Decreto 10 novembre 2025 n. 220
ID 25393 | 24.01.2026
Decreto 10 novembre 2025 n. 220
Regolamento recante aggiornamento dell'allegato II del decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 19, relativo all'ele...

La sperimentazione dell'efficacia delle Misure del Piano d'Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN) per la tutela della biodiversità
Il rapporto ISPRA 330/2020 riporta i risultati della sperimentazione dell’efficacia delle misure previste dal Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN - DM 22/1/2014 – punto A.5.8 – che attua la Dir. 2009/128/CE e il D.Lgs. 150/2012) volte alla tutela della biodiversità, da applicare in particolare in Siti Natura 2000 e in aree naturali protette.
Il progetto, finanziato dal MATTM e coordinato da ISPRA, è stato realizzato tra il 2015 e il 2020 in collaborazione con ARPA Piemonte, ARPA Lazio, Università degli Studi di Torino, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Tale sperimentazione è stata effettuata analizzando le differenze tra coltivazioni convenzionali e biologiche in risaie e vigneti (in Piemonte), seminativi e noccioleti (nel Lazio), partendo dall’assunto che il metodo biologico sia quello più compatibile con la conservazione della biodiversità, come indicato nella Misura 13 delle Linee guida del PAN (di cui al DM 10/3/2015). Sono stati messi a confronto i risultati dei monitoraggi in ciascuna coppia (biologico vs convenzionale – in 24 aziende), di diversi descrittori di stato e di impatto di bioindicatori selezionati lungo la rete trofica degli agroecosistemi, dalla flora e dalle comunità edafiche fino ai pipistrelli (pedofauna, artropodi terrestri, flora, vegetazione, flora di interesse apistico, apoidei, lepidotteri ropaloceri, odonati, anfibi, sauri, uccelli e chirotteri). Nei campi selezionati sono stati effettuati anche i campionamenti di acqua e di suolo per il rilevamento di residui dei prodotti fitosanitari utilizzati dalle aziende e della loro ecotossicità, e per definire le caratteristiche fisico-chimiche dei suoli, i cui risultati sono stati messi in relazione con quelli relativi al monitoraggio dei bioindicatori.
In linea generale è emerso che, pur non essendo state rilevate particolari criticità dal punto di vista chimico ed ecotossicologico (eccetto alcune che esulano dall’utilizzo di prodotti della singola azienda considerata), dal confronto dei dati rilevati nelle due tipologie di campi, è emerso che le comunità vegetazionali e animali sono strutturate meglio e sono più complesse nei campi biologici rispetto a quelli convenzionali.
La sperimentazione effettuata ha confermato l’efficacia delle misure delle Linee guida del PAN che riguardano la tutela della biodiversità (Misure n. 13 e 16) e ha permesso di definire delle proposte di protocolli di monitoraggio che potranno essere utilizzati dalle ARPA/APPA, Regioni ed enti gestori di aree protette e di Siti Natura 2000 per verificare gli effetti dei prodotti fitosanitari sulle specie e gli habitat che caratterizzano gli agroecosistemi. Lo studio ha inoltre permesso di definire ulteriori indicazioni gestionali degli agroecosistemi considerati, per rendere l’attività agricola, in particolare in aree protette, Siti Natura 2000 e Zone Ramsar, maggiormente compatibile con la conservazione della biodiversità.
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Fonte: ISPRA
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