi relative che sono state fatte.

A monte delle scelte fatte, il PGRUM deve elencare tutti gli obblighi di conformità a carico dell’appaltatore.

Figura 2
Figura 2 - PGRUM: Ambiti di analisi e pianificazione attività

Il responsabile della redazione del PGRUM deve essere un tecnico competente in acustica ambientale, il quale provvederà personalmente o con l’aiuto di collaboratori alla scrittura del documento. Contributi esterni possono essere concessi per gli ambiti non strettamente acustici: “ricettori” e “comunicazione”. 

Compito del responsabile della redazione del PGRUM è anche provvedere a portare avanti il processo di approvazione da parte del direttore dei lavori e del committente.

Al di là delle prescrizioni riportate, il PGRUM deve avere un grado di dettaglio tale da non lasciare nulla all’improvvisazione durante il processo di attuazione del PGRUM.

Il PGRUM deve anche precisare:

- i deliverable attesi per ciascun ambito
- i parametri con i quali valutare l’effettiva realizzazione di miglioramento continuo.

Il PGRUM, durante l'evoluzione del cantiere, può essere revisionato per rappresentare la ripianificazione aggiornata sulla base degli eventi presentatisi come scostamenti dagli obbiettivi di quanto pianificato.

Nota Esempi di scostamenti da quanto pianificato possono essere: scostamenti significativi dai livelli di rumore massimi previsti oppure un numero elevato di lamentele sollevate dai cittadini.

Quindi, il PGRUM deve contenere anche un calendario delle scadenze di controllo e eventuale ripianificazione. Le scadenze di controllo stabiliscono anche l’eventuale emissione del documento di richiesta di modifica (DOC-RDM).

Domande di controllo

[...omissis]

Scalabilità dei processi

La scalabilità dei processi viene stabilita sulla base delle dimensioni dei cantieri, che, ai fini della UNI 11728:2018, sono classificati in piccoli, medi e grandi.

La definizione della dimensione cantiere spetta al committente, sulla base di criteri oggettivi e esplicitati.

È preferibile che la definizione della dimensione del cantiere sia fatta sulla base della sua durata temporale, piuttosto che sulla base della sua estensione in superficie.

Un possibile criterio può essere il seguente:

- cantieri piccoli, con durata impattante fino a 1 mese;
- cantieri medi, con durata impattante da 1 mese a 6 mesi;
- cantieri grandi, con durata impattante oltre 6 mesi.

Figura 3

Figura 3 - Scalabilità dei processi

Indipendentemente da quali siano le dimensioni dei cantieri, il PGRUM deve essere redatto, trasmesso ufficialmente e approvato. 

La scalabilità dei processi è relativa solo ai contenuti del PGRUM, i quali possono essere ridimensionati a seconda delle dimensioni del cantiere. Cantieri grandi devono prevedere tutto quanto richiesto nella presente norma. Cantieri medi o piccoli possono limitare i contenuti del PGRUM proporzionalmente alla durata e alle loro dimensioni. Coerentemente con quanto pianificato nel PGRUM, anche le relative attività saranno più snelle e meno onerose.

Il committente può scegliere di scalare i processi secondo i criteri che lui ritiene più opportuni. Quanto segue costituisce una linea guida per la scelta, che può essere seguita interamente o adattata alle esigenze.

Per l’ambito “Ricettori”:

- per cantieri piccoli, è sufficiente che si faccia una analisi di massima sulla vicinanza di ricettori diversi dalla normale residenza e questa analisi deve essere riportata all’interno del PGRUM, anche se il suo esito fosse semplicemente il riscontro dell’assenza di essi. Non sono da prevedersi revisioni di questo rapido censimento dei ricettori nel corso dei lavori;
- per cantieri medi, è sufficiente che si assuma come unico criterio di valutazione la potenziale sensibilità. Ulteriori approfondimenti non devono essere previsti nel corso dei lavori.

Per l’ambito “Macchinari meno rumorosi”:

- per cantieri piccoli, la tabella con l’elencazione dei macchinari scelti, deve essere compilata almeno per un macchinario previsto in cantiere. Il macchinario da scegliere deve essere quello più presente e operativo nel corso del cantiere;
- per cantieri medi, la tabella con l’elencazione dei macchinari scelti, deve essere compilata almeno per tre macchinari previsti in cantiere. Questi devono essere scelti fra quelli più presenti e operativi nel corso del cantiere.

Per l’ambito “Formazione”:

- per cantieri piccoli, non deve essere prevista alcuna formazione per gli operatori;
- per cantieri medi, deve essere previsto almeno un foglio illustrativo con l’elencazione delle principali azioni corrette da prevedersi in cantiere per limitare il rumore. Il PGRUM deve illustrare il contenuto del foglio.

Per l’ambito “Valutazioni previsionali”:

- per cantieri piccoli, deve essere simulato un solo scenario mitigato, con mitigazioni a recinzione di cantiere. 

Non devono essere riportate indicazioni sui costi delle mitigazioni e le mitigazioni saranno implementate solo se già previste per il cantiere. Non deve essere indagato l’effetto del traffico indotto;

- per cantieri medi, devono essere simulati due scenari mitigati, con mitigazioni a recinzione di cantiere e con barriere a ridosso di macchinari o lavorazioni fisse.

Per l’ambito “Comunicazione”, la scalabilità non dipende dalla durata impattante del cantiere, ma dalle criticità dell’impatto da rumore riscontrate nell’ambito di incontri pubblici.

[...omissis]

Comunicazione

Nella gestione del disturbo causato ai cittadini anche la comunicazione può avere la sua importanza. Infatti, la conoscenza preventiva della tipologia di disturbo e della sua durata può consentire una maggiore accettazione del disturbo stesso.

Oggetto della comunicazione può essere qualsiasi ambito della gestione del rumore di cantiere: dalla stima previsionale ai rilievi, dalle mitigazioni alle strategie di miglioramento.

La comunicazione deve trasmettere le informazioni necessarie ai ricettori e le informazioni che questi desiderano ricevere.

Esercizio minimo di comunicazione

Immagine 3

Immagine 3 - Cartello cantiere

Ogni cantiere deve prevedere l’esposizione di un cartello con almeno le seguenti informazioni:

- oggetto dei lavori;
- direttore dei lavori;
- durata prevista dei lavori;
e le informazioni sul rumore che quel cantiere presumibilmente produce:
- i livelli di rumore massimo stimati;
- la durata nel tempo di tali livelli, in relazione alle lavorazioni previste;
- i lati del cantiere potenzialmente più disturbati.

Il cartello può anche riportare diversi livelli di rumore per le diverse lavorazioni e periodi temporali.

Il cartello deve essere chiaramente visibile e posto in prossimità del cantiere. Il cartello può anche prevedere un indirizzo email o un numero di telefono per eventuali richieste di informazioni.

[...] Segue in allegato

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