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Circolare Min. Lavoro 23/06/1980 n. 55

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Circolare Min. Lavoro 23/06/1980 n. 55

Esercizio delle macchine per centrifugare e simili operanti con solventi infiammabili o tali da dar luogo a miscele esplosive.

Gli organi preposti alla vigilanza sulle norme di prevenzione e alle verifiche delle apparecchiature in oggetto hanno da più parti ripetutamente manifestato perplessità interpretative, e principalmente applicative, del Capo VIII del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 e, specificatamente, dell'art. 131. 
In particolare, sono state indicate difficoltà di valutazione dell'idoneità degli idroestrattori operanti con solventi infiammabili, in relazione ai rischi di esplosione. 
E' apparso quindi necessario disciplinare le macchine per centrifugare con più specifiche disposizioni tecniche individuando i seguenti criteri ai quali attenersi nel corso delle verifiche e dei controlli da parte degli organi di vigilanza.
Si fa presente inoltre che le disposizioni tecniche sono state elaborate da un gruppo di esperti in cui erano rappresentate tutte le parti interessate (Ispettorato del lavoro, ENPI, Aschimici, C.N.R., CEI e OO.SS. dei lavoratori) e sono state approvate, dopo ampia discussione, dalla Commissione consultiva per la prevenzione degli infortuni.

A. Considerazioni di carattere generale per macchine per centrifuga e simili
A.1 - Condizioni di pericolo
Le condizioni di pericolo che devono essere prese in considerazione sono quelle che, in presenza di solventi infiammabili, possono determinare incendio e/o esplosioni.
Le condizioni di pericolo si verificano per presenza contemporanea di inneschi di accensione quali ad esempio: cariche elettrostatiche, scintille per cause elettriche o meccaniche, surriscaldamenti, urti metallici entro i limiti di infiammabilità per contenuto di O(2) e di gas ossidante.
A.2 - Condizioni di sicurezza
Per prevenire incendi o esplosioni di atmosfera è necessario che non coesistano l'infiammabilità dell'atmosfera ed una causa di innesco. 
Poichè le cariche elettrostatiche sono difficilmente eliminabili, ancorchè si adottino misure di sicurezza quali il collegamento a terra delle parti metalliche così come previsto dalle norme vigenti, esse sono un innesco da considerare sempre presente. Pertanto è indispensabile prevenire la formazione di una atmosfera infiammabile. 
La formazione di un'atmosfera infiammabile potrebbe essere evitata operando in sovrapressione od in depressione con contemporanea introduzione di azoto o gas inerte onde evitare concentrazioni comprese nel campo di infiammabilità. 
L'esercizio in sovrapressione esclude nelle condizioni operative l'eventuale ingresso di aria nella macchina. 
L'esercizio in depressione degli idroestrattori non esclude viceversa tale eventualità per richiamo di aria attraverso le tubazioni di adduzione e scarico, o per deficienza delle tenute e degli accoppiamenti.
Considerazioni tecniche aggiunte alle esperienze italiane e di Nazioni a sviluppo tecnologico avanzato consentono di ritenere che solo l'esercizio in sovrapressione con presenza di gas inerte negli idroestrattori a forza centrifuga, tipo a paniere, sia idonea a prevenire le esplosioni di miscele infiammabili. 
E' noto che, in un'atmosfera costituita da aria ed un determinato solvente, se si supera una soglia minima di concentrazione in gas inerte, si ha soppressione dell'infiammabilità.
In altri termini, è possibile individuare sul diagramma di infiammabilità una regione esterna al campo di esplosività tale che, per quella data concentrazione di gas inerte, le condizioni operative ricadano sempre all'esterno del campo di pericolosità (V. diagramma allegato sotto la lettera A).
E' però necessario tenere presente che anomalie di funzionamento delle guarnizioni e delle tenute potrebbero eventualmente determinare parziali richiami di aria dall'esterno verso l'interno della macchina e portare le condizioni di esercizio nel campo di infiammabilità. Per questa ragione è necessario operare sempre con concentrazioni ricadenti nella zona di sicurezza appositamente indicata nel diagramma di cui all'allegato A.
Pertanto le condizioni di sicurezza necessarie e sufficienti che devono essere realizzate sono:
a) buona ed efficiente tenuta della macchina;
b) idoneo lavaggio e successiva compensazione di microperdite con flussaggio di inerte sotto appropriato battente;
c) controllo continuo dell'atmosfera gassosa con possibilità di intervento automatico sul macchinario in marcia.
Tali condizioni devono essere verificate contemporaneamente tramite più dispositivi con funzioni di barriere di sicurezza indipendenti relativamente alle singole cause di guasto e disposte in modo tale che solo il venire meno di tutte contemporaneamente causi la mancanza della necessaria retroazione di blocco.
Le disposizioni di cui al presente punto A) sono applicate in via generale a tutte le macchine in oggetto operanti con solventi infiammabili, salvo le prescrizioni particolari riguardanti le macchine di cui al successivo punto B) o quelle che disciplineranno in forma specifica in futuro altre macchine.

B. Prescrizioni tecniche per la prevenzione degli incendi e/o esplosioni nell'esercizio degli idroestrattori a forza centrifuga del tipo a paniere
B.1 - Le prescrizioni di cui al presente punto B. hanno carattere transitorio fino alla entrata in vigore del t.u. di cui all'art. 24 della L. n. 833/1978.
B.2 - Rispetto alle condizioni ottimali di sicurezza sopra enunciate, in considerazione della complessità degli interventi da effettuare sul macchinario già installato o comunque già in esercizio, operante con solventi infiammabili o tali da dar luogo a miscele esplosive per il suo adeguamento alla sicurezza, dei tempi tecnici richiesti e delle interferenze con il ciclo produttivo che ciò comporta e delle eventuali ripercussioni sul piano occupazionale cui può dar adito, si devono seguire le seguenti prescrizioni suscettibili di raggiungere, in stretti tempi di adeguamento tecnico, una sufficiente e ragionevole sicurezza di esercizio.
B.3 - Lavaggio
Prima di introdurre le sostanze da centrifugare si deve ridurre l'ossigeno nel volume della macchina e dei suoi successori, connessi alla stessa durante il suo esercizio, a valore che sia sempre compreso nella zona del diagramma di cui all'allegato A.
Questa riduzione può essere ottenuta mediante lavaggio di gas inerte con le portate definite e per un tempo sufficiente, di cui alle prove del punto C.1 b).
B.4 - Compensazione di microperdite e pressurizzazione
La macchina può essere avviata solo dopo aver realizzato al suo interno una pressione superiore a quella dell'atmosfera esterna di almeno 150 mm. di colonna d'acqua misurata in condizioni statiche, atte ad impedire con sovrapressione prestabilita di azoto o di altro gas inerte, passaggi di aria dall'esterno verso l'interno anche in condizioni dinamiche.
Il consenso all'avviamento della macchina deve essere dato da un pressostato e da un temporizzatore che permette l'avviamento dopo il tempo di lavaggio.
In esercizio il flusso di azoto deve compensare le inevitabili perdite del sistema.
B.5 - Arresto di emergenza
La sovrapposizione deve essere controllata da un pressostato e da altro idoneo dispositivo.
In caso di diminuzione della sovrapressione sotto ad un valore stabilità, il pressostato, o quanto altro ad esso equivalente, deve:
- determinare l'interruzione della linea di alimentazione del motore della macchina;
- inserire il lavaggio di cui al punto B.3.
B.6 - Dispositivo di blocco del coperchio
Il dispositivo di blocco del coperchio di protezione deve essere collegato con gli organi di movimento della macchina, non deve dar luogo a scintille e deve rimanere attivo fino a quando il paniere non è fermo, oppure abbia una velocità periferica residua di 40 cm/sec.
In caso di mancanza dell'energia di alimentazione del motore, durante il moto della macchina, il coperchio deve rimanere bloccato.
B.7 - Tenuta idraulica
Sulla via di scarico deve essere assicurata la costante ed efficace presenza della tenuta idraulica con sfiatatoio munito di rompifiamma e prolungato all'esterno del locale di lavoro e collegato ad apposito impianto di abbattimento.
B.8 - Controllo delle sovrapressioni
Il controllo delle sovrapressioni di cui in B.4 e B.5 può essere ottenuto:
- con un unico pressostato che nel caso di suo guasto autorilevi lo stesso e contemporaneamente determini l'arresto di emergenza di cui in B.5 e cioè l'interruzione della linea di alimentazione del motore e l'inserimento del lavaggio;
- con due pressostati tra di loro indipendenti nelle loro cause di guasto.
Nel caso di intervento anche di uno solo dei due pressostati, si deve determinare l'arresto di emergenza di cui in B.5, vale a dire l'interruzione dell'alimentazione del motore e l'inserimento del lavaggio.
B.9 - Ingresso dell'inerte
Ai fini del raggiungimento delle concentrazioni ottimali di gas inerte, l'immissione dell'inerte deve avvenire in parti della macchina che permettano l'uniforme distribuzione del gas evitando la formazione di zone non interessate al flussaggio.
B.10 - Organi di tenuta sull'albero
Il sistema ottimale è, allo stato attuale, tenuta di tipo meccanico. 
Tuttavia, organi di tenuta di tipo diverso possono risultare adeguati a condizione che tale idoneità persista nel tempo, sia in condizioni statiche che dinamiche, quale ad esempio una tenuta idraulica.
B.11 - Analizzatore di ossigeno
Per l'esercizio, gruppi di non oltre cinque centrifughe, purchè non ubicate in piani differenti nè in capannoni diversi, devono essere dotate di un analizzatore di ossigeno per consentire controlli saltuari sulle singole macchine oltre a quelli necessari per il punto C.1. Tali controlli devono essere effettuati ogni qualvolta si attui una sostituzione di organi di tenuta o loro parti ed in caso di intervento di manutenzione.
La frequenza dei controlli dovrà essere commisurata all'impiego dell'idroestrattore ed in ogni caso deve essere almeno settimanale.
Di ogni controllo deve essere effettuata la registrazione sulla scheda di cui al punto C.
B.12 - Riserva di gas inerte
A monte del macchinario deve essere assicurata una riserva di gas inerte che non contenga significative impurezze di ossigeno o di altri ossidanti.
Se l'alimentazione dell'inerte avviene mediante serbatoi di N(2) liquido, sugli stessi serbatoi deve essere installato un indicatore di minimo livello o di minima pressione con dispositivo di allarme ottico ed acustico. Se invece l'alimentazione avviene per mezzo di bombole, la riserva deve essere assicurata mediante un gruppo o pacco di bombole di capacità pari a quella di esercizio, inseribili con facile manovra.
B.13 - Possibili schemi realizzativi
A titolo di esempio orientativo si allega un possibile schema funzionale (All. B).

...
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