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| Newsletter n. 3263 del 16 Giugno 2026 | ||
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Piano pandemico 2025-2029 / CSR via libera il 30 Aprile 2026 (Rep. atti n. 50/CSR 30 aprile 2026) - In GU n.136 del 15.06.2026 - SO n. 25 ID 24651 | 15.06.2026 / In allegato Rep. atti n. 50/CSR del 30 aprile 2026 15.06.2026 / Accordo in GU n.136 del 15.06.2026 - SO n. 25 Accordo 30 aprile 2026 (GU n.136 del 15.06.2026 - SO n. 25) 30.04.2026 / Via libera Conferenza SR 1. Accordo, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sul documento recante “Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2025-2029”, sui relativi allegati, sui criteri e le modalità di riparto delle risorse di cui all’articolo 1, comma 308, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, nonché sul sistema di monitoraggio delle azioni poste in essere. (SALUTE) Codice sito 4.10/2024/5 - Servizio sanità, lavoro e politiche sociali La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera il 30 Aprile 2026 al nuovo Piano Pandemico 2025-2029. Il Piano approvato, rispetto al precedente del 2021-2023, ha una durata quinquennale e definisce un approccio metodologico che può essere applicato a pandemie con diverse caratteristiche epidemiologiche in termini di trasmissibilità, patogenicità e impatto su salute e servizi sanitari. Il Piano presenta un’innovazione programmatoria sia nell’approccio che nella definizione delle azioni: è la prima strategia unitaria di preparazione e risposta a potenziali pandemie a trasmissione respiratoria, e non è solo rivolto a singoli patogeni. Il documento è stato elaborato con il contributo delle Istituzioni nazionali, delle Regioni e di esperti. Il Piano punta a garantire una risposta tempestiva e coordinata tra livello nazionale e territoriale a tutela della salute di cittadini e operatori sanitari introducendo un insieme di innovazioni: digitalizzazione dei sistemi di monitoraggio epidemiologico, utilizzo avanzato dei dati per la prevenzione, rafforzamento delle piattaforme di sorveglianza e sviluppo di protocolli flessibili e adattivi. Queste soluzioni permetteranno una risposta più rapida, efficace e mirata in caso di futura emergenza. Il documento introduce una pianificazione per fasi operative, con azioni definite e responsabilità chiare. Il documento amplia l’ambito di applicazione rispetto ai precedenti piani, estendendolo a tutte le pandemie causate da patogeni a trasmissione respiratoria ad alto potenziale, e introduce un approccio sistemico fondato su prevenzione, sorveglianza epidemiologica, capacità di risposta rapida e continuità dei servizi essenziali. Il Piano si sostanzia di cinque obiettivi: ridurre l’impatto sanitario di una pandemia sulla popolazione; garantire risposte rapide e coordinate a livello nazionale e locale; limitare l’impatto sui servizi sanitari e sociali assicurando la continuità delle prestazioni essenziali; tutelare gli operatori sanitari; promuovere informazione, coinvolgimento e responsabilizzazione della popolazione. Il testo tiene conto delle indicazioni OMS, prevede una durata quinquennale e adotta un approccio flessibile e adattabile a diversi scenari epidemiologici. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha espresso l’assenso, chiedendo al Governo di intervenire su due aspetti: - assicurare che le risorse destinate al rafforzamento della governance regionale possano essere utilizzate per il reclutamento di personale anche in deroga ai tetti attualmente previsti, operando in modo analogo a quanto già avvenuto con la Legge di Bilancio del 2025 per il settore delle dipendenze; - assicurare la possibilità per le Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano di essere ammesse alla ripartizione delle eventuali ulteriori risorse che si rendano disponibili per l’attuazione del Piano Pandemico, considerando che si tratta di perseguire sempre obiettivi sanitari strategici a livello nazionale. Le risorse stanziate per l’attuazione sono pari a 50 milioni di euro per il 2025, 150 milioni per il 2026 e 300 milioni annui a partire dal 2027. Le somme saranno distribuite tra le Regioni, per ciascun anno dal 2025 al 2029, sulla base della popolazione residente al 1° gennaio 2024. 27.09.2025 / In Conferenza SR Accordo, ai sensi dell' articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997. n.281 tra il Governo. le regioni e le Province auto nome di Tronto e di Bolzano, sul "Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2025-2029". A. Introduzione Ci sono diversi elementi che, d’accordo con il John Hopkins center for health security (2), caratterizzano i patogeni con potenziale pandemico ed elevato rischio biologico globale. Questi includono un’efficiente trasmissibilità interumana, un significativo tasso di mortalità, l’assenza o la ridotta disponibilità di contromisure mediche (CMM) efficaci, una popolazione immunologicamente suscettibile, fattori che facilitano l’evasione della risposta immunitaria, e la modalità di trasmissione respiratoria. Il motivo principale per cui la trasmissione respiratoria presenta il maggior rischio di pandemia è che le misure di sanità pubblica standard potrebbero non interrompere facilmente la trasmissione. Infatti, la trasmissione respiratoria può verificarsi con la tosse (nella trasmissione per droplets) o semplicemente respirando (nella trasmissione per aerosol), rendendo il contenimento della diffusione molto impegnativo. Inoltre, l’eventuale capacità di trasmettere durante i periodi di incubazione e/o il verificarsi di malattie lievi può ulteriormente aumentare la diffusione. Infatti, nelle eventualità menzionate, la quantità di individui potenzialmente esposti aumenta in relazione alla mancanza di consapevolezza del rischio dell’infezione che ne deriva e alla prosecuzione delle attività della vita quotidiana. La capacità o meno di un patogeno di causare infezioni asintomatiche o solo lievemente sintomatiche è stata identificata come Le pandemie da patogeni a trasmissione respiratoria per la grande variabilità, tanto nella trasmissibilità dell’infezione che nella severità dei quadri clinici e per la possibile mancanza di informazioni preliminari sulle caratteristiche del patogeno, richiedono un approccio programmatorio, allo stesso tempo sistematico e flessibile. A livello internazionale, a seguito della recente pandemia, è stato rivisto l’approccio alla preparazione e risposta alle pandemie che prevede il passaggio da una programmazione Il “Piano strategico operativo per una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2024-2028” (Piano) adotta l’approccio proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) (3) prevedendo interventi generali modulabili in relazione alle caratteristiche delle diverse potenziali situazioni emergenziali. A.2. Indicazioni internazionali sulla preparazione La normativa internazionale rappresenta un quadro essenziale per potenziare una risposta a minacce condivise, mettendo l’equità e la solidarietà globale al centro della pianificazione e della risposta alla preparazione per emergenze sanitarie (4). Nel 2022, a livello europeo sono state introdotte importanti innovazioni nel coordinamento della risposta alle emergenze di salute pubblica e nelle funzioni dei principali organismi deputati alla preparazione e risposta alle emergenze tramite: - il Regolamento (UE) 2022/2371 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 novembre 2022 relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero (5); In particolare, il Regolamento (UE) 2022/2371 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 novembre 2022 relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero (5) stabilisce le norme riguardanti il Comitato per la Sicurezza Sanitaria (CSS) e fornisce importanti indicazioni per la pianificazione della prevenzione, della preparazione e della risposta, tra cui la realizzazione di piani di preparazione a livello nazionale e dell’Unione; la valutazione costante della preparazione a livello nazionale; l’adozione di acquisti congiunti a livello Europeo per garantire l’approvvigionamento di contromisure mediche. Affronta, inoltre, i temi della ricerca e dell’innovazione, della sorveglianza epidemiologica e del monitoraggio, del sistema di allarme rapido e risposta (EWRS) e della valutazione dei rischi. Il regolamento introduce, inoltre, la possibilità di riconoscere un’emergenza di sanità pubblica a livello dell’Unione Europea (UE). Questo piano recepisce le raccomandazioni emanate nel 2023 dall’OMS nel documento “Preparedness and Resilience for Emerging Threats Module 1: Planning for respiratory pathogen pandemics ” (PRET) (3) che propone un approccio multi-patogeno per via principale di trasmissione. In merito alla sorveglianza integrata, primo step di raccolta continua e sistematica di dati la cui interpretazione è necessaria per progettare, realizzare e valutare interventi in salute pubblica, l’OMS ha sviluppato, inoltre, una strategia denominata “Mosaico” in cui individua i seguenti obiettivi prioritari (domini) (9): - Dominio I: identificazione e valutazione di un virus respiratorio emergente/ri-emergente; Per sviluppare un sistema resiliente di sorveglianza dei virus respiratori a potenziale epidemico o pandemico, l’OMS propone per ciascun dominio una visione e degli obiettivi di realizzazione. In questo contesto, sono state emanate indicazioni internazionali circa l’opportunità di convogliare i sistemi di sorveglianza patogeno specifici verso sistemi integrati per diversi patogeni respiratori, adottando modalità di sorveglianza sentinella e sindromica (10,11). Collegati |
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