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ID 25632 | 26.02.2026 / In allegato
Gli Autori approfondiscono la scienza degli Human Factors & Ergonomics in Sanità, evidenziando le esperienze nella Medicina assicurativa sociale Inail e le prospettive di un approccio sistematico alle soft skills, accanto alle competenze tecniche.
Non si tratta soltanto di evitare errori e danni alla salute e alla sicurezza del paziente, dell’operatore sanitario e della prestazione, ma di costruire nuovi percorsi e relazioni per la sicurezza delle cure, delle decisioni, dei diritti. La Sanità Inail può essere ridisegnata su nuovi modelli organizzativi che riescano a garantire efficacia ed efficienza nella presa in carico della persona con disabilità da lavoro, per offrire una reale tutela privilegiata, una seconda chance, la migliore possibile.
La promozione della sicurezza dei pazienti si fonda su un approccio sistemico che comprende l’analisi degli eventi avversi, l’identificazione ed il controllo delle circostanze e dei fattori che possono facilitare o determinare un danno per il paziente
e la progettazione di processi assistenziali appropriati, efficaci ed efficienti. In particolare, l’analisi delle cause e dei fattori contribuenti rappresenta un momento complesso, ma essenziale nella gestione del rischio clinico ed ha lo scopo di identificare
i fattori che possono aver contribuito all’occorrenza dell’evento avverso, tramite l’applicazione di una metodologia di indagine orientata al sistema e ai processi. La clinical governance e il suo pilastro del risk management negli anni hanno conquistato sempre maggiore spazio e attenzione sino ad arrivare ad un riconoscimento normativo con l’art. 1 della legge 8 marzo 2017, n. 24. A differenza della precedente formulazione legiferata in materia con l’art. 3-bis della legge 8 novembre 2012, n. 189, scompare nel dettato normativo della legge n. 24/2017 il riferimento al contenimento del contenzioso e alla riduzione degli oneri assicurativi che avevano rappresentato, sino a quel momento, i motori propulsivi della legislazione sulla materia.
Viene, dunque, riacquisita la vera essenza della gestione del rischio, ovvero la tutela della salute del paziente e della sicurezza delle cure. La riduzione del contenzioso e dei costi assicurativi, in quest’ottica, diviene la naturale conseguenza di un simile approccio, un effetto dell’introduzione di sistemi di miglioramento della qualità nell’assistenza.
In estrema sintesi lo scopo finale della clinical governance e del risk management è quello di garantire qualità e sicurezza delle cure, nonché appropriatezza della prestazione sanitaria. Migliorare la qualità significa ridurre gli errori e conoscere le cause degli errori, pertanto consente di prevenirne la perpetuazione.
L’analisi delle cause degli errori in Sanità ha condotto a teorizzare modelli che coinvolgono non soltanto la professionalità dell’operatore sanitario, ma l’organizzazione dei sistemi sanitari, arrivando alla conclusione che una serie di elementi e di
fattori contribuenti influiscono sulla genesi dell’errore.
Un approccio, dunque, estremamente differente rispetto al solito metodo reattivo familiare al medico legale, abituato ad approcciarsi al problema della responsabilità professionale medica, una volta che l’evento Avverso si è verificato.
Negli studi dei sistemi sanitari che si interfacciano nel percorso clinico-assistenziale del paziente e nelle relazioni che intercorrono tra esercenti le professioni sanitarie e tra questi ultimi e il paziente affondano le radici degli studi sugli Human
factors & Ergonomics (HFE) come causa di errori in Sanità.
Le riflessioni che hanno condotto all’elaborazione di queste teorie e alla loro applicazione in campo sanitario non possono lasciare indifferente il mondo della sanità che si occupa di prestazioni sanitarie finalizzate a soddisfare i bisogni delle persone vittime di infortuni sul lavoro o che si ammalano a causa del lavoro.
D’altro canto, da tempo ormai sono stati adottati strumenti e modelli tipici del risk management utilizzati per il rischio clinico, rileggendoli in chiave medico-legale, anche in ambito assicurativo sociale dove, accanto alla gestione del rischio per la
salute e la sicurezza del paziente, esiste la necessità di garantire la sicurezza della prestazione sanitaria che viene erogata all’assistito, tenendo conto dei suoi riflessi prestazionali di natura economica.
Nel presente testo, partendo dalle evidenze della letteratura sul tema, si farà riferimento alla valorizzazione degli HFE come strumenti utili per la presa in carico della persona con disabilità da lavoro e per la mitigazione del rischio di errore medicolegale, ipotizzandone l’implementazione e l’utilizzo in ambito assicurativo sociale.
Il lavoro, quindi, si articolerà partendo dagli strumenti di identificazione e di analisi del rischio adottati in Sanità e all’interno dell’Inail, identificando le fonti di riferimento sull’argomento degli HFE e verificandone la loro applicazione in ambito istituzionale Inail.
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INTRODUZIONE
1. GLI STRUMENTI DI RISK MANAGEMENT IN SANITÀ
2. LA GESTIONE DEL RISCHIO SANITARIO MEDICO-LEGALE
3. GLI HUMAN FACTORS & ERGONOMICS IN SANITÀ
4. LE NON TECHNICAL SKILLS (NTS)
5. LE APPLICAZIONI DI HUMAN FACTORS & ERGONOMICS NELLA SANITÀ INAIL: DALLA TEORIA ALLA PRATICA
BIBLIOGRAFIA
[...]
Fonte: INAIL

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