Decreto 12 Marzo 2019

Decreto 12 Marzo 2019
Modifiche ed integrazioni al decreto 24 maggio 2002, recante: «Norme di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione stradale...
1. Il Tribunale di Alessandria affermava la responsabilità di S.G., Direttore Generale della divisione alluminio della Compagnia Italiana Alluminio s.p.a. e di F.L., Direttore Responsabile dello stabilimento di Spinetta Marengo, per l'omicidio colposo ai danni del dipendente I.A.M.M. e per le lesioni colpose subite dai dipendenti B.H., B.M. e B.C., e li condannava, in solido con il responsabile civile CO. s.p.a., al risarcimento dei danni ed alla rifusione delle spese in favore delle parti civili - eredi dell'operaio deceduto, B.H., CGIL Camera del Lavoro di Alessandria e FIOM CGIL Provinciale di Alessandria - a ciascuna delle quali assegnava anche una provvisionale immediatamente esecutiva.
2. La Corte di Appello di Torino, in parziale riforma della pronuncia, riduceva le pene inflitte agli imputati, concedeva a entrambi il beneficio della non menzione della condanna (la sospensione condizionale era stata già disposta), revocava le statuizioni civili riguardanti le associazioni sindacali, e provvedeva in ordine alle ulteriori spese del grado.
3. Secondo i giudici di merito la morte dell'operaio era avvenuta durante le operazioni di travaso di preparati pericolosi e altamente infiammabili, effettuate nel reparto laccatura del citato stabilimento. Era accaduto che da una cisterna sospesa sulle forche di un carrello elevatore non antideflagrante era fuoriuscita una cospicua quantità di vernice per la rottura della valvola di scarico che andava collegata ad un tubo per il travaso; la vernice aveva investito prima l'I.A.M.M. e poi gli altri dipendenti intervenuti in suo aiuto; a un certo punto, dopo che il B.H. si era allontanato perché completamente ricoperto di vernice, tutti gli altri avevano deciso di spostare il carrello con il suo carico per poter raccogliere l'ulteriore sversamento di vernice in altro contenitore poggiato a terra nelle vicinanze; questo movimento, data la presenza di vapori depositatisi a terra per lo spandimento della vernice, aveva innescato un incendio di grandi proporzioni dovuto alla presenza all'interno dello stabilimento anche di altre sostanze infiammabili; tutti gli operai avevano subito gravi ustioni e l'I.A.M.M., investito dalle fiamme sul 90% del corpo, non era riuscito a salvarsi.

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