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Codice delle Acque

ID 11449 | | Visite: 1851 | Documenti Riservati AmbientePermalink: https://www.certifico.com/id/11449

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Codice delle Acque 2020 | Normativa sulla protezione e qualità delle Acque

ID 11449 | Ed. 3.0 del 23 Dicembre 2020

Il Codice delle Acque raccoglie la normativa europea e italiana di attuazione in materia di protezione e qualità delle Acque e nello specifico:

Direttiva 2000/60/UE - Direttiva quadro sulle Acque (DQA) (Recepita D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152)
Direttiva 2007/60/CE - Direttiva alluvioni (Recepita D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152)
Decreto Legislativo 23 febbraio 2010 n. 49 Attuazione direttiva Alluvioni
Direttiva 2006/118/CE - Direttiva acque sotterranee
D.lgs. 16 marzo 2009 n. 30 - Attuazione direttiva acque sotterranee
Direttiva 2008/105/CE - Direttiva standard qualitativi acque (Recepita D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152)
Direttiva 98/83/CE - Direttiva acque destinate al consumo umano (in abrogazione dal 13 gennaio 2023)
Direttiva (UE) 2020/2184 - Nuova Direttiva acque destinate al consumo umano
Decreto Legislativo 2 febbraio 2001 n. 31 - Attuazione della direttiva 98/83/CE 
Direttiva 2009/54/CE - Direttiva acque minerali naturali 
Decreto Legislativo 8 ottobre 2011 n. 176 - Attuazione della direttiva 2009/54/CE

I testi normativi contenuti tengono conto delle modifiche e abrogazioni fino a Dicembre 2020.

Download Indice Ed. 3.0 Dicembre 2020

Ed. 3.0 del 23 Dicembre 2020
Direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2020 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (GU L 435/1 del 23.12.2020)

Ed. 2.0 del 31 Agosto 2020

Inseriti:
- Decreto Legislativo 23 febbraio 2010 n. 49 Attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni.  (GU del 2 aprile 2010 n. 77) Testo consolidato 2020
- D.lgs. 16 marzo 2009 n. 30 Attuazione della direttiva 2006/118/CE, relativa alla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. (GU n.79 del 4-4-2009)

Ed. 1.0 del 31 Agosto 2020

Inseriti:
Direttiva 2000/60/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (GU n. L 327 del 22/12/2000) Testo consolidato 2020
Direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007 relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni (GU L 288 del 6.11.2007)
Direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento (GU L 372 del 27.12.2006). Testo consolidato 2020
Direttiva 2008/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive del Consiglio 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e 86/280/CEE, nonché modifica della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 348 del 24.12.2008, pag. 84-97) Testo consolidato 2020
Direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (GU L 330 dell'5.12.1998, pag. 32) Testo consolidato 2020
Decreto Legislativo 2 febbraio 2001 n. 31 Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano GU n. 52 del 3 marzo 2001( S.O.) Testo consolidato 2020
Direttiva 2009/54/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, sull’utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali (GU L 164 del 26.6.2009) 
Decreto Legislativo 8 ottobre 2011 n. 176 Attuazione della direttiva 2009/54/CE, sull’utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali. (GU n.258 del 05-11-2011)

La Direttiva 2000/60/UE (Direttiva Quadro sulle Acque – DQA) istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque ha introdotto un approccio innovativo nella legislazione europea in materia di acque, tanto dal punto di vista ambientale, quanto amministrativo-gestionale.

La direttiva persegue obiettivi ambiziosi: prevenire il deterioramento qualitativo e quantitativo, migliorare lo stato delle acque e assicurare un utilizzo sostenibile, basato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche disponibili. La Direttiva 2000/60/CE si propone di raggiungere i seguenti obiettivi generali:

- ampliare la protezione delle acque, sia superficiali che sotterranee
- raggiungere lo stato di “buono” per tutte le acque entro il 31 dicembre 2015
- gestire le risorse idriche sulla base di bacini idrografici indipendentemente dalle strutture amministrative
- procedere attraverso un’azione che unisca limiti delle emissioni e standard di qualità
- riconoscere a tutti i servizi idrici il giusto prezzo che tenga conto del loro costo economico reale
- rendere partecipi i cittadini delle scelte adottate in materia.

La Direttiva stabilisce che i singoli Stati Membri affrontino la tutela delle acque a livello di “bacino idrografico” e l’unità territoriale di riferimento per la gestione del bacino è individuata nel “distretto idrografico”, area di terra e di mare, costituita da uno o più bacini idrografici limitrofi e dalle rispettive acque sotterranee e costiere.

In ciascun distretto idrografico gli Stati membri devono adoperarsi affinché vengano effettuati:

- un’analisi delle caratteristiche del distretto
- un esame dell’impatto provocato dalle attività umane sullo stato delle acque superficiali e sotterranee
- un’analisi economica dell’utilizzo idrico.

Relativamente ad ogni distretto, deve essere predisposto un programma di misure che tenga conto delle analisi effettuate e degli obiettivi ambientali fissati dalla Direttiva, con lo scopo ultimo di raggiungere uno “stato buono” di tutte le acque entro il 2015 (salvo casi particolari espressamente previsti dalla Direttiva).

I programmi di misure sono indicati nei Piani di Gestione che gli Stati Membri devono predisporre per ogni singolo bacino idrografico e che rappresenta pertanto lo strumento di programmazione/attuazione per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla direttiva.

Gli obblighi comunitari inerenti l’elaborazione dei piani di gestione sono stati recepiti nella normativa nazionale attraverso l’articolo 117, parte terza, del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 il quale, nell’ambito del quadro più ampio della pianificazione distrettuale, prevede l’obbligo per ciascun distretto idrografico di adottare un Piano di gestione.

Acqua destinata al consumo umano

La qualità dell'acqua destinata al consumo umano è disciplinata dal Decreto Legislativo 2 febbraio 2001 n. 31, che recepisce la Direttiva 98/83/CE e che si applica a tutte le acque destinate all'uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande, sia in ambito domestico che nelle imprese alimentari, a prescindere dalla loro origine e dal tipo di fornitura.

La dizione "qualità dell'acqua destinata al consumo umano" implica, oltre all'uso potabile, anche il contatto dell'acqua con il corpo umano durante le varie pratiche di lavaggio, tenendo conto sia della popolazione media, adulta e sana, che delle fasce sensibili quali bambini, anziani e malati.

L'attuazione, perciò, di tutte le disposizioni descritte nella norma ed il rispetto dei valori di parametro dell'allegato I, nel punto in cui le acque sono messe a disposizione del consumatore, determinano la valutazione di "idoneità" dell'acqua al consumo umano in condizioni di sicurezza per l'intero arco della vita. I parametri e i valori massimi consentiti, di cui all'allegato I, sono in genere fondati sugli orientamenti stabiliti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e sul parere del comitato scientifico della Commissione Europea, mentre, valori più restrittivi e parametri supplementari, ad esempio "clorito" e "vanadio", sono determinati dall'Istituto Superiore di Sanità, sentito il Consiglio Superiore di Sanità.

Pubblicata nella GU L 435/1 del 23.12.2020 la Direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2020 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano 

Entrata in vigore: 12.01.2021

Recepimento: 12.01.2023

Periodo transitorio: Entro il 12.01.2026 gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che le acque destinate al consumo umano soddisfino i valori di parametro di cui all’allegato I, parte B, per quanto riguarda: bisfenolo A, clorato, clorite, acidi aloacetici, microcistina-LR, PFAS - totale, somma di PFAS e uranio. Fino al 12.01.2026 i fornitori di acqua non sono tenuti a monitorare le acque destinate al consumo umano in conformità dell’articolo 13 per quanto riguarda i parametri di cui al paragrafo 1 del presente articolo.

Abrogazione
La direttiva 98/83/CE, come modificata dagli atti indicati nell’allegato VI, parte A, è abrogata; l’abrogazione prende effetto il 13 gennaio 2023 e lascia impregiudicati gli obblighi degli Stati membri rispetto alle scadenze per il recepimento nel rispettivo diritto nazionale delle direttive di cui all’allegato VI, parte B.
I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva e si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all’allegato VII.
Le deroghe concesse dagli Stati membri a norma dell’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 98/83/CE che sono ancora applicabili al 12 gennaio 2023 rimangono in vigore fino alla fine della loro durata. Possono essere rinnovate conformemente all’articolo15 della presente direttiva solo nel caso in cui non sia stata ancora concessa una seconda deroga. Il diritto di chiedere alla Commissione una terza deroga a norma dell’articolo 9, paragrafo 2, della direttiva 98/83/CE continua ad applicarsi alle seconde deroghe che sono ancora applicabili al 12 gennaio 2021.

Acqua minerale

La normativa attuale delle acque minerali naturali è quella regolata dal Decreto Legislativo 8 ottobre 2011, n. 176, che recepisce la Direttiva Europea 2009/54/CE.

Decreto Legislativo 8 ottobre 2011, n. 176
...

Art. 2 Definizione e caratteristiche di un’acqua minerale naturale

1. Sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute.

2. Le acque minerali naturali si distinguono dalle ordinarie acque potabili per la purezza originaria e la sua conservazione, per il tenore in minerali, oligoelementi o altri costituenti ed, eventualmente, per taluni loro effetti. Esse vanno tenute al riparo da ogni rischio di inquinamento.

3. Le caratteristiche di cui ai commi 1 e 2 devono essere valutate sul piano:

a) geologico ed idrogeologico;
b) organolettico, fisico, fisico-chimico e chimico;
c) microbiologico;
d) se necessario, farmacologico, clinico e fisiologico.

4. La composizione, la temperatura e le altre caratteristiche essenziali delle acque minerali naturali debbono mantenersi costanti alla sorgente nell’ambito delle variazioni naturali, anche in seguito ad eventuali variazioni di portata.

Secondo la normativa un’acqua minerale naturale deve quindi possedere i seguenti requisiti:

- L’origine sotterranea e protetta
- La purezza originaria e la sua conservazione
- L’imbottigliamento all’origine
- Il tenore in minerali e oligoelementi e le caratteristiche essenziali costanti nel tempo
- Eventuali proprietà favorevoli alla salute

È il Ministero della Salute, come previsto dallo stesso Decreto Legislativo che riconosce e autorizza un’acqua "minerale naturale" in quanto tale.

È sempre il Ministero della Salute che, dopo una valutazione degli studi clinicifarmacologici, autorizza con decreto di riconoscimento le indicazioni favorevoli alla salute che possono essere riportate in etichetta, secondo alcune espressioni previste dal Decreto Legislativo 176/2011 (come per esempio "stimola la digestione", "può favorire le funzioni epatobiliari").

Uno dei fattori fondamentali, sempre previsto dalla legge, che garantisce la preservazione dell’acqua minerale nella sua purezza e caratteristiche originarie è inoltre l’imbottigliamento alla fonte, che sigilla tutte le proprietà con cui l’acqua sgorga.

Ogni acqua minerale è diversa dalle altre grazie ai sali minerali e agli oligoelementi che acquisisce lungo il suo percorso sotterraneo verso la fonte.

La tipologia e la quantità di questi ultimi è strettamente correlata alle caratteristiche delle rocce e dei terreni percorsi che conferiscono gusto e proprietà distintive all’acqua, rendendola una risorsa unica.

Poiché la loro composizione è stabile e garantita, è sufficiente leggere l’etichetta apposta sulla bottiglia per sapere quello che un’acqua minerale contiene esattamente.

Ed. 3.0 Dicembre 2020

Il testo nativo:

Direttiva 2000/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (GUUE n. L 327 del 22/12/2000)

Modifiche e abrogazioni:

- Decisione n. 2455/2001/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 novembre 2001
- Direttiva 2008/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 marzo 2008
- Direttiva 2008/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008
- Direttiva 2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009
- Direttiva 2013/39/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 agosto 2013
- Direttiva 2013/64/UE del Consiglio del 17 dicembre 2013
- Direttiva 2014/101/UE della Commissione del 30 ottobre 2014

Rettifiche:

Rettifica, GU L 017, 19.1.2001, pag. 39 (2000/60/CE)

Il testo nativo:

Direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento (GU L 372 del 27.12.2006).

Modifiche e abrogazioni:

- Direttiva 2014/80/UE della Commissione del 20 giugno 2014

Il testo nativo:

D.lgs. 16 marzo 2009 n. 30 Attuazione della direttiva 2006/118/CE, relativa alla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. (GU n.79 del 4-4-2009)

Il testo nativo:

Direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007 relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni (GU L 288 del 6.11.2007)

Il testo nativo

Decreto Legislativo 23 febbraio 2010 n. 49 Attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni. (GU del 2 aprile 2010 n. 77)

Modifiche e abrogazioni:

- Legge 6 agosto 2013 n. 97 (in G.U. 20/08/2013, n.194)
- Decreto-Legge 24 giugno 2014 n. 91 (in G.U. 24/06/2014 n.144), convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 116 (in S.O. n. 72, relativo alla G.U. 20/8/2014, n. 192)

Il testo nativo:

Direttiva 2008/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive del Consiglio 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e 86/280/CEE, nonché modifica della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 348 del 24.12.2008, pag. 84-97)

Modifiche e abrogazioni:

- Direttiva 2013/39/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 agosto 2013

Il testo nativo

Direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (GU L 330 dell'5.12.1998, pag. 32

Modifiche:

- Regolamento (CE) N. 1882/2003 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29 settembre 2003
- Regolamento (CE) N. 596/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009
- Direttiva(UE) 2015/1787 della Commissione del 6 ottobre 2015

Il testo nativo:

Direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2020 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (GU L 435/1 del 23.12.2020)

Il testo nativo

Decreto Legislativo 2 febbraio 2001 n. 31 Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano GU n. 52 del 3 marzo 2001( S.O.)

Modifiche:

- Decreto Legislativo 2 febbraio 2002, n. 27 (in G.U. 09/03/2002, n.58)
- Decreto 5 settembre 2006, (in G.U. 03/10/2006, n.230)
- Legge 15 dicembre 2011, n. 217 (in G.U. 02/01/2012, n.1)
- Decreto Legislativo 15 febbraio 2016, n. 28 (in G.U. 07/03/2016, n.55)
- Decreto 14 novembre 2016, (in G.U. 16/01/2017, n.12)
- Decreto 6 luglio 2017, (in G.U. 15/07/2017, n.164)
- Decreto 14 giugno 2017, (in G.U. 18/08/2017, n.192)

Il testo nativo

Direttiva 2009/54/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, sull’utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali (GU L 164 del 26.6.2009) 

Il testo nativo

Decreto Legislativo 8 ottobre 2011 n. 176 Attuazione della direttiva 2009/54/CE, sull’utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali.

...

Formato: pdf
Pagine: +290
Edizione: 3.0
Pubblicato: 23/12/2020
Autore: Ing. Marco Maccarelli
Editore: Certifico s.r.l. 
Lingue: Italiano 
ISBN: 9788898550074
Abbonati: Ambiente/Sicurezza-Ambiente/Full

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