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Requisiti impianti di digestione anaerobica dei fanghi | ISO 19338

Requisiti impianti di digestione anaerobica dei fanghi | ISO 19338

Requisiti impianti di digestione anaerobica dei fanghi | ISO 19338 / Rev. 0.0 2026

ID 27066 | 18 Settembre 2026 / Documento completo in allegato

Documento illustrativo della norma EN ISO 19388, norma tecnica fondamentale creata per guidare i gestori degli impianti di trattamento acque e rifiuti nella corretta conduzione della digestione anaerobica dei fanghi.

Sviluppata dal comitato tecnico ISO/TC 275, la norma raccoglie una serie di raccomandazioni e requisiti operativi pensati per ottimizzare la produzione di biogas, garantire la sicurezza degli impianti e prevenire le problematiche tecniche più frequenti che possono comprometterne la resa.

Le aree principali della norma riguardano:

- Controllo degli odori e gestione dei gas: raccomanda il monitoraggio continuo delle emissioni odorifere tramite sensori specifici (ad esempio per l'idrogeno solforato, con allarmi a soglia) e stabilisce che l'uso della torcia per il biogas debba essere limitato a sole situazioni eccezionali.

- Prevenzione dello schiumeggiamento:
il fenomeno della schiuma nei digestori è uno dei problemi operativi più complessi. La norma suggerisce di limitare le variazioni giornaliere del carico organico entro il 10%, prediligendo un'alimentazione continua, oltre a garantire una miscelazione adeguata per evitare zone morte.

- Lotta alla corrosione: la presenza di composti dello zolfo nel biogas provoca un rapido degrado di tubazioni, caldaie e misuratori. La norma indica sia l'uso di materiali adeguati (come acciaio inossidabile o calcestruzzo rivestito con resine epossidiche) sia la precipitazione chimica dell'acido solfidrico mediante sali di ferro.

- Gestione delle incrostazioni di struvite: i depositi di struvite possono ostruire tubi e pompe a causa dei cambi di pressione e pH. La norma suggerisce la precipitazione preventiva del fosfato o l'impiego di processi di cristallizzazione e separazione controllata.

- Rimozione di sabbie e graniglie: l'accumulo di materiale inerte sul fondo riduce il volume utile del digestore e danneggia le eliche di miscelazione. La norma sottolinea l'importanza di un dissabbiamento efficace a monte dell'alimentazione e raccomanda di monitorare la perdita di volume attivo.

L’Allegato A si occupa della caratterizzazione chimico-fisica e reologica del fango. Sono forniti criteri e metodi per misurare la stabilità biologica del fango e per modellare il suo comportamento reologico (di tipo non newtoniano e pseudoplastico), aspetti fondamentali per dimensionare correttamente le pompe, calcolare le perdite di carico e garantire un'ottimale miscelazione interna.

La digestione anaerobica dei fanghi prodotti dagli impianti di depurazione delle acque reflue rappresenta un mercato in forte crescita su scala mondiale. Essa presenta notevoli vantaggi nel trattamento dei fanghi in termini di riduzione volumetrica, riciclo della sostanza organica e recupero energetico.

La standardizzazione delle condizioni operative costituisce pertanto un elemento fondamentale per garantire lo sviluppo efficiente dei processi di digestione anaerobica. Il processo di digestione anaerobica è soggetto all'applicazione di adeguate misure di sicurezza, in quanto può comportare molteplici fattori di rischio. I parametri di sicurezza sono integralmente inclusi nelle analisi dei rischi (es. analisi HAZOP).

[...]

UNI EN ISO 19388
Recupero, riciclo, trattamento e smaltimento dei fanghi - Requisiti e raccomandazioni per la gestione degli impianti di digestione anaerobica

Estratto

Traduzione IT non ufficiale

Campo di applicazione

Il presente documento stabilisce i requisiti e le raccomandazioni per la gestione della digestione anaerobica dei fanghi, al fine di garantire un funzionamento sicuro e ottimale degli impianti, produrre volumi adeguati di biogas e controllare la qualità dei sottoprodotti.

In particolare, sono descritte le condizioni per ottimizzare la miscelazione all'interno del reattore e la gestione dei sistemi di controllo idonei a un esercizio sicuro ed affidabile. Le prestazioni dei processi in termini di produzione di biogas e digestato sono presentate in funzione delle diverse tecnologie disponibili sul mercato. Vengono inoltre prese in considerazione la co-digestione dei fanghi con altri rifiuti (co-substrati) e la miscelazione dei fanghi con rifiuti organici per incrementare il carico organico del digestore.

Il presente documento si applica ai soggetti decisori e agli operatori responsabili della gestione di un impianto di digestione anaerobica.

[...]

Digestore

Forma

La digestione dei fanghi si effettua di norma all'interno di reattori a miscelazione e alimentazione pressoché continua (CFMR - Continuously Fed and Mixed Reactor) suddivisi in uno o più stadi. Le componenti principali di questi reattori a serbatoio agitato continuo (CSTR - Continuous Stirred-Tank Reactor) comprendono i serbatoi, i miscelatori, le coperture e i sistemi di riscaldamento.

Esistono differenti tipologie e configurazioni di digestori anaerobici. La geometria dei serbatoi presenta un'ampia variabilità, dai digestori cilindrici ribassati (detti "a pancake") con o senza copertura galleggiante, fino ai digestori a forma di uovo (ovoidali). Le apparecchiature del digestore, e in particolare i relativi sistemi di miscelazione, dipendono strettamente dalla geometria del serbatoio.

Si distinguono sistemi di digestione a stadio singolo e a doppio stadio (es. mesofilo-mesofilo), dove questi ultimi garantiscono un tasso di degradazione per unità di volume più elevato. Alla digestione anaerobica possono essere associati processi complementari, come ad esempio trattamenti di disinfezione, disintegrazione o idrolisi. Sono inoltre diffusi processi per la rimozione e il recupero del fosforo sotto forma di struvite (fosfato di magnesio e ammonio) direttamente all'interno dei digestori o dalle linee di ritorno, per evitare problemi operativi (es. incrostazioni) nel digestore e nelle apparecchiature poste a valle. I requisiti gestionali dipendono dalla tipologia di digestore, dalla configurazione di processo e dalla loro integrazione.

Le caratteristiche della materia prima alimentata, con particolare riferimento alla concentrazione di solidi, possono influenzare la scelta della tipologia di impianto da adottare.

Sussistono inoltre ulteriori considerazioni di carattere gestionale: negli impianti di depurazione delle acque reflue, la digestione anaerobica deve garantire un'elevata affidabilità d'esercizio, poiché la produzione del fango grezzo avviene in modo continuo.

[...] Segue in allegato

Fonte: UNI EN ISO 19388

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