
Sistemi di rivelazione incendi: controllo iniziale / periodico e manutenzione UNI 11224 / Rev. 3.0 Luglio 2026
ID 6404 | Rev. 3.0 2026 del 21 Luglio 2026 / Documento completo e Liste di riscontro allegati
In allegato Documento Rev. 3.0 2026 completo e Lista di riscontro previste dalla norma UNI 11224 aggiornata all Ed. 2026, norma che descrive le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione di incendio, come definiti al punto 3 della stessa.
La manutenzione degli impianti antincendio è obbligatoria, in particolare nei luoghi di lavoro, ai sensi del Decreto 1 settembre 2021 “Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”. (GU n.230 del 25.09.2021), che ha sostituito il DM 10 marzo 1998 "Criteri generali di sicurezza antincendio per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro". (G.U. n. 81 del 07.04.1998 S.O. n. 64).
Le schede di controllo in allegato A (controllo iniziale) e B (controllo periodico), sono:
A.1 Lista di riscontro per controllo iniziale di un impianto di rivelazione
A.2 Lista di riscontro per verifiche preliminari sul sistema
A.3 Lista di riscontro per verifiche sul sistema
A.4 Lista di riscontro per controlli addizionali su sistema con ASD
B.1 Lista di riscontro per controllo periodico sistema di rivelazione
B.2 Lista di riscontro per verifiche sul sistema
B.3 Lista di riscontro per controlli addizionali su sistema con ASD
UNI 11224:2026 Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi
La norma UNI 11224:2026 descrive le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza e il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione automatica di incendio.
La presente norma descrive le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza e il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione di incendio.
È applicabile anche dove il sistema di rivelazione incendio sia impiegato per attivare un sistema di estinzione automatica o attuare dispositivi di sicurezza antincendio.
Scopo delle attività di manutenzione è la verifica della funzionalità degli impianti e non della loro efficacia, per la quale si rimanda alla UNI 9795.
Qualora un sistema di rivelazione incendio non risulti conforme alla regola dell’arte, le azioni correttive non rientrano nell’ambito della presente norma.
La presente norma si applica sia ai nuovi sistemi sia a quelli esistenti.
Data entrata in vigore: 09 luglio 2026
Sostituisce: UNI 11224:2019. La revisione della UNI 11224 è stata impostata tenendo conto dell’aggiornamento tecnologico e del suo allineamento ai contenuti della nuova edizione 2021 della UNI 9795 e della UNI 11744 e dell’UNI/TR 11924, in particolare:
- sono state modificate le operazioni da effettuare a verifica generale, eliminando la prova reale
- sono stati modificati gli anni entro i quali effettuare le revisioni o sostituzioni dei rivelatori con componente ottica;
- sono state modificate le percentuali nel controllo periodico dopo la seconda verifica generale;
- sono state maggiormente dettagliate le prove da eseguire sui rivelatori di fiamma e sui rivelatori lineari di calore
- sono state fornite indicazioni aggiuntive sul controllo periodico dei sistemi di allarme vocale;
- è stato effettuato un miglioramento dei prospetti A.1, A.2 e A.3, A.4 e dei prospetti B.1, B.2 e B.3;
- è stata eliminata l’appendice E ed è stata aggiornata l’appendice D.
- sono stati inseriti nuovi termini e definizioni e taluni sono stati modificati, soprattutto a riguardo della nuova figura del tecnico manutentore qualificato, in funzione della pubblicazione dei nuovi D.M del 1° settembre e del 3 settembre 2021.
Vedi Certifico MIUMA Manuale Istruzione Uso e Manutenzione Antincendio
Norme di legge di carattere generale
- Decreto 1 settembre 2021 Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. (GU n.230 del 25.09.2021)
- DM 37/2008 Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11- quaterdecies, comma 13, letteraa) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attivita’ di installazione degli impianti all’interno degli edifici. Art. 5 “Obblighi connessi con l’esercizio dell’attività”. (GU n.61 del 12.3.2008)
- D.Lgs. 81/2008 Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. (GU n.101 del 30.04.2008 - S.O. n. 108) - Allegato IV, Cap. 4 “Misure contro l’incendio e l’esplosione”, comma 4.1.3.
- DPR 151 del 1 agosto 2011 Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell’articolo 49 comma 4-quater, decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122. (GU n. 221 del 22.09.2011)
- Decreto del Ministero dell'Interno 3 agosto 2015 Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 (GU n. 192 del 20.08.2015 - SO n. 51).
- DM 7 agosto 2012 Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell’articolo 2, comma 7, del DPR151/2011 (GU n. 201 del 29.08.2012)
- Decreto 20 dicembre 2012 - Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezioneattiva contro l’incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. (GU n. 3 del 04.01.2013)
Principali norme di riferimento UNI /UNI EN / UNI CEN/TS / UNI CEN/TR (in rosso novità Rev. 3.0 2026)
- UNI EN 54-X Sistemi di rivelazione e di segnalazione d’incendio (serie)
- UNI EN 671-3:2009 Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Parte 3: Manutenzione dei naspi antincendio con tubazioni semirigide e idranti a muro con tubazioni flessibili
- UNI 9795:2021 Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d’incendio - Progettazione, installazione ed esercizio
- UNI 10779:2021 Impianti di estinzione incendi - Reti di idranti - Progettazione, installazione ed esercizio
- UNI 11292:2019 Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio - Caratteristiche costruttive e funzionali
- UNI 11224:2026 Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi
- UNI 11280:2020 Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di estinzione incendi ad estinguenti gassosi
- UNI/TS 11512:2021 Impianti fissi di estinzione antincendio. Componenti per impianti di estinzione a gas - Requisiti e metodi di prova per la compatibilità tra i componenti
- UNI EN 12094-X Sistemi fissi di lotta contro l’incendio - Componenti di impianti di estinzione a gas (serie)
- UNI EN 12259-X Installazioni fisse antincendio - Componenti per sistemi a sprinkler e a spruzzo d’acqua (serie)
- UNI EN 12416-2:2007 Sistemi fissi di lotta contro l’incendio - Sistemi a polvere - Parte 2: Progettazione, costruzione e manutenzione
- UNI EN 16925:2019 Installazioni fisse antincendio - Sistemi automatici a sprinkler residenziali - Progettazione, installazione e manutenzione
- UNI EN 12845:2026 Installazioni fisse antincendio - Sistemi automatici a sprinkler - Progettazione, installazione e manutenzione
- UNI EN 13565-2:2021 Sistemi fissi di lotta contro l’incendio - Sistemi a schiuma - Parte 2: Progettazione, costruzione e manutenzione
- UNI CEN/TS 14816:2009 Installazioni fisse antincendio - Sistemi spray ad acqua - Progettazione, installazione e manutenzione
- UNI EN 14972-1:2025 Installazioni fisse antincendio - Sistemi ad acqua nebulizzata - Parte 1: Progettazione, installazione, controllo e manutenzione
- UNI EN 15004-X Installazioni fisse antincendio - Sistemi a estinguenti gassosi (serie)
- UNI EN 15276-1:2019 Sistemi fissi di lotta contro l'incendio - Sistemi di estinzione ad aerosol condensato - Parte 1: Requisiti e metodi di prova per i componenti
- UNI EN 15276-2:2019 Sistemi fissi di lotta contro l'incendio - Sistemi di estinzione ad aerosol condensato - Parte 2: Progettazione, installazione e manutenzione
Excursus
3. TERMINI E DEFINIZIONI
Ai fini della presente norma si applicano i termini e le definizioni seguenti.
Le apparecchiature sotto descritte possono essere interconnesse con collegamenti realizzati con cavo e/o via radio.
3.1 Apparecchiature
3.1.1 rivelatore d’incendio:
Componente di un sistema di rivelazione incendio, che contiene almeno un sensore che costantemente o a intervalli frequenti sorveglia almeno un fenomeno fisico e/o chimico associato all'incendio e che fornisce almeno un corrispondente segnale alla centrale di controllo e segnalazione.
3.1.2 rivelatore di calore:
Rivelatore sensibile all'innalzamento della temperatura.
3.1.3 rivelatore di fumo:
Rivelatore sensibile alle particelle dei prodotti della combustione e/o della pirolisi sospesi nell'atmosfera (aerosol). I rivelatori di fumo possono essere suddivisi in:
3.1.3.1 rivelatore di fumo di tipo ottico:
Rivelatore sensibile ai prodotti della combustione che sono in grado di influenzare l'assorbimento o la diffusione della radiazione nelle bande dell'infrarosso, del visibile e/o dell'ultravioletto dello spettro elettromagnetico.
3.1.3.2 rivelatore di fumo lineare che utilizza un raggio ottico:
Rivelatore costituito da almeno un trasmettitore e un ricevitore e che può comprendere un riflettore(i) per la rivelazione di fumo mediante l’attenuazione e/o la variazione dell’attenuazione di un raggio ottico.
3.1.4 rivelatore di fiamma:
Rivelatore d’incendio che risponde alla radiazione emessa dalle fiamme di un incendio
Esempio: rivelatore di fiamma ad infrarossi (IR), rivelatore di fiamma ad ultravioletti (UV), rivelatore di fiamma multispettro.
3.1.5 rivelatore multisensore:
Rivelatore che utilizza uno o più sensori per rispondere a uno o più fenomeni di incendio.
3.1.6 rivelatore di calore lineare:
Rivelatore che risponde al calore percepito in prossimità di una linea continua.
Esempio: rivelatore di calore lineare di tipo non ripristinabile, rivelatore lineare di calore di tipo ripristinabile (lineare o multipunto).
3.1.7 rivelatore per condotte:
Rivelatore di fumo che controlla l’aria trasportata nelle condotte.
3.1.8 rivelatore ad aspirazione (aspirating smoke detectors - ASD):
Rivelatore di fumo che analizza l’aria e gli aerosol provenienti da un dispositivo di aspirazione (ventola o pompa). Ogni elemento di rivelazione fumo ad aspirazione può contenere uno o più sensori esposti al medesimo campione aspirato di aria/aerosol. Il rivelatore di fumo ad aspirazione può essere integrato con rivelatori di flusso, sistemi di filtraggio, valvole di scansione e tutta la necessaria elettronica per gestirli.
3.1.9 pulsante manuale:
Componente di un sistema di rivelazione e allarme utilizzato per l’attivazione manuale di un allarme. Questo può essere di tipo A (attivazione diretta) o di tipo B (attivazione indiretta).
3.1.10 dispositivo acustico di allarme:
Apparecchiatura che genera un segnale udibile avvisando del pericolo le persone presenti nell’edificio.
3.1.11 dispositivo ottico di allarme:
Apparecchiatura che genera un segnale luminoso avvisando del pericolo d’incendio le persone presenti nell’edificio.
3.1.12 centrale di controllo e segnalazione (CIE):
Apparecchiatura conforme alla UNI EN 54-2.
3.2 Sistemi
3.2.1 sistema di rivelazione:
Insieme di apparecchiature e software costituenti l’impianto di rivelazione incendio.
3.2.2 sistema di rivelazione cablato:
Insieme di apparecchiature e software costituenti l’impianto di rivelazione incendio tra loro interconnessi con collegamenti cablati.
3.2.3 sistema di rivelazione via radio:
Insieme di apparecchiature e software costituenti l’impianto di rivelazione incendio tra loro interconnessi con collegamenti cablati (dalla centrale) e via radio (dal traslatore).
[...]
4 FASI E PERIODICITÀ
La manutenzione (obbligatoria secondo la legislazione vigente) dei sistemi di rivelazione incendio deve essere eseguita con la periodicità minima indicata nel prospetto 1.
Prospetto 1 Fasi e periodicità della manutenzione
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Fase
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Periodicità
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Circostanza
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Controllo iniziale
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Occasionale
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In occasione della consegna di un nuovo sistema o di un sistema modificato, nella presa in carico della manutenzione di un sistema o nel caso di verifica generale
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Sorveglianza
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Continua
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Secondo il piano di manutenzione programmata dal responsabile del sistema.
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Controllo periodico
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Almeno ogni 6 mesi
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Secondo il piano di manutenzione programmata dal responsabile del sistema.
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Manutenzione ordinaria
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Occasionale
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Secondo esigenza per riparazioni di lieve entità.
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Manutenzione straordinaria
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Occasionale
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Secondo esigenza per riparazioni di particolare importanza.
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Verifica generale sistema
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Almeno ogni 12 anni
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Secondo indicazioni normative e legislative in funzione delle apparecchiature impiegate o delle istruzioni dei costruttori delle apparecchiature.
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5 DOCUMENTAZIONE
I documenti devono essere prodotti secondo il prospetto 2.
Prospetto 2 Documenti da produrre
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Fase
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Documenti da produrre e riportare nel registro
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Controllo iniziale
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Rapporti di prova e liste di riscontro e controllo funzionale come minimo secondo quanto indicato nell’appendice A.
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Sorveglianza
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Semplice registrazione conforme al piano di manutenzione programmata dal responsabile del sistema.
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Controllo periodico
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Rapporti di prova e liste di riscontro e controllo funzionale come minimo secondo quanto indicato nell’appendice B.
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Manutenzione ordinaria
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Registrazione del documento di intervento sottoscritto dal tecnico manutentore qualificato e dal responsabile del sistema.
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Manutenzione straordinaria
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Registrazione del documento di intervento sottoscritto dall’impresa installatrice e dal responsabile del sistema.
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Verifica generale sistema
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Rapporti di prova e liste di riscontro e controllo funzionale conformi come minimo a quanto indicato nell’appendice A.
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[...]
7 PROVE DA EFFETTUARE E RELATIVA STRUMENTAZIONE E DOCUMENTAZIONE
7.1 Generalità
Prima di operare su un sistema di rivelazione è necessario almeno reperire quanto segue:
- manuale d’uso e manutenzione dell’impianto già predisposto dalla ditta installatrice, completo di istruzioni necessarie per la corretta gestione dell’impianto e per il mantenimento in efficienza dei suoi componenti, implementato con lo schema funzionale e particolareggiato del sistema con tabella di causa effetto);
- disegni e documentazione di progetto dell’impianto “as built”;
- per i sistemi ASD deve essere verificata la presenza del calcolo di dimensionamento del sistema che contiene parametri quali lunghezza delle tubazioni, numero dei fori di campionamento con relativo diametro e soglia d’allarme prevista;
- norme di riferimento o procedure di prova dei produttori delle apparecchiature installate, ove esistenti;
- strumenti di prova predisposti allo scopo dai produttori delle apparecchiature, ove esistenti;- strumentazione elettronica adeguata alle prove da eseguire in accordo alle istruzioni fornite dal produttore delle apparecchiature; è raccomandato almeno l’utilizzo di un multimetro.
In presenza di linee di comunicazione seriale, è consigliato l’utilizzo di un oscilloscopio o di un analizzatore in grado di evidenziare distorsioni e/o disturbi della comunicazione.
7.2 Prova della centrale
Prima di operare su qualsiasi centrale di controllo e segnalazione è necessario almeno disporre quanto segue:
- manualistica e schemi della centrale;
- programmi software o procedure di prova, forniti dal produttore della centrale (se previsti);
- strumentazione elettronica adeguata alle prove da eseguire in accordo alle indicazioni fornite dal produttore delle apparecchiature.
7.3 Prova dei rivelatori di fumo puntiformi
Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, per operare sui rivelatori di fumo puntiformi è necessario disporre di dispositivi o strumenti di prova suggeriti a questo scopo dai produttori dei rivelatori; in particolare possono essere impiegati dispositivi di produzione artificiale del fumo in grado di simulare con buona approssimazione la presenza di fumo.
Questi durante la verifica generale devono essere sottoposti a differenti opzioni come indicato al punto 11.
7.4 Prova dei rivelatori multisensore
Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, per operare sui rivelatori multisensore è necessario almeno disporre di strumenti di prova suggeriti a questo scopo dai produttori dei rivelatori; in particolare possono essere impiegati dispositivi di produzione artificiale del fumo, di generazione di calore o di gas (in funzione dei fenomeni che il dispositivo deve rivelare), in grado di simulare con buona approssimazione la presenza di tali fenomeni.
Questi durante la verifica generale devono essere sottoposti a differenti opzioni come indicato a punto 11.
7.5 Prova dei rivelatori di fumo lineari
Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, è necessario predisporre dispositivi di prova suggeriti a questo scopo dai produttori dei rivelatori; in particolare possono essere impiegati dispositivi quali filtri di oscuramento o altra apparecchiatura forniti dagli stessi produttori dei rivelatori.
La prova dei rivelatori lineari di fumo deve inoltre contemplare la pulizia delle componenti ottiche delle unità di trasmissione, ricezione o delle unità ricetrasmittenti, impiegando i prodotti indicati dai costruttori (per esempio panni in microfibra, soluzioni detergenti, ecc.).
Anche i riflettori devono essere puliti secondo le indicazioni del costruttore o sostituiti se opachi o danneggiati.
Questi durante la verifica generale devono essere sottoposti a differenti opzioni come indicato a punto 11.
7.6 Prova dei rivelatori di calore puntiformi
Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, è necessario predisporre dispositivi di prova suggeriti a questo scopo dai produttori dei rivelatori; in particolare possono essere impiegati dispositivi di riscaldamento sia piezoelettrici sia ad aria adatti allo scopo.
7.7 Prova dei rivelatori di calore lineari
Alla famiglia dei rivelatori lineari di calore appartengono dispositivi che operano secondo diversi livelli di sensibilità e principi operativi. Esistono infatti due tipologie:
- Rivelatori lineari di calore ripristinabili (cavi speciali in fibra ottica, cavi analogici, cavi intrecciati, cavi con sonde termiche poste all’interno, tubi pneumatici contenenti aria o gas inerte);
- Rivelatori lineari di calore non ripristinabili (cavi digitali).
I rivelatori appartenenti alla prima categoria, sono accoppiati ad una unità di controllo dedicata, che è parte integrante del rivelatore stesso e possono generare allarmi sia di tipo differenziale che massimale.
I rivelatori appartenenti alla seconda categoria, possono non avere una unità di controllo dedicata e generano allarmi di tipo massimale.
Per condurre la prova funzionale dei rivelatori lineari di calore, risulta necessario l’impiego della strumentazione e metodologia prevista dal costruttore, che varierà a seconda del tipo di rivelatore e delle soglie di allarme.
[...]
APPENDICE A LISTE DI RISCONTRO PER CONTROLLO INIZIALE
Prospetto A.1 Lista di riscontro per controllo iniziale di un impianto di rivelazione
Prospetto A.2 Lista di riscontro per verifiche preliminari sul sistema
Prospetto A.3 Lista di riscontro per verifiche sul sistema
Prospetto A.4 Lista di riscontro per controlli addizionali su sistema con ASD
APPENDICE B LISTA DI RISCONTRO PER CONTROLLO PERIODICO
Prospetto B.1 Lista di riscontro per controllo periodico sistema di rivelazione
Prospetto B.2 Lista di riscontro per verifiche sul sistema
Prospetto B.3 Lista di riscontro per controlli addizionali su sistema con ASD
APPENDICE C REALIZZAZIONE DELLE VERIFICHE
C.1 Controllo della messa a terra
Per controllare che la centrale e l’eventuale barra di terra siano collegati all’impianto elettrico di terra è opportuno effettuare, oltre che un controllo visivo, anche una misura strumentale della resistenza di terra.
C.2 Verifica della corretta alimentazione ai dispositivi periferici
Per verificare il corretto dimensionamento della sezione dei cavi e del sistema di alimentazione, si raccomanda di controllare che la tensione minima di alimentazione misurata sui dispositivi periferici sottoposti ad attivazione con la sola alimentazione secondaria (batteria, UPS, ecc.) sia tale da non pregiudicare il funzionamento dell’impianto.
C.3 Metodo di collegamento della schermatura del cavo
Quando previsto, il collegamento degli schermi è importante per assicurare il corretto funzionamento dei sistemi. A meno che non sia diversamente specificato dal produttore delle apparecchiature, gli schermi è opportuno che siano accuratamente collegati in modo da assicurare la loro continuità su tutta la lunghezza del cavo.
Si raccomanda che ciascuno schermo sia collegato a terra solo in prossimità della barra di terra della centrale; è opportuno che lungo il percorso dei cavi e nelle cassette di giunzione non ci siano altri punti a terra, nemmeno temporaneamente.
C.4 Metodo di verifica del rumore elettrico
È buona regola verificare che i collegamenti elettrici con i dispositivi posti in campo, le comunicazioni e le alimentazioni, siano esenti dalla presenza di rumore elettrico (noise) in misura superiore al 5% del valore di picco.
In situazioni dubbie, sempre in presenza di apparecchiature elettriche di potenza, si raccomanda di utilizzare l’oscilloscopio per misurare la presenza del rumore.
Si raccomanda di effettuare la misura chiedendo al committente di azionare i carichi elettrici più gravosi ed osservando l’effetto sulla scala dell’oscilloscopio.
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Qualifica Tecnico Manutentore antincendio: scadenza obbligo - prorogata - al 25 Settembre 2026
Con il decreto 1° settembre 2021, recante: «Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81», si è dato obbligo di Qualificazione dei tecnici manutentori antincendio, nei luoghi di lavoro, come definiti all’Art. 1:
Art. 1 Definizioni
[…]
b) tecnico manutentore qualificato: persona fisica in possesso dei requisiti tecnico-professionali di cui all’allegato II, che costituisce parte integrante del presente decreto;
c) qualifica: risultato formale di un processo di valutazione e convalida, ottenuto quando l’amministrazione competente determina che i risultati dell’apprendimento conseguiti da una persona corrispondono a standard definiti;
[…]
Art. 4. Qualificazione dei tecnici manutentori
1. Gli interventi di manutenzione e i controlli sugli impianti e le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio sono eseguiti da tecnici manutentori qualificati.
2. Le modalità di qualificazione del tecnico manutentore sono stabilite nell’Allegato II del presente decreto, che costituisce parte integrante del presente decreto.
3. La qualifica di tecnico manutentore qualificato sugli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio è valida su tutto il territorio nazionale.
ALLEGATO I (Art. 3, comma 1)
CRITERI GENERALI PER MANUTENZIONE, CONTROLLO PERIODICO E SORVEGLIANZA DI IMPIANTI, ATTREZZATURE ED ALTRI SISTEMI DI SICUREZZA ANTINCENDIO
ALLEGATO II (Art. 4, comma 2)
QUALIFICAZIONE DEI MANUTENTORI DI IMPIANTI, ATTREZZATURE E ALTRI SISTEMI DI SICUREZZA ANTINCENDIO
Vedi
[..]
segue allegato
Certifico Srl - IT | Rev. 3.0 2026
©Copia autorizzata Abbonati
Matrice Revisioni:
| Rev. |
Data |
Oggetto |
Autore |
| 3.0 |
21 Luglio 2026 |
UNI 11224:2026 Aggiornamento normativo |
Certifico Srl |
| 2.0 |
01 Maggio 2025 |
Aggiornamento normativo |
Certifico Srl |
| 1.0 |
24 Settembre 2019 |
UNI 11224:2019 |
Certifico Srl |
| 0.0 |
24 Giugno 2018 |
-- |
Certifico Srl |
Il Prodotto completo per la manutenzione degli Impianti antincendio:

Certifico MIUMIA
Manuale Istruzioni Uso Manutenzione Impianto Antincendio
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