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Sistemi di rivelazione incendi: controllo iniziale / periodico e manutenzione UNI 11224:2026 / Rev. 3.0 Luglio 2026
ID 3740
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| Newsletter n. 3673 del 22 Luglio 2026 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Sistemi rivelazione incendi: controllo e manutenzione UNI 11224:2026 ID 6404 | Rev. 3.0 2026 del 21 Luglio 2026 / Documento completo e Liste di riscontro allegati In allegato Documento Rev. 3.0 2026 completo e Lista di riscontro previste dalla norma UNI 11224 aggiornata all Ed. 2026, norma che descrive le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione di incendio, come definiti al punto 3 della stessa. La manutenzione degli impianti antincendio è obbligatoria, in particolare nei luoghi di lavoro, ai sensi del Decreto 1 settembre 2021 “Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”. (GU n.230 del 25.09.2021), che ha sostituito il DM 10 marzo 1998 "Criteri generali di sicurezza antincendio per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro". (G.U. n. 81 del 07.04.1998 S.O. n. 64). Le schede di controllo in allegato A (controllo iniziale) e B (controllo periodico), sono: A.1 Lista di riscontro per controllo iniziale di un impianto di rivelazione B.1 Lista di riscontro per controllo periodico sistema di rivelazione UNI 11224:2026 Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi La norma UNI 11224:2026 descrive le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza e il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione automatica di incendio. La presente norma descrive le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza e il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione di incendio. È applicabile anche dove il sistema di rivelazione incendio sia impiegato per attivare un sistema di estinzione automatica o attuare dispositivi di sicurezza antincendio. Scopo delle attività di manutenzione è la verifica della funzionalità degli impianti e non della loro efficacia, per la quale si rimanda alla UNI 9795. Qualora un sistema di rivelazione incendio non risulti conforme alla regola dell’arte, le azioni correttive non rientrano nell’ambito della presente norma. La presente norma si applica sia ai nuovi sistemi sia a quelli esistenti. Data entrata in vigore: 09 luglio 2026 Sostituisce: UNI 11224:2019. La revisione della UNI 11224 è stata impostata tenendo conto dell’aggiornamento tecnologico e del suo allineamento ai contenuti della nuova edizione 2021 della UNI 9795 e della UNI 11744 e dell’UNI/TR 11924, in particolare: - sono state modificate le operazioni da effettuare a verifica generale, eliminando la prova reale Vedi Certifico MIUMA Manuale Istruzione Uso e Manutenzione Antincendio Norme di legge di carattere generale - Decreto 1 settembre 2021 Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. (GU n.230 del 25.09.2021) Excursus 3. TERMINI E DEFINIZIONI Ai fini della presente norma si applicano i termini e le definizioni seguenti. Le apparecchiature sotto descritte possono essere interconnesse con collegamenti realizzati con cavo e/o via radio. 3.1 Apparecchiature 3.1.1 rivelatore d’incendio: Componente di un sistema di rivelazione incendio, che contiene almeno un sensore che costantemente o a intervalli frequenti sorveglia almeno un fenomeno fisico e/o chimico associato all'incendio e che fornisce almeno un corrispondente segnale alla centrale di controllo e segnalazione. 3.1.2 rivelatore di calore: Rivelatore sensibile all'innalzamento della temperatura. 3.1.3 rivelatore di fumo: Rivelatore sensibile alle particelle dei prodotti della combustione e/o della pirolisi sospesi nell'atmosfera (aerosol). I rivelatori di fumo possono essere suddivisi in: 3.1.3.1 rivelatore di fumo di tipo ottico: Rivelatore sensibile ai prodotti della combustione che sono in grado di influenzare l'assorbimento o la diffusione della radiazione nelle bande dell'infrarosso, del visibile e/o dell'ultravioletto dello spettro elettromagnetico. 3.1.3.2 rivelatore di fumo lineare che utilizza un raggio ottico: Rivelatore costituito da almeno un trasmettitore e un ricevitore e che può comprendere un riflettore(i) per la rivelazione di fumo mediante l’attenuazione e/o la variazione dell’attenuazione di un raggio ottico. 3.1.4 rivelatore di fiamma: Rivelatore d’incendio che risponde alla radiazione emessa dalle fiamme di un incendio Esempio: rivelatore di fiamma ad infrarossi (IR), rivelatore di fiamma ad ultravioletti (UV), rivelatore di fiamma multispettro. 3.1.5 rivelatore multisensore: Rivelatore che utilizza uno o più sensori per rispondere a uno o più fenomeni di incendio. 3.1.6 rivelatore di calore lineare: Rivelatore che risponde al calore percepito in prossimità di una linea continua. Esempio: rivelatore di calore lineare di tipo non ripristinabile, rivelatore lineare di calore di tipo ripristinabile (lineare o multipunto). 3.1.7 rivelatore per condotte: Rivelatore di fumo che controlla l’aria trasportata nelle condotte. 3.1.8 rivelatore ad aspirazione (aspirating smoke detectors - ASD): Rivelatore di fumo che analizza l’aria e gli aerosol provenienti da un dispositivo di aspirazione (ventola o pompa). Ogni elemento di rivelazione fumo ad aspirazione può contenere uno o più sensori esposti al medesimo campione aspirato di aria/aerosol. Il rivelatore di fumo ad aspirazione può essere integrato con rivelatori di flusso, sistemi di filtraggio, valvole di scansione e tutta la necessaria elettronica per gestirli. 3.1.9 pulsante manuale: Componente di un sistema di rivelazione e allarme utilizzato per l’attivazione manuale di un allarme. Questo può essere di tipo A (attivazione diretta) o di tipo B (attivazione indiretta). 3.1.10 dispositivo acustico di allarme: Apparecchiatura che genera un segnale udibile avvisando del pericolo le persone presenti nell’edificio. 3.1.11 dispositivo ottico di allarme: Apparecchiatura che genera un segnale luminoso avvisando del pericolo d’incendio le persone presenti nell’edificio. 3.1.12 centrale di controllo e segnalazione (CIE): Apparecchiatura conforme alla UNI EN 54-2. 3.2 Sistemi 3.2.1 sistema di rivelazione: Insieme di apparecchiature e software costituenti l’impianto di rivelazione incendio. 3.2.2 sistema di rivelazione cablato: Insieme di apparecchiature e software costituenti l’impianto di rivelazione incendio tra loro interconnessi con collegamenti cablati. 3.2.3 sistema di rivelazione via radio: Insieme di apparecchiature e software costituenti l’impianto di rivelazione incendio tra loro interconnessi con collegamenti cablati (dalla centrale) e via radio (dal traslatore). [...] 4 FASI E PERIODICITÀ La manutenzione (obbligatoria secondo la legislazione vigente) dei sistemi di rivelazione incendio deve essere eseguita con la periodicità minima indicata nel prospetto 1. Prospetto 1 Fasi e periodicità della manutenzione
5 DOCUMENTAZIONE I documenti devono essere prodotti secondo il prospetto 2. Prospetto 2 Documenti da produrre
[...] 7 PROVE DA EFFETTUARE E RELATIVA STRUMENTAZIONE E DOCUMENTAZIONE 7.1 Generalità Prima di operare su un sistema di rivelazione è necessario almeno reperire quanto segue: - manuale d’uso e manutenzione dell’impianto già predisposto dalla ditta installatrice, completo di istruzioni necessarie per la corretta gestione dell’impianto e per il mantenimento in efficienza dei suoi componenti, implementato con lo schema funzionale e particolareggiato del sistema con tabella di causa effetto); - disegni e documentazione di progetto dell’impianto “as built”; - per i sistemi ASD deve essere verificata la presenza del calcolo di dimensionamento del sistema che contiene parametri quali lunghezza delle tubazioni, numero dei fori di campionamento con relativo diametro e soglia d’allarme prevista; - norme di riferimento o procedure di prova dei produttori delle apparecchiature installate, ove esistenti; - strumenti di prova predisposti allo scopo dai produttori delle apparecchiature, ove esistenti;- strumentazione elettronica adeguata alle prove da eseguire in accordo alle istruzioni fornite dal produttore delle apparecchiature; è raccomandato almeno l’utilizzo di un multimetro. In presenza di linee di comunicazione seriale, è consigliato l’utilizzo di un oscilloscopio o di un analizzatore in grado di evidenziare distorsioni e/o disturbi della comunicazione. 7.2 Prova della centrale Prima di operare su qualsiasi centrale di controllo e segnalazione è necessario almeno disporre quanto segue: - manualistica e schemi della centrale; - programmi software o procedure di prova, forniti dal produttore della centrale (se previsti); - strumentazione elettronica adeguata alle prove da eseguire in accordo alle indicazioni fornite dal produttore delle apparecchiature. 7.3 Prova dei rivelatori di fumo puntiformi Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, per operare sui rivelatori di fumo puntiformi è necessario disporre di dispositivi o strumenti di prova suggeriti a questo scopo dai produttori dei rivelatori; in particolare possono essere impiegati dispositivi di produzione artificiale del fumo in grado di simulare con buona approssimazione la presenza di fumo. Questi durante la verifica generale devono essere sottoposti a differenti opzioni come indicato al punto 11. 7.4 Prova dei rivelatori multisensore Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, per operare sui rivelatori multisensore è necessario almeno disporre di strumenti di prova suggeriti a questo scopo dai produttori dei rivelatori; in particolare possono essere impiegati dispositivi di produzione artificiale del fumo, di generazione di calore o di gas (in funzione dei fenomeni che il dispositivo deve rivelare), in grado di simulare con buona approssimazione la presenza di tali fenomeni. Questi durante la verifica generale devono essere sottoposti a differenti opzioni come indicato a punto 11. 7.5 Prova dei rivelatori di fumo lineari Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, è necessario predisporre dispositivi di prova suggeriti a questo scopo dai produttori dei rivelatori; in particolare possono essere impiegati dispositivi quali filtri di oscuramento o altra apparecchiatura forniti dagli stessi produttori dei rivelatori. La prova dei rivelatori lineari di fumo deve inoltre contemplare la pulizia delle componenti ottiche delle unità di trasmissione, ricezione o delle unità ricetrasmittenti, impiegando i prodotti indicati dai costruttori (per esempio panni in microfibra, soluzioni detergenti, ecc.). Anche i riflettori devono essere puliti secondo le indicazioni del costruttore o sostituiti se opachi o danneggiati. Questi durante la verifica generale devono essere sottoposti a differenti opzioni come indicato a punto 11. 7.6 Prova dei rivelatori di calore puntiformi Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, è necessario predisporre dispositivi di prova suggeriti a questo scopo dai produttori dei rivelatori; in particolare possono essere impiegati dispositivi di riscaldamento sia piezoelettrici sia ad aria adatti allo scopo. 7.7 Prova dei rivelatori di calore lineari Alla famiglia dei rivelatori lineari di calore appartengono dispositivi che operano secondo diversi livelli di sensibilità e principi operativi. Esistono infatti due tipologie: - Rivelatori lineari di calore ripristinabili (cavi speciali in fibra ottica, cavi analogici, cavi intrecciati, cavi con sonde termiche poste all’interno, tubi pneumatici contenenti aria o gas inerte); - Rivelatori lineari di calore non ripristinabili (cavi digitali). I rivelatori appartenenti alla prima categoria, sono accoppiati ad una unità di controllo dedicata, che è parte integrante del rivelatore stesso e possono generare allarmi sia di tipo differenziale che massimale. I rivelatori appartenenti alla seconda categoria, possono non avere una unità di controllo dedicata e generano allarmi di tipo massimale. Per condurre la prova funzionale dei rivelatori lineari di calore, risulta necessario l’impiego della strumentazione e metodologia prevista dal costruttore, che varierà a seconda del tipo di rivelatore e delle soglie di allarme. [...] APPENDICE A LISTE DI RISCONTRO PER CONTROLLO INIZIALE Prospetto A.1 Lista di riscontro per controllo iniziale di un impianto di rivelazione APPENDICE B LISTA DI RISCONTRO PER CONTROLLO PERIODICO Prospetto B.1 Lista di riscontro per controllo periodico sistema di rivelazione APPENDICE C REALIZZAZIONE DELLE VERIFICHE C.1 Controllo della messa a terra Per controllare che la centrale e l’eventuale barra di terra siano collegati all’impianto elettrico di terra è opportuno effettuare, oltre che un controllo visivo, anche una misura strumentale della resistenza di terra. C.2 Verifica della corretta alimentazione ai dispositivi periferici Per verificare il corretto dimensionamento della sezione dei cavi e del sistema di alimentazione, si raccomanda di controllare che la tensione minima di alimentazione misurata sui dispositivi periferici sottoposti ad attivazione con la sola alimentazione secondaria (batteria, UPS, ecc.) sia tale da non pregiudicare il funzionamento dell’impianto. C.3 Metodo di collegamento della schermatura del cavo Quando previsto, il collegamento degli schermi è importante per assicurare il corretto funzionamento dei sistemi. A meno che non sia diversamente specificato dal produttore delle apparecchiature, gli schermi è opportuno che siano accuratamente collegati in modo da assicurare la loro continuità su tutta la lunghezza del cavo. C.4 Metodo di verifica del rumore elettrico È buona regola verificare che i collegamenti elettrici con i dispositivi posti in campo, le comunicazioni e le alimentazioni, siano esenti dalla presenza di rumore elettrico (noise) in misura superiore al 5% del valore di picco. Qualifica Tecnico Manutentore antincendio: scadenza obbligo - prorogata - al 25 Settembre 2026 Con il decreto 1° settembre 2021, recante: «Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81», si è dato obbligo di Qualificazione dei tecnici manutentori antincendio, nei luoghi di lavoro, come definiti all’Art. 1: Art. 1 Definizioni […] b) tecnico manutentore qualificato: persona fisica in possesso dei requisiti tecnico-professionali di cui all’allegato II, che costituisce parte integrante del presente decreto; […] Art. 4. Qualificazione dei tecnici manutentori 1. Gli interventi di manutenzione e i controlli sugli impianti e le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio sono eseguiti da tecnici manutentori qualificati. ALLEGATO I (Art. 3, comma 1) ALLEGATO II (Art. 4, comma 2) [..] Certifico Srl - IT | Rev. 3.0 2026 Matrice Revisioni:
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