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Caschi DPI e Calzature DPI - Vigilanza del mercato - Rapporto finale JACOP 2025 - EC Sett. 2026
ID 4766
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| Appunti Marcatura CE | ||
| Newsletter n. 4699 del 15 Ottobre 2026 | ||
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Caschi DPI e Calzature DPI - Vigilanza del mercato - Rapporti finali JACOP 2025 - EC Sett. 2026 Disponibili i Report del Progetto JACOP 2025 (Actions on Compliance of Products) della Commissione Europea, la campagna di vigilanza del mercato sui DPI di: - ASP 9 (Attività Specifica per Prodotto / 9=Caschi DPI per uso professionale) Le attività hanno valutato la conformità di tali DPI all'uso professionale al Regolamento (UE) 2016/425 sui DPI e relative norme tecniche armonizzate
In dettaglio: Caschi DPI (per uso professionale) - Vigilanza del mercato - Rapporto finale JACOP 2025 - EC Sett. 2026 ID 27302 | 15 Ottobre 2026 / Allegato Nell'ambito del Progetto JACOP 2025 (Actions on Compliance of Products) della Commissione Europea, la campagna di vigilanza del mercato ASP 9 (Attività Specifica per Prodotto / 9=Caschi DPI per uso professionale) hanno partecipato in totale 10 AVM (Autorità di Vigilanza del Mercato) provenienti da 8 paesi. L'attività ASP 9 (Attività Specifica per Prodotto 9=Caschi DPI per uso professionle) ha valutato la conformità dei caschi di sicurezza industriali destinati all'uso professionale al Regolamento (UE) 2016/425 sui DPI e alla norma EN 397:2012+A1:2012. L'attività si è concentrata sui caschi di sicurezza industriali immessi sul mercato UE. La campagna di test ha coperto i requisiti obbligatori previsti dalla norma EN 397:2012+A1:2012, ovvero assorbimento degli urti, resistenza alla penetrazione, resistenza alla fiamma e ancoraggio del sottogola.e la durabilità della marcatura e dell'etichetta. Inoltre, l'ambito concordato includeva il requisito facoltativo di temperatura molto bassa. Questo consisteva nel testare i caschi per l'assorbimento degli urti e la resistenza alla penetrazione dopo il condizionamento a temperatura molto bassa, ove applicabile. I test sono stati eseguiti dopo le relative procedure di condizionamento, vale a dire bassa temperatura, alta temperatura, immersione in acqua e invecchiamento UV. Risultati In totale, sono stati testati 65 campioni. Di questi, 46 caschi di sicurezza industriali hanno soddisfatto i requisiti delle prove di laboratorio previsti dalla norma EN 397:2012+A1:2012, con un tasso di conformità complessivo pari al 71%, mentre 19 campioni (29%) non hanno soddisfatto tali requisiti. I risultati principali indicano che 13 campioni (20%) non soddisfacevano i requisiti di assorbimento degli urti, mentre 2 campioni (3%) non hanno superato le prove di resistenza alla penetrazione. Tutti i 65 campioni hanno soddisfatto i requisiti di resistenza alla fiamma. Inoltre, 2 campioni (3%) non soddisfacevano i requisiti di durata dell’etichetta. Per quanto riguarda il fissaggio del sottogola, il requisito era applicabile a 18 campioni: di questi, 12 (67%) soddisfacevano i requisiti e 6 (33%) non li soddisfacevano; i restanti 47 campioni (72% del campione totale) non erano soggetti a tale requisito. I controlli relativi alle marcature e alla documentazione hanno evidenziato carenze in 41 campioni (63%), riguardanti principalmente l’identificazione del prodotto, etichette sul casco non conformi al punto 7.2.1 della norma EN 397:2012+A1:2012, istruzioni per l’uso mancanti, incomplete o non fornite nella lingua nazionale pertinente, nonché carenze nella Dichiarazione di conformità. Una volta raggruppati i risultati delle analisi di laboratorio e delle verifiche relative alle marcature e alla documentazione, è emerso che 46 campioni (71%) non erano conformi. I risultati indicano che le principali non conformità tecniche individuate nell’ASP 9 erano legate alle prove di assorbimento degli urti. I controlli relativi alle marcature e alla documentazione hanno evidenziato un quadro più ampio di carenze amministrative e relative alle informazioni. L’ASP 9 ha dimostrato la necessità di una vigilanza continua, di un’applicazione armonizzata delle norme e di campagne di sensibilizzazione mirate per operatori economici, utenti finali e datori di lavoro. L’attività ha rafforzato la cooperazione tra le AVM e ha fornito raccomandazioni attuabili per migliorare la conformità e la sicurezza dei consumatori. Info / download Calzature DPI (per uso professionale) - Vigilanza del mercato - Rapporto finale JACOP 2025 - EC Sett. 2026 ID 27303 | 15 Ottobre 2026 / Allegato Nell'ambito del Progetto JACOP 2025 (Actions on Compliance of Products) della Commissione Europea, la campagna di vigilanza del mercato ASP 11 sui DPI (Attività Specifica per Prodotto / 11=Calzature DPI per uso professionale), ha valutato la conformità delle scarpe antinfortunistiche immesse sul mercato UE al Regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale (Regolamento DPI) e alla norma armonizzata EN ISO 20345. La campagna di vigilanza del mercato ha valutato: le prestazioni delle calzature rispetto a determinati requisiti di sicurezza; e la conformità agli obblighi di documentazione e marcatura previsti dalla normativa.Il regolamento sui DPI (Dispositivi di Protezione Individuale). Il suo ambito di applicazione comprende le calzature di sicurezza per uso professionale dotate di puntale protettivo e rappresentanti diverse categorie di protezione. Risultati In totale, sono stati testati 83 campioni. Di questi, 53 (64 %) non hanno soddisfatto almeno uno dei requisiti di prestazione. Inoltre, 48 modelli (58%) non hanno superato i controlli documentali per motivi quali la mancanza o l’erroneità del marchio CE, l’assenza delle istruzioni per l’uso nella o nelle lingue nazionali richieste o la mancata indicazione delle categorie di protezione. Combinando i test prestazionali e le verifiche documentali, 68 campioni (82%) hanno evidenziato almeno una non conformità. Tali risultati mettono in luce problemi sistemici relativi sia alla coerenza degli standard di produzione, sia alla completezza e all’accuratezza della documentazione di accompagnamento. In particolare, sono state riscontrate discrepanze tra i prodotti valutati nel corso dell’esame UE del tipo e quelli immessi sul mercato. Alla luce di tali risultati, si ricorda ai fabbricanti e agli altri operatori economici che spetta loro la responsabilità di garantire che la produzione in serie rimanga conforme ai prototipi certificati, che la documentazione tecnica e relativa alla catena di approvvigionamento sia debitamente conservata e che le marcature dei prodotti, le istruzioni e le dichiarazioni di marketing riflettano accuratamente il livello di protezione offerto. Il mancato rispetto di tali obblighi può comportare l’adozione di misure di vigilanza del mercato, tra cui il ritiro dei prodotti dal mercato, i richiami e le segnalazioni di allerta, che, in alcuni casi, comportano anche l’applicazione di sanzioni pecuniarie. Per gli utenti finali, i risultati sottolineano l’importanza di acquistare scarpe antinfortunistiche da fornitori affidabili, di verificare la presenza delle istruzioni per l’uso nella o nelle lingue nazionali richieste e di consultarle, nonché di assicurarsi che la categoria di protezione dichiarata sia adeguata ai rischi individuati sul luogo di lavoro. Ciò è possibile, ad esempio, controllando i segni presenti sulla linguetta della scarpa. Gli utenti dovrebbero inoltre prestare attenzione alle affermazioni vaghe o esagerate relative alle prestazioni e consultare Safety Gate per eventuali avvisi o richiami. Info / download JACOP 2025 JACOP è l'acronimo di Joint Actions on Compliance of Products (Azioni Congiunte sulla Conformità dei Prodotti). L’iniziativa JACOP mira a organizzare azioni congiunte sulla conformità dei prodotti nei Paesi dell’UE e dell’EFTA, promuovendo la collaborazione tra le Autorità di Vigilanza del Mercato (AVM). Tra gli obiettivi principali figurano la conduzione di prove congiunte sui prodotti, la valutazione dei rischi e l’armonizzazione delle metodologie operative. Attraverso dialoghi aperti, condivisione di conoscenze e coinvolgimento di attori esterni, il progetto contribuisce a creare un mercato unico sicuro. I punti chiave sono la valutazione dei rischi di prodotto, l’attuazione di misure tempestive e l’allineamento normativo. Si tratta di una campagna annuale coordinata dalla Commissione Europea e dalle autorità nazionali di vigilanza del mercato (come i Ministeri dello Sviluppo Economico o le Camere di Commercio in Italia). Sorveglianza del mercato Il regolamento (UE) 2019/1020 sulla sorveglianza del mercato e la conformità dei prodotti mira a migliorare e modernizzare la sorveglianza del mercato. Si applica a più di 70 regolamenti e direttive che armonizzano a livello UE i requisiti sui prodotti non alimentari per proteggere i consumatori, la salute e la sicurezza, l'ambiente e altri interessi pubblici. Collegati |
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