Slide background
Certifico 2000/2024: Informazione Utile


/ Documenti disponibili: 38.672 *

/ Totale documenti scaricati: 24.027.629 *

Vedi Abbonamenti, Prodotti e Software 2024


* Dati in real-time da Aprile 2014 alla data odierna.
Slide background
Certifico 2000/2024: Informazione Utile




/ Documenti disponibili: 38.672 *

/ Totale documenti scaricati: 24.027.629 *

Vedi Abbonamenti, Prodotti e Software 2024


* Dati in real-time da Aprile 2014 alla data odierna.
Slide background
Certifico 2000/2024: Informazione Utile

/ Documenti disponibili: 38.672 *

/ Totale documenti scaricati: 24.027.629 *

Vedi Abbonamenti Promo 2023


* Dati in real-time da Aprile 2014 alla data odierna.
Slide background
Slide background
Certifico 2000/2023: Informazione Utile

/ Documenti disponibili: 38.672 *

/ Totale documenti scaricati: 24.027.629 *


Vedi Abbonamenti Promo 2023


* Dati in real-time da Aprile 2014 alla data odierna.
Slide background
Certifico 2000/2023: Informazione Utile


/ Documenti disponibili: 38.672 *

/ Totale documenti scaricati: 24.027.629 *

Vedi Abbonamenti Promo 2023


* Dati in real-time da Aprile 2014 alla data odierna.
Slide background
Certifico 2000/2023: Informazione Utile

Slide background
Certifico 2000/2023: Informazione Utile

Slide background
Certifico 2000/2023: Informazione Utile

Abbonamenti Promo fino al 20 Agosto - 20% ticket "CERTIFICO20"

Vedi Abbonamenti Promo: 2X, 3X, 4X, Full | 2023
Slide background
Certifico 2000/2023: Informazione Utile

Abbonamenti Promo fino al 20 Agosto - 20% ticket "CERTIFICO20"

Vedi Abbonamenti Promo: 2X, 3X, 4X, Full | 2023
Slide background
Certifico 2000/2023: Informazione Utile

Abbonamenti Promo fino al 20 Agosto - 20%

ticket "CERTIFICO20"

Vedi Abbonamenti Promo: 2X, 3X, 4X, Full | 2023
Slide background
Certifico 2000/2023 | Informazione Utile



Store Certifico: Promo -25% su tutti i Prodotti fino al 31 Luglio e puoi diventare subito Cliente Fidelity ***/*** per i futuri acquisti.

/ Documenti disponibili: 38.672 *

/ Totale documenti scaricati: 24.027.629 *

Slide background
Slide background
Certifico 2000/2023: Informazione Utile

/ Documenti disponibili: 38.672 *

/ Totale documenti scaricati: 24.027.629 *

Vedi Abbonamenti Promo 2023

* Dati in real-time da Aprile 2014 alla data odierna.
Slide background
Certifico 2000/2022: Informazione Utile

/ Documenti disponibili: 38.672 *

/ Totale documenti scaricati: 24.027.629 *


Vedi Abbonamenti Promo 2022

* Dati in real-time da Aprile 2014 alla data odierna.
Slide background
Certifico 2000/2022: Informazione Utile

Tutti i Software, Prodotti e Documenti Tecnici presenti sono elaborati direttamente

o selezionati su Norme Tecniche & Standards riconosciuti.


Vedi Abbonamenti Promo: 2X, 3X, 4X, Full | 2022
Slide background
Certifico 2000/2021: Informazione Utile

/ Documenti disponibili: 38.672 *

/ Totale documenti scaricati: 24.027.629 *

Vedi Abbonamenti Promo: 2X, 3X, 4X, Full | 2021

* Dati da Aprile 2014 alla data odierna.
Slide background
CEM4: certifico machinery directive

Il software per Direttiva macchine

da Marzo 2000

Promo Anniversary 21°
Slide background
Certifico 2000/2021: Informazione Utile

Tutti i Software, Prodotti e Documenti Tecnici presenti sono elaborati direttamente

o selezionati su Norme Tecniche & Standards riconosciuti.

Vedi Abbonamenti Promo: 2X, 3X, 4X, Full | 2021
Slide background
Certifico 2000/2020: Informazione Utile

Tutta la Documentazione presente è elaborata

o selezionata dalla nostra redazione su Standards riconosciuti.

Vedi i nostri abbonamenti e prodotti







Europe, Rome

Sentenza n. 1063 del 27.11.2017 - distanza tra edifici

ID 8053 | | Visite: 4611 | Giurisprudenza CostruzioniPermalink: https://www.certifico.com/id/8053

Sentenza n. 1063 del 27/11/2017 – distanza tra edifici

Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Seconda)

Edilizia e urbanistica - Distanze tra le costruzioni - Distanza tra edifici antistanti - Criteri di misurazione.

Estratto:

FATTO

Le ricorrenti sono comproprietarie di un compendio immobiliare sito in zona A nel centro storico del Comune di Castelfranco che confina con la proprietà della controinteressata Immobiliare Giotto Srl. Lo strumento urbanistico ha compreso entrambe le proprietà nell’ambito di un unitario strumento urbanistico attuativo di recupero che tuttavia non è mai stato realizzato per il mancato accordo tra gli interessati.

La controinteressata avvalendosi delle facoltà previste dalla legge regionale sul c.d. piano casa 8 luglio 2009, n. 14, che consente di derogare alle previsioni dello strumento urbanistico, ha ottenuto il permesso di costruire n. 48 del 17 marzo 2015, volto a valorizzare il proprio compendio immobiliare anche senza la previa approvazione del piano di recupero previsto controinteressata ne è priva, come è comprovato dalla circostanza che per realizzare le opere di urbanizzazione ha dovuto ottenere giudizialmente un titolo ai sensi dell’art. 700 c.p.c. successivamente al rilascio del titolo. In seguito il permesso di costruire n. 48 del 17 marzo 2015, impugnato con il ricorso introduttivo, è decaduto per il mancato inizio dei lavori entro il termine di un anno. Successivamente la controinteressata ha presentato al Comune una denuncia di inizio attività alternativa al permesso di costruire per realizzare il medesimo intervento oggetto del permesso di costruire decaduto e il Comune, tenendo conto che non vi erano modifiche rispetto al progetto originario, con provvedimento prot. n. 27723 del 30 giugno 2016, ha adottato una presa d’atto liberatoria che autorizza l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione, demolizione, ricostruzione e ampliamento del fabbricato residenziale.

Le ricorrenti, che sono venute a conoscenza dell’esistenza di tale atto solo a seguito del suo deposito nel corso del giudizio civile pendente, lo impugnano con motivi aggiunti per le medesime censure già proposte con il ricorso introduttivo, alle quali aggiungono le seguenti: IV) violazione dell’art. 9 del DM 9 aprile 1968, n. 1444, perché non viene rispettata la distanza di 10 m da una porzione del portico delle ricorrenti che deve considerarsi come parete finestrata; V) violazione dell’art. 6 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14, perché, come risulta dal raffronto tra la planimetria relativa all’accatastamento dei fabbricati e quella di progetto, si rileva che nel tratto sud ovest l’edificazione della muratura perimetrale dell’edificio della controinteressata interesserà ed occuperà per circa 20 cm il sedime della proprietà delle ricorrenti. Si sono costituiti in giudizio il Comune di Castelfranco e la controinterssata Immobiliare Giotto Srl, eccependo la sopravvenuta carenza di interesse del ricorso introduttivo e concludendo per la reiezione delle censure proposte con i motivi aggiunti. Con ordinanza n. 599 del 16 novembre 2016, è stata accolta la domanda cautelare, confermata in appello con ordinanza del Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 543 del 16 marzo 2017 sul profilo del periculum. Alla pubblica udienza dell’8 novembre 2017, la causa è stata trattenuta in decisione.

 DIRITTO

Preliminarmente deve essere dichiarata l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse del ricorso introduttivo con il quale è stato impugnato il permesso di costruire che è decaduto in pendenza della controversia. Infatti l'interesse a ricorrere deve sussistere non solo al momento della proposizione dell'impugnativa, ma anche in epoca successiva, in base al principio che le condizioni dell'azione debbono permanere fino al momento del passaggio in decisione della controversia Nel merito, le censure proposte con i motivi aggiunti, ad un più approfondito esame di quello svolto in sede cautelare che tiene conto anche delle indicazioni contenute nell’ordinanza cautelare di appello, si rivelano infondate e devono essere respinte.

Il primo motivo con il quale le ricorrenti sostengono che la controinteressata non potrebbe beneficiare della normativa sul piano casa perché il suo compendio immobiliare sarebbe privo di opere di urbanizzazione è privo di fondamento. Infatti l’intervento da realizzare si trova in zona A nel centro storico di Castelfranco Veneto in un contesto densamente abitato in cui sono presenti tutte le opere di urbanizzazione e la censura in realtà confonde le opere di urbanizzazione, che nel caso di specie sono presenti e adeguate, e gli allacciamenti, che invece devono ancora essere effettuati ma attengono ad una diversa problematica inerente la fase successiva all’edificazione (cfr. Tar Veneto, Sez. II, 14 dicembre 2011, n. 1834; Consiglio di Stato, Sez. V 23 gennaio 2006 n. 159). Pertanto, contrariamente a quanto dedotto, il titolo edilizio sotto questo profilo non poteva essere negato ed il primo motivo deve essere respinto.

Il secondo motivo, con il quale le ricorrenti sostengono che ai fini dell’applicazione della normativa regionale sul piano casa un edificio crollato non può essere considerato come esistente non può essere accolto. La problematica relativa alla nozione di “edifici esistenti” nella prospettiva del legislatore regionale del piano casa rileva ai fini dell’applicabilità agli edifici in corso di realizzazione, perché la legge piano casa si applica agli edifici esistenti alla data del 31 ottobre 2013 (nelle diverse norme viene fatto continuo riferimento alla nozione di “edificio esistente”, ovvero di “patrimonio edilizio esistente”; in via eccezionale l’art. 9, comma 6, ammette ampliamenti anche per gli edifici non ancora realizzati il cui progetto o la cui richiesta di titolo abilitativo siano stati presentati al Comune entro il 31 ottobre 2013).

In quest’ottica la circolare regionale n. 1 del 13 novembre 2014, ha precisato che, in mancanza di una definizione nella legge della nozione di “edificio esistente” alla quale riferirsi, è possibile in via analogica riferirsi all’elaborazione giurisprudenziale intervenuta in materia di condono che ha precisato che per considerarsi esistente l’edificio deve essere perlomeno caratterizzato dalla presenza delle strutture portanti e della copertura, mentre non è richiesta l’agibilità.

Tuttavia, come visto, tutti questi aspetti attengono in modo espresso all’applicabilità della legge sul piano casa rispetto ad immobili in fieri, in corso di realizzazione mentre mancano specifiche previsioni inerenti la diversa problematica attinente all’eventuale utilizzabilità di edifici crollati o demoliti. Rispetto a questi ultimi, in mancanza di disposizioni regionali di segno diverso, è pertanto condivisibile la tesi espressa dal Comune e dalla controinteressata che ritiene applicabile agli edifici crollati o demoliti il medesimo regime previsto dall’art. 3, comma 1, lett. d), del DPR 6 giugno 2001, n. 380, come modificato dall'articolo 30, comma 1, lettera a), del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69 convertito in legge 9 agosto 2013, n. 98, che in via generale qualifica come interventi di ristrutturazione edilizia, la cui caratteristica peculiare consiste nell’apportare modifiche sul patrimonio edilizio esistente, anche quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, a condizione che “sia possibile accertarne la preesistente consistenza”. Nel caso di specie dalla documentazione fotografica allegata alla pratica edilizia che rappresenta il manufatto come era in origine e dalle mura perimetrali e dai pilastri rimasti, trattandosi di un edificio adibito a magazzino dalla struttura regolare essendo a pianta rettangolare con unica falda inclinata di copertura, è stato possibile ricostruire con esattezza la sagoma, la superficie ed il volume originari, e pertanto l’immobile, alla luce del combinato disposto tra la normativa statale sopravvenuta che ha ridefinito la nozione di ristrutturazione e quella regionale sul piano casa, legittimamente è stato considerato come “esistente” ai fini dell’applicazione della normativa sul piano casa. Il secondo motivo deve pertanto essere respinto.

Il terzo motivo, con il quale le ricorrenti sostengono la mancanza di legittimazione ad eseguire l’intervento comprovata dalla circostanza che la controinteressata ha dovuto ottenere un titolo giudiziale per poter eseguire le predette opere, è privo di fondamento. Infatti, come sopra precisato, nel caso di specie non si pone un problema di esecuzione delle opere di urbanizzazione mancanti, ma di esecuzione degli allacciamenti che non ha alcuna rilevanza in sede di rilascio del titolo edilizio, dato che attiene ad una fase successiva all’edificazione. In ogni caso tale censura anche in fatto non assume alcuna rilevanza, dal momento che la controinteressata ha comunque ottenuto dal giudice civile un titolo per superare il dissenso delle ricorrenti per il passaggio delle condutture attraverso la loro proprietà.

Anche il terzo motivo deve pertanto essere respinto. Parimenti infondato è anche il quarto motivo, con il quale le ricorrenti lamentano il mancato rispetto della distanza di 10 m tra pareti finestrate. Infatti come controdedotto dalla controinteressata, senza replica sul punto da parte delle ricorrenti, dalla documentazione versata in atti e, in particolare, dalla tavola 6 del progetto (cfr. doc. 9 allegato alle difese della controinteressata nell’elenco documenti depositato in giudizio l’11 novembre 2016), l’edificio in progetto in realtà rispetta la distanza di 10 m, perché la porzione del muro che secondo le ricorrenti viola le distanze, viene dalle stesse misurata in modo scorretto. Infatti in giurisprudenza è pacifico il principio secondo il quale, poiché lo scopo perseguito dal legislatore è quello di evitare intercapedini dannose, le distanze tra fabbricati non si misurano in modo radiale, come avviene per le distanze rispetto alle vedute, ma in modo lineare, perpendicolare ed ortogonale (ex pluribus cfr. Cassazione civile, sez. II, 7 aprile 2005, n. 72859) e la relativa disciplina non trova pertanto applicazione “quando i fabbricati sono disposti ad angolo e non hanno fra loro pareti contrastanti perché ciò che rileva è la distanza fra opposte pareti” (cfr. Consiglio di Stato, Sez. IV, 5 ottobre 2005, n. 5348), che è quanto accade nel caso di specie in cui la proiezione della nuova parete chiusa progettata in ampliamento del deposito crollato non interseca il portico delle ricorrenti. Il quarto motivo deve pertanto essere respinto. Il quinto motivo, con il quale le ricorrenti affermano che l’edificio in progetto occuperebbe una porzione di 20 cm della propria proprietà è privo di riscontri, perché in tutte le tavole l’edificio in progetto è sempre indicato all’interno dei confini di proprietà e, come chiarito dalla controinteressata, l’erronea indicazione della tavola 6 è ascrivibile ad un mero errore materiale, come risulta dal raffronto con le altre tavole di progetto, avvenuto nella sovrapposizione tra la tavola di progetto e quella dello stato di fatto.

In definitiva pertanto il ricorso introduttivo deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse e i motivi aggiunti devono essere respinti. Per il principio della soccombenza le spese di giudizio sono poste a carico delle ricorrenti nella misura indicata nel dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, seconda Sezione, definitivamente pronunciando, dichiara l’improcedibilità del ricorso introduttivo, e respinge i motivi aggiunti. Condanna la parte ricorrente alla rifusione delle spese di giudizio in favore del Comune di Castelfranco e della controinteressata liquidandole nella somma di € 2.000,00 per ciascuna parte oltre ad iva e cpa. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 8 novembre 2017 con l'intervento dei magistrati: Alberto Pasi, Presidente Stefano Mielli, Consigliere, Estensore Marco Morgantini. 

Descrizione Livello Dimensione Downloads
Allegato riservato Sentenza n. 1063 2017.pdf
 
185 kB 0

Tags: Costruzioni Abbonati Costruzioni Urbanistica

Ultimi inseriti

Safety Gate
Apr 14, 2024 24

Safety Gate Report 12 del 22/03/2024 N. 12 A12/00757/24 Irlanda

Safety Gate: Rapid Alert System for Non-Food Consumer Products Report 12 del 22/03/2024 N. 12 A12/00757/24 Irlanda Approfondimento tecnico: Anello Il prodotto, di marca sconosciuta, mod. 18210616667, è stato sottoposto alla procedura di ritiro dal mercato perché non conforme al Regolamento (CE)… Leggi tutto
Apr 13, 2024 66

Avviso di rettifica Dlgs 25 novembre 2022 n. 203 - 03.04.2023

Avviso di rettifica Dlgs 25 novembre 2022 n. 203 - 03.04.2023 ID 21688 | 13.04.2024 Avviso di rettifica Dlgs 25 novembre 2022 n. 203 (G.U. 03/04/2023 n.79) Comunicato relativo al decreto legislativo 25 novembre 2022, n. 203, recante: «Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 31… Leggi tutto
Decreto 4 aprile 2024
Apr 12, 2024 58

Decreto 4 aprile 2024 | Suppl. 11.4 Farmacopea europea 11ª ed.

Decreto 4 aprile 2024 | Suppl. 11.4 Farmacopea europea 11ª ed. ID 21684 | 12.04.2024 Decreto 4 aprile 2024 Entrata in vigore dei testi, nelle lingue inglese e francese, pubblicati nel supplemento 11.4 della Farmacopea europea 11ª edizione. (GU n.86 del 12.04.2024) ... Decreta: 1. I testi nelle… Leggi tutto
Cronoprogramma MASE Regolamenti End of waste  Eow  2024
Apr 12, 2024 56

Cronoprogramma MASE Regolamenti End of waste (Eow) 2024

Cronoprogramma MASE Regolamenti End of waste (Eow) 2024 ID 21683 | 12.04.2024 Cronoprogramma Regolamenti End of waste (Eow): Decreto del direttore generale Economia circolare 25 marzo 2024, n. 26 di programmazione delle attività per il 2024. ... Articolo 1 (Oggetto) 1.Il presente decreto stabilisce… Leggi tutto
DPCM 22 febbraio 2024
Apr 12, 2024 62

DPCM 22 febbraio 2024

DPCM 22 febbraio 2024 ID 21682 | 12.04.2024 DPCM 22 febbraio 2024 - Adozione della nota metodologica relativa all'aggiornamento e alla revisione della metodologia per i fabbisogni dei comuni per il 2023 ed il fabbisogno standard complessivo per ciascun comune delle regioni a statuto ordinario. (GU… Leggi tutto
Riforma lavoro sportivo
Apr 12, 2024 63

La riforma del lavoro sportivo

in News
La riforma del lavoro sportivo / MLPS Aprile 2024 ID 216380 | 12.04.2024 / In allegato Definizioni, ambiti di applicazione, tutele previste, adempimenti obbligatori: i punti cardine della riforma del lavoro sportivo sono riassunti nel documento realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche… Leggi tutto

Ultimi Documenti Abbonati

UNI EN ISO 41017 2024
Apr 11, 2024 91

UNI EN ISO 41017:2024

UNI EN ISO 41017:2024 / Guida alla preparazione alle emergenze e alla gestione di un'epidemia ID 21675 | 11.04.2024 / Preview in allegato UNI EN ISO 41017:2024 Facility management - Guida alla preparazione alle emergenze e alla gestione di un'epidemia La norma fornisce una guida generale alle… Leggi tutto
UNI ISO 20658 2024
Apr 11, 2024 80

UNI ISO 20658:2024

UNI ISO 20658:2024 / Raccolta e trasporto campioni esami medici di laboratorio ID 21674 | 11.04.2024 / In allegato Preview UNI ISO 20658:2024 Requisiti per la raccolta e il trasporto di campioni per esami medici di laboratorio La norma specifica i requisiti e le raccomandazioni di buona pratica per… Leggi tutto
UNI EN 16736 2015   Requisiti corsi di formazione VR chimico
Apr 10, 2024 81

UNI EN 16736:2015

UNI EN 16736:2015 / Requisiti corsi di formazione VR chimico ID 21673 | 11.04.2024 / Preview in allegato UNI EN 16736:2015 - Valutazione dei rischi sulla salute causati dalle sostanze chimiche - Requisiti relativi alle disposizioni per i corsi di formazione La norma specifica i requisiti minimi… Leggi tutto
Apr 10, 2024 62

Circolare Prot. n. 7127 del 2 marzo 2023

Circolare Prot. n. 7127 del 2 marzo 2023 ID 21671 | 10.04.2024 / In allegato OGGETTO: Chiarimenti in ordine alla corretta applicazione delle previsioni dell’art. 80 del Codice della Strada. 1. Iscrizione al RUI del personale dipendente dell’Amministrazione con qualifica di “ispettore… Leggi tutto
ATEX AdCo Recommendation   Categories of dry installed liquid pumps
Apr 10, 2024 71

ATEX AdCo Recommendation - Categories of dry installed liquid pumps

ATEX AdCo Recommendation - Categories of dry installed liquid pumps ID 21668 | 10.04.2024 ATEX ADCO Recommendation - Dry installed pumps - Requirements according to explosion protection of dry installed pumps conveying inflammable liquids. Status: 27.03.2024 This document is the result of a… Leggi tutto