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Negli ultimi decenni è stato osservato un aumento della diffusione della pratica del tatuaggio considerata, allo stato attuale, principalmente come una forma di arte del corpo che coinvolge sia le donne che gli uomini e in particolar modo i giovani. Per l’applicazione del tatuaggio è richiesta l’iniezione di inchiostri colorati nel derma che permanendo per un periodo di tempo relativamente lungo comporta un’esposizione a lungo termine a composti chimici e ai loro prodotti di degradazione. La problematica del rischio chimico legato all’uso di queste sostanze ha indotto l’Unione Europea a regolamentare la composizione degli inchiostri limitando l’uso di certe sostanze con l’introduzione di una restrizione in base al Regolamento (CE) 1907/2006 (noto come REACH: Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals).
Questo rapporto nasce dalla collaborazione tra il Centro Nazionale Sostanze Chimiche, Prodotti Cosmetici e Protezione del Consumatore dell’Istituto Superiore di Sanità, l’Agenzia Provinciale per l’Ambiente di Bolzano e l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte nell’ambito di accordi con il Ministero della Salute riguardanti gli inchiostri per tatuaggi e trucco permanente con lo scopo di fornire una panoramica sull’argomento con particolare riguardo alla sicurezza d’uso e alle azioni intraprese dall’Europa e dall’Italia a garanzia della tutela della salute della popolazione.
ISS 2019
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Versione 3.1 Novembre 2015
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