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UNI/PdR 191:2026 / Codifica terre da coltivo ottenute dal risanamento biologico di terreni contaminati

UNI/PdR 191:2026 / Codifica terre da coltivo ottenute dal risanamento biologico di terreni contaminati
 
Appunti Normazione
  Newsletter n. 2425 del 08 Aprile 2026  
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UNI/PdR 191:2026

UNI/PdR 191:2026 / Codifica terre da coltivo ottenute dal risanamento biologico di terreni contaminati

ID 25849 | 26.03.2026 / In allegato

UNI/PdR 191:2026
Linee guida per la definizione delle terre da coltivo ottenute dal risanamento biologico di terreni contaminati

La prassi di riferimento definisce le linee guida per la codifica delle terre da coltivo utilizzabili per opere non strutturali di ripristino e modellazione del paesaggio ottenute da terreni contaminati recuperati mediante tecnologie basate sul risanamento biologico.

La presente prassi di riferimento definisce linee guida per la codifica dei criteri di qualità delle terre da coltivo ottenute dal recupero di rifiuti terrosi mediante tecnologie di risanamento biologico sviluppate sia presso gli impianti di recupero (modalità ex situ) sia direttamente presso il cantiere di bonifica (modalità on site). Le terre da coltivo possono derivare dal riciclo di terreni contaminati trattati mediante processi biologici o da altre filiere industriali dedicate a processi che hanno lo scopo di ottimizzare le caratteristiche vegetative del terreno.

La prassi si applica ai rifiuti terrosi con caratteristiche idonee alla creazione e alla gestione di sistemi ecologici naturali o antropici e definisce i criteri di qualità tecnici applicabili alle terre da coltivo, nonché gli specifici protocolli di valutazione degli impatti complessivi sull’ambiente e sulla salute umana generati dagli utilizzi specifici delle terre da coltivo. Inquadra inoltre tali prodotti all’interno del Regolamento (CE) n. 1907/2006 (cd. REACH).

La valutazione di conformità è utilizzata nel mercato al fine di accrescere la fiducia nella conformità di un oggetto.

La valutazione di conformità del prodotto ai requisiti della presente prassi può essere effettuata da:

- il fabbricante o fornitore (prima parte);
- l’utilizzatore o acquirente (seconda parte;
- un organismo di certificazione indipendente (terza parte), accreditato in conformità alla UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012.

Qualora l’organizzazione intenda effettuare una valutazione di conformità di prima parte, quest'ultima deve essere conforme alla UNI CEI EN ISO/IEC 17050.

Quando l’organizzazione e l’utilizzatore/acquirente del prodotto concordano di effettuare una valutazione di conformità di seconda parte, quest'ultima deve essere effettuata in conformità a criteri condivisi tra le parti.

Qualora infine l’organizzazione intenda ottenere una certificazione (valutazione della conformità di terza parte), si applicano i criteri riportati nell’Appendice A.

Nota procedurale: La prassi di riferimento è stata elaborata dal Tavolo UNI/PdR “Terre da coltivo”, condotto da UNI, e costituito dai seguenti esperti: Andrea Franzetti - Project Leader (Università degli Studi di Milano Bicocca - DISAT), Davide Rossi (Università degli Studi di Milano Bicocca - DISAT), Elisabetta Perrotta (AssoAmbiente), Giancarlo Renella (Università degli Studi di Padova – DAFNAE), Lucia Bonadonna (già Direttore del Dipartimento di Ambiente e Salute - ISS), Luigi Righini (Ordine Interprovinciale dei Chimici e dei Fisici di Parma e Piacenza), Marco Bascapé (Ordine dei Chimici e dei Fisici di Pavia), Massimo Pugliese (TÜV Italia Srl), Mentore Vaccari (Università degli Studi di Brescia - DICATAM - CeRAR), Federico Pinzin (Università degli Studi di Brescia - DICATAM - CeRAR), Solveig Tosi (Università degli Studi di Pavia - DSTA), Tomaso Munari (Università degli Studi di Genova - DISTAV), Edoardo Puglisi (Rappresentante ISO – UNICATT).

[...]

Fonte: UNI




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