
Crans Montana: la strage di Capodanno 2026
ID 25261 | 07.01.2026 / In aggiornamento
Alle 01:30 del 1° gennaio 2026 all'interno del bar-discoteca Le Constellation, nella località sciistica svizzera di Crans Montana (Cantone Vallese), durante i festeggiamenti di Capodanno è scoppiato un gravissimo incendio.
Le cause: l'incendio, secondo le prime ricostruzioni, è stato innescato da fontane pirotecniche ("sparklers") posizionate su bottiglie di champagne. Le scintille hanno incendiato i pannelli fonoassorbenti in schiuma sul soffitto, favorendo una propagazione rapidissima delle fiamme (fenomeno del flashover) nel locale seminterrato.
Le vittime: Il bilancio finale è di 40 morti (alcune fonti iniziali parlavano di 47) e circa 119 feriti di cui molti gravissimi, Tra le vittime si contano sei adolescenti italiani tra i 15 e i 17 anni, i cui feretri sono stati rimpatriati con un volo di Stato il 5 gennaio 2026.
Le lacune nella sicurezza: le prime indagini iniziali hanno rivelato che il locale non subiva controlli antincendio dal 2020. Inoltre, la presenza di un'unica via d'uscita stretta (chiusa a chiave) e l'uso di materiali combustibili hanno trasformato il bar in una trappola mortale.
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Crans Montana - Non è stata una fatalità. Chiamarla così significa essere complici del sistema che ha trasformato una notte di festa in un’esecuzione collettiva.
Quella che oggi definiamo la "strage di Capodanno 2026" è, in realtà, il punto di arrivo di una catena di omissioni, silenzi e avidità che ha incenerito le vite di ragazzi che non avevano ancora l’età per guidare, ma hanno avuto quella per morire tra le fiamme.
Mentre le autorità svizzere si trincerano dietro il rito dei "rilievi tecnici", i nomi di Achille, Chiara, Giovanni, Emanuele, Riccardo e Sofia gridano una verità che nessuno ha il coraggio di pronunciare: nel locale Le Constellation, la sicurezza era un fastidio burocratico sacrificato sull'altare del profitto stagionale.
Un locale che, stando alle prime risultanze, non subiva un controllo ispettivo degno di nota dal 2020.
Sei anni di vuoto, sei anni di "si è sempre fatto così", fino a quando il destino non ha presentato il conto.
È inaccettabile che nel 2026 dei minorenni possano essere ammassati in una trappola di fuoco senza vie di fuga agibili o sistemi antincendio funzionanti.
Sei famiglie distrutte a Milano, Bologna, Genova e Roma, fissano bare bianche.
La politica italiana oggi 07.01.2026 si copre il volto con il lutto cittadino e i minuti di silenzio nelle scuole. Gesti dovuti, ma che sanno di tardivo risarcimento morale.
Questa non è stata una tragedia della montagna, questa è stata una tragedia dell’uomo. Un omicidio colposo di massa travestito da incidente.
Se le indagini confermeranno che il locale operava senza applicare le norme di sicurezza più elementari, la Svizzera e l’Europa intera dovranno rispondere di un sistema di prevenzione e protezione antincendio che si è rivelato un fallimento.
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