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Trasporto di merci con ghiaccio secco | Quadro normativo e ADR

ID 12028 | | Visite: 289 | Documenti Riservati Trasporto ADRPermalink: https://www.certifico.com/id/12028

Trasporto con ghiaccio secco

Trasporto di merci con Ghiaccio secco | Quadro normativo e ADR

ID 12028 | 17.11.2020 / Documento di lavoro completo in allegato                                                                                                                 

Il ghiaccio secco o dry-Ice è anidride carbonica (CO2) allo stato solido e si ottiene quando la temperatura raggiunge i -78 °C.

Viene definito “secco” perché in condizioni di pressione standard l’anidride carbonica passa dallo stato solido a quello gassoso per sublimazione ovvero senza passare per lo stato liquido. La sua densità corrisponde a 1562 kg/m³ a -78 °C, mentre in forma liquida ha una densità di 1022 kg/m³ a -18 °C.

Il ghiaccio secco ha un elevato potere refrigerante che è pari a 150 kcal/kg (quasi il doppio rispetto a quello del ghiaccio in acqua) mantenendo basse le temperature assorbendo il calore dell’ambiente esterno.

Per produrlo generalmente si utilizzano delle scatole apposite, comunemente chiamate Dry-Ice box, da collegare direttamente alla bombola di anidride carbonica. Nella bombola la CO2 passa dallo stato gassoso a quello liquido se portata ad una pressione di circa 200 bar (a T. ambiente).

Facendo poi espandere la CO2 liquida all’interno della Dry-Ice Box si ottiene il passaggio dallo stato liquido a quello solido, neve carbonica. Questa neve, per mezzo della pressione della bombola tarata a 6 bar, si concentra nella camera d’espansione fino a formare un blocco di ghiaccio secco.

Può essere prodotto a livello industriale con impianti di pressatura oleodinamici ottendo caratteristiche del prodotto migliori.

Va manipolato con guanti da lavoro o termici in quanto può provocare ustioni da freddo (la sua temperatura è di -78 °C).

L’anidride carbonica durante il passaggio dallo stato solido a quello gassoso esercita un’azione batteriostatica e fungistatica della flora microbiologica che garantisce una conservazione di prodotti alimentari nelle migliori condizioni di freschezza. Non vengono lasciati residui di umidità sui prodotti con cui è stato a contatto consentendo inoltre di effettuare pulizie criogeniche su superfici sensibili all’acqua ed all’umidità.

Ulteriori caratteristiche sono rappresentate dalla sua non conduttività elettrica e dalla sua non infiammabilità.

Il ghiaccio secco sublima ad un tasso da 2,5 a 4,5 kg ogni 24 ore.

Il ghiaccio secco è composto da neve di CO2 compattata prodotta tramite espansione dell'anidride carbonica liquida. Alla pressione atmosferica il ghiaccio secco ha una temperatura di –78 °C. Se in queste condizioni il ghiaccio secco si riscalda, non fonde ma sublima (evapora) senza lasciare residui in CO2 gassosa. In questo stato entrano in gioco le caratteristiche e i pericoli dell'anidride carbonica gassosa.

Proprietà del ghiaccio secco:

Inodore e insapore
Assenza di residui, grazie alla sublimazione
Privo di germi o batteri
Atossico
Non infiammabile
Facile da controllare perché più pesante dell'aria
Non necessita di alimentazione elettrica per rilasciare/mantenere la potenza refrigerante
Oltre tre volte più freddo del ghiaccio d'acqua

 Pericolo di soffocamento

 

- A seconda del grado di compattazione, da un kg di ghiaccio secco si ottengono 300-400 litri di anidride carbonica gassosa. In questo modo si ha un aumento repentino della concentrazione di CO2 e un forte spostamento dell'ossigeno nell'aria ambiente.
- Con una scatola per il trasporto ben isolata è possibile ridurre notevolmente la velocità di evaporazione (ma non evitare questo processo).
- L’accesso delle persone agli ambienti in cui il ghiaccio secco viene conservato è consentito solamente se la CO2 gassosa che si genera viene evacuata tramite una ventilazione adeguata.
- Il ghiaccio secco può essere trasportato solamente su pianali di carico che sono separati a tenuta di gas dalla cabina o dal vano passeggeri, o se può essere assicurata una ventilazione sufficiente.

Pericolo congelamento

- Il ghiaccio secco non è un ghiaccio alimentare. Non deve mai essere messo in bocca né aggiunto direttamente alle bibite senza dispositivo di protezione.

DPI

- Toccare il ghiaccio secco solo con guanti o con apposite pinze. Il contatto diretto con la pelle non protetta può causare gravi congelamenti (-78 °C).
- Se il ghiaccio secco viene frantumato a mano con un utensile adatto, gli occhi devono essere protetti con un paio di occhiali di protezione contro le schegge di ghiaccio secco.

Sovrapressione

- Se il ghiaccio secco sublima all'interno di un contenitore chiuso a tenuta di gas (ad es. frigo box con guarnizione), può causare un forte aumento della pressione. Senza una depressurizzazione adeguata, un contenitore di questo tipo può scoppiare.
- Conservare solo in contenitori adatti, ben isolati, ma non chiusi ermeticamente.

Manipolazione

- Il ghiaccio secco non è un giocattolo e deve essere tenuto fuori dalla portata dei bambini.
- Le persone non addestrate non devono avere accesso al ghiaccio secco.

Utilizzo

La neve di anidride carbonica (CO2 è un mezzo refrigerante molto efficace e di facile uso con un'ampia varietà di potenziali applicazioni.

È ideale per la refrigerazione di prodotti caseari, carne, prodotti surgelati e altri prodotti alimentari deperibili durante il trasporto.

È inoltre preziosa nella lavorazione alimentare, ad esempio per raffreddare materiali sensibili al calore durante la macinazione, per la contrazione durante il confezionamento di alimenti e per le trappole fredde utilizzate nel confezionamento sotto vuoto.

Si usa anche per il trasporto di prodotti farmaceutici, per raffreddare le unità di calcolo nei computer, soprattutto quelli di grandi dimensioni, nelle fasi di pulitura con sabbiatura criogenica dove è richiesto non rimangano residui nella lavorazione.

Quando il ghiaccio secco viene aggiunto direttamente agli alimenti è importante considerarlo come un possibile vettore di contaminazione. La qualità della materia prima (CO2 liquida) deve essere conforme ai criteri di purezza degli additivi alimentari (E290).

[...]

Materia ONU 1845

I N° ONU 1845 diossido di carbonio, solido (anidride carbonica solida, ghiaccio secco), N° ONU 2216 farina di pesce (scarti di pesce) stabilizzata, N° ONU 2807 materiale magnetizzato, N° ONU 3334 materia liquida regolamentata per l’aviazione, n.a.s., N° ONU 3335 materia solida regolamentata per l’aviazione, n.a.s. che figurano nel Regolamento tipo dell’ONU non sono sottoposti alle disposizioni dell’ADR.

(N) Per il N° ONU 1845 diossido di carbonio, solido (anidride carbonica solida, ghiaccio secco), vedere 5.5.3.

1845

Spedizione con ghiaccio secco DRY ICE UN1845

Quanto disposto nel 5.5.3 ADR vale per il ghiaccio secco, UN 1845, utilizzato come refrigerante o materia di condizionamento o merce spedita.

Quando i colli vengono trasportati in veicoli ben ventilati non occorre che questi ultimi vengano marcati.

I colli contenenti ghiaccio secco, invece, devono essere sempre marcati, ad esempio con "ANIDRIDE CARBONICA SOLIDA COME REFRIGERANTE" in conformità ad ADR 5.5.3.4.

Il documento di trasporto (o la lettera di vettura CMR) deve riportare: "ONU 1845 Diossido di carbonio, solido, come refrigerante" (oppure "ONU 1845 ghiaccio secco, come refrigerante").

Quando è utilizzato ghiaccio secco (UN1845 DRY ICE) per refrigerare la merce, il ghiaccio secco deve essere sistemato, a seconda del caso, tra:

- l'imballaggio secondario e l'imballaggio esterno;
- l'imballaggio omologato ONU ed il sovrimballaggio / overpack.

Gli imballaggi per la spedizione a temperatura controllata devono essere in grado di resistere alla temperatura del ghiaccio secco -80°C.

Nelle scatole in polistirolo (imballaggi in polistirolo) deve essere previsto un sistema per mantenere gli imballaggi secondari o gli imballaggi omologati 4GU (nel caso venga utilizzato un sovrimballaggio / overpack) nella loro posizione originale. Se si utilizza ghiaccio secco l’imballaggio esterno o il sovrimballaggio / overpack, deve permettere il rilascio dell’anidride carbonica. A seconda della modalità di trasporto e della merce che viene refrigerata è necessario verificare la marcatura/etichettatura e quantitativi massimi di ghiaccio secco UN1845 che si possono inserire nell’imballaggio.

5.5.3 ADR 2021

Disposizioni speciali applicabili al trasporto di ghiaccio secco (UN 1845) e ai colli e ai veicoli e container contenenti materie che presentano un rischio d’asfissia quando vengono utilizzate per scopi di refrigerazione o condizionamento (come il ghiaccio secco (UN 1845) o l’azoto liquido refrigerato (UN 1977) o (l’argon liquido refrigerato (UN1951) o azoto)

NOTA: Nel contesto di questa sezione il termine "condizionamento" può essere utilizzato in un ambito più ampio e comprende la protezione

5.5.3.1 Ambito più ampio e comprende la protezione

5.5.3.1.1 Campo d’applicazione

Questa sezione non è applicabile alle materie che possono essere utilizzate per scopi di refrigerazione o di condizionamento quando sono trasportate come una spedizione di merci pericolose, ad esclusione del ghiaccio secco (N° ONU 1845). Quando sono trasportate come una spedizione, queste materie devono essere trasportate sotto la pertinente rubrica della Tabella A del capitolo 3.2 conformemente alle connesse condizioni di trasporto.

Per il N° ONU 1845, le condizioni di trasporto specificate in questa sezione, ad eccezione del 5.5.3.3.1, si applicano per tutti i tipi di trasporto, come agente refrigerante, come agente di condizionamento, o come merce. Per il trasporto del N° ONU 1845 non si applicano le altre disposizioni dell’ADR.

5.5.3.1.2 Questa sezione non è applicabile ai gas in cicli di refrigerazione.

5.5.3.1.3 Questa sezione non è applicabile alle merci pericolose utilizzate per scopi di refrigerazione o condizionamento di cisterne o CGEM durante il trasporto.

5.5.3.1.4 I veicoli e i containers, contenenti materie utilizzate allo scopo di refrigerazione o di condizionamento, comprendono i veicoli e i containers contenenti le materie suddette all’interno di colli così come pure i veicoli e i containers con materie non imballate utilizzate allo scopo di refrigerazione o di condizionamento.

[...]

5.5.3.3 Colli contenenti ghiaccio secco (UN 1845) o un agente refrigerante o di condizionamento

5.5.3.3.1 Le merci pericolose imballate che necessitano di essere refrigerate o condizionate alle quali sono assegnate le istruzioni d’imballaggio P203, P620, P650, P800, P901 o P904 del 4.1.4.1 devono rispettare le prescrizioni pertinenti di queste istruzioni.

Istruzione d'imballaggio P203 [...omissis]

Istruzione d'imballaggio P620 [...omissis]

Istruzione d'imballaggio P650 [...omissis]

Istruzione d'imballaggio P800 [...omissis]

Istruzione d'imballaggio P901 [...omissis]

Istruzione d'imballaggio P904 [...omissis]

...

Esempio grafico: Spedizione di materie biologiche, categoria B (UN3373) spedite in ghiaccio secco UN 1845 a -78°C

Esempio grafico

5.5.3.4
Marcatura dei colli contenenti ghiaccio secco (UN 1845) o un agente refrigerante o di condizionamento

5.5.3.4.1
I colli contenenti ghiaccio secco (UN 1845) come spedizione devono essere marcati "ANIDRIDE CARBONICA, SOLIDA" o "GHIACCIO SECCO"; colli contenenti merci pericolose utilizzate per la refrigerazione o il condizionamento, devono recare un marchio con il nome indicato nella Colonna (2) della Tabella A del Capitolo 3.2, seguito dalla menzione “AGENTE REFRIGERANTE” o “AGENTE DI CONDIZIONAMENTO”, secondo il caso, in una lingua ufficiale del paese d’origine ed inoltre, se questa lingua non è l’inglese, il francese o il tedesco, in inglese, francese o tedesco, a meno che accordi conclusi tra i paesi interessati al trasporto non dispongano altrimenti.

...

Marcatura veicoli/container

Veicolo non ben ventilato
Immagine - Veicoli contenente ghiaccio secco (UN 1845) non ben ventilato

5.5.3.6 Marcatura di veicoli e container

5.5.3.6.1 I veicoli e i containers, contenenti ghiaccio secco (UN 1845) o merci pericolose utilizzate per la refrigerazione o il condizionamento, che non sono ben ventilati devono essere marcati con un segnale (marchio, ndr) di attenzione, come specificato al 5.5.3.6.2, collocato su ogni punto di accesso in una posizione dove sarà facilmente visto dalle persone che aprono o che entrano nel veicolo o container.  Tale marchio deve rimanere apposto sul veicolo o sul container fino a quando non siano state soddisfatte le seguenti disposizioni:

a. il veicolo o il container è stato ben ventilato per eliminare le concentrazioni nocive di ghiaccio secco (UN 1845) o dell’agente refrigerante o di condizionamento; e
b. il ghiaccio secco (UN 1845) o le merci refrigerate o condizionate sono state scaricate.

Finché il veicolo o il container è marcato, devono essere prese le necessarie precauzioni prima di entrare. La necessità di ventilazione attraverso le porte di carico o altri mezzi (ad esempio con la ventilazione forzata) deve essere valutata e inserita nella formazione del personale coinvolto.

5.5.3.6.2 Il segnale (marchio, ndr) di attenzione deve essere come quello mostrato in figura 5.5.3.6.2.

Figura 5.5.3.6.2
Figura

[...] Segue in allegato

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