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I prezzi al consumo / Storie di dati - Le trasformazioni dell’Italia - ISTAT Ottobre 2026

I prezzi al consumo - Storie di dati - ISTAT 2026

I prezzi al consumo / Storie di dati - Le trasformazioni dell’Italia - ISTAT Ottobre 2026

ID 27284 | 13 Ottobre 2026 / Allegato

L’inflazione dall’Unità a oggi

L’inflazione, cioè la crescita generalizzata dei prezzi,è un fenomeno che ha accompagnato l’economia fino dall’antichità. Pur potendo essere alimentata da cause diverse, un’inflazione elevata, così come una riduzione prolungata dei prezzi (deflazione), ha effetti importanti sull’economia.

La storia dell’Italia unita è caratterizzata da periodi di alta inflazione alternati a periodi di stabilità dei prezzi, talvolta sfociati in deflazione (Figura 1) .

Figura 1. I prezzi al consumo in Italia. Anni 1862-2025. Variazioni percentuali medie annue (a)

Figura 1. I prezzi al consumo in Italia. Anni 1862-2025. Variazioni percentuali medie annue (a)

Dopo la prima guerra mondiale, l’inflazione è rimasta elevata fino al 1921. Dopo un periodo di crescita moderata tra il 1922 e il 1929 (in media lo 0,8% annuo), tra il 1929 e il 1935 i prezzi si sono ridotti mediamente del 4,2% l’anno, per l’effetto congiunto di politiche deflazionistiche e della Grande depressione3. Il cambio di politica economica nella seconda parte degli anni ‘30 e la seconda guerra mondiale hanno determinato una nuova accelerazione dei prezzi, fino a un picco del 344% nel 1944; l’inflazione è rimasta molto elevata fino all’autunno del 1947, anche per effetto della liberalizzazione di prezzi e salari, della creazione di liquidità e del deprezzamento della lira che hanno caratterizzato quegli anni.  Nel ventennio successivo la stabilità dei prezzi si accompagna alla crescita sostenuta dell’attività produttiva (il c.d. miracolo economico), fino a quando, a partire dalla seconda metà degli anni ‘60, la stagione delle rivendicazioni salariali, la fine del regime di cambi fissi previsto dagli accordi di Bretton Woods e le crisi petrolifere del 1973-74 e del 1979-80 determinarono una rinnovata fiammata inflazionistica: l’aumento medio annuo dei prezzi, pari al 3,1% tra 1954 e 1968, quadruplica al 12,8% tra il 1969 e il 1986. Segue una fase di stabilizzazione (nonostante la crisi finanziaria del 1992-93 (tra il 1987 e il 1995 l’aumento medio annuo dei prezzi scende al 5,3%)4, che si realizza compiutamente con la fissazione delle parità dell’euro a fine 1998: tra il 1996 e il 2021, complice anche la grande recessione del periodo 2008-2013, i prezzi aumentano a un tasso medio annuo dell’1,8%. Negli anni più recenti, invece, l’inflazione è tornata a salire, anche in questo caso sulla spinta dell’aumento dei prezzi dell’energia. 

Il ruolo delle crisi energetiche

L'andamento dei prezzi al consumo dei beni energetici negli ultimi settant’anni evidenzia tre grandi episodi di tensione, in concomitanza con le crisi del 1973-74, del 1979-80 (legate al prezzo del petrolio) e del 2021-22 (legata al prezzo del gas sui mercati europei). In tutti e tre i casi, gli aumenti su base annua dei prezzi finali dei beni energetici hanno superato il 50%, raggiungendo il massimo storico del 71,6% nell’ottobre 2022 (Figura 2). 

Figura 2. Prezzi al consumo: beni energetici e indice generale per l’intera collettività

Figura 2. Prezzi al consumo: beni energetici e indice generale per l’intera collettività

L’andamento dell’inflazione complessiva a seguito dei tre episodi è stato molto diverso: gli effetti persistenti e sistemici delle due crisi petrolifere hanno contribuito a mantenere elevata l’inflazione per un periodo prolungato, anche in associazione con l’istituto della scala mobile di indicizzazione dei salari. Dopo il picco del 2022, invece, la crescita dei prezzi dei beni energetici è rapidamente rallentata ed è divenuta negativa nel 2023 e nel 2024, favorendo il rientro dell’inflazione. Dall’inizio del 2026, tuttavia, i rincari dei beni energetici al consumo (in particolare dei derivati del petrolio) indotti dal conflitto tra Stati Uniti e l’Iran hanno alimentato una nuova fase di accelerazione dell’inflazione, che a settembre 2026 è tornata a superare la soglia del 4% annuo.
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