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Metodo di calcolo obiettivo di riciclaggio rifiuti urbani: Norme e Note

ID 14640 | | Visite: 979 | Documenti Riservati AmbientePermalink: https://www.certifico.com/id/14640

Metodo di calcolo obiettivo di riciclaggio rifiuti urbani   Norme e Note

Metodo di calcolo obiettivo di riciclaggio rifiuti urbani: Norme e Note / Update 04.0222

ID 14640 | Rev. 1.0 del 08.04.2022 / Documento completo allegato

Evoluzione delle norme per Metodo di calcolo obiettivo di riciclaggio rifiuti urbani, dalla decisione 2011/753/UEDirettiva 2018/851/UE e Decisione di esecuzione 2019/1004/UE. Andamento percentuali di riciclaggio da Rapporto rifiuti urbani ISPRA 2020Rapporto rifiuti urbani ISPRA 2021.

  1  

Con la Decisione della Commissione, del 18 novembre 2011, che istituisce regole e modalità di calcolo per verificare il rispetto degli obiettivi di cui all’articolo 11, paragrafo 2, della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 310 del 25.11.2011), sono stabilite le regole e metodi calcolo per il raggiungimento degli obiettivi di riutilizzo e riciclo dei rifiuti urbani di cui all’articolo 11, paragrafo 2, della direttiva 2008/98/CE.

Coerentemente con quanto richiesto dalla decisione della Commissione europea 2011/753/EU, il Ministero dell’Ambiente ha scelto e comunicato alla Commissione stessa il metodo di calcolo da utilizzare per la verifica del raggiungimento dell’obiettivo di riciclaggio dei rifiuti urbani imposto dalla direttiva 2008/98/CE.

Infatti l’articolo 11 della direttiva 2008/98/CE, recepito nell’ordinamento nazionale dall’articolo 181 del d.lgs. 152/06, ha stabilito un obiettivo da raggiungere al 2020 per quanto riguarda la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti urbani e assimilati pari al 50%.

Con la decisione 2011/753/EU, la Commissione europea ha indicato quattro diversi metodi per effettuare il calcolo del citato obiettivo ed ha lasciato agli Stati Membri la scelta del metodo da utilizzare.

I 4 metodi proposti dalla Commissione variano a seconda delle tipologie (rifiuti domestici o urbani) e frazioni merceologiche che è possibile includere nel calcolo.

Il metodo scelto dal Ministero è quello indicato dalla Commissione come metodo 2 e le frazioni merceologiche da conteggiare sono esclusivamente le seguenti:

- carta;
- cartone;
- plastica;
- metalli;
- vetro;
- legno;
- frazione organica.

I 4 metodi di calcolo previsti dalla decisione 2011/753/EU:

Metodologia di calcolo 1
Tasso di riciclaggio dei rifiuti domestici costituiti da carta; metalli; plastica e vetro; in % = Quantità riciclata di rifiuti domestici costituiti da carta; metalli; plastica e vetro / Quantità totale prodotta di rifiuti domestici costituiti da carta; metalli; plastica e vetro

Metodologia di calcolo 2
Tasso di riciclaggio dei rifiuti domestici e dei rifiuti simili; in % = Quantità riciclata di carta; metalli; plastica e vetro contenuti nei flussi di rifiuti domestici o di rifiuti simili / Quantità totale prodotta di carta; metalli; plastica e vetro contenuti nei rifiuti domestici o nei rifiuti simili

Metodologia di calcolo 3
Tasso di riciclaggio dei rifiuti domestici; in % = Quantità riciclata di rifiuti domestici / Quantità totale di rifiuti domestici; escluse determinate categorie di rifiuti

Metodologia di calcolo 4
Riciclaggio di rifiuti urbani; in % = Rifiuti urbani riciclati / Rifiuti urbani prodotti

Nel corso del 2016, il Ministero dell’Ambiente ha inteso uniformare a livello nazionale la metodologia di calcolo della raccolta differenziata ed in data 26 maggio ha emanato il Decreto 26 maggio 2016 recante “Linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani” (GU n. 146 del 24 giugno 2016).

  2  

Dalla prima relazione sul monitoraggio dei target effettuata dagli Stati membri nel 2013, in cui doveva essere indicata la metodologia di calcolo prescelta, l’Italia aveva comunicato, appunto, di aver scelto la seconda metodologia di calcolo 2 di cui alla decisione 2011/753/EU e di estendere l’applicazione della stessa al legno e alla frazione organica.

Con l’emanazione della Direttiva 2018/851/UE, che ha modificato la direttiva quadro sui rifiuti, sono stati introdotti ulteriori obiettivi per la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, da conseguirsi entro il 2025 (55%), 2030 (60%) e 2035 (65%).

I tre nuovi obiettivi non considerano specifiche frazioni merceologiche ma si applicano all’intero ammontare dei rifiuti urbani.

La Direttiva 2018/851/UE è stata recepita con il Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 116:

Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 116 Attuazione della direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e attuazione della direttiva (UE) 2018/852 che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. (GU n.226 del 11.09.2020)

Il nuovo pacchetto rifiuti, recepito, appunto, dal Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 116, ha in effetti introdotto un’unica metodologia e un solo metodo di calcolo, da applicarsi a partire dall’obiettivo del 2025, al fine di rendere confrontabili le performance degli Stati membri (Metodo 4 della decisione 2011/753/UE).

  3   

Questionario per le relazioni degli Stati membri sull’applicazione della Direttiva 2008/98/CE

Per assicurare condizioni uniformi di calcolo dei nuovi obiettivi è stata emanata, in data 7 giugno 2019, la Decisione di esecuzione 2019/1004/UE. Ai fini del monitoraggio dell’obiettivo del 50% al 2020 (articolo 11, paragrafo 2, lettera a) della Direttiva 2008/98/CE) restano in ogni caso valide le precedenti metodologie.

La Decisione di esecuzione 2019/1004/UE han abrogato la decisione di esecuzione C(2012) 2384 del 18.04.2012 che istituiva un questionario per le relazioni degli Stati membri sull’applicazione della Direttiva 2008/98/CE) del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti.

Decisione di esecuzione 2019/1004/UE
.
..

Articolo 2 Calcolo dei rifiuti urbani preparati per il riutilizzo di cui all'articolo 11 bis, paragrafo 1, della Direttiva 2008/98/CE

La quantità dei rifiuti urbani preparati per il riutilizzo comprende soltanto i prodotti o componenti di prodotti che, in esito a operazioni di controllo, pulizia o riparazione, possono essere riutilizzati senza ulteriore cernita o pretrattamento. Le parti di tali prodotti o componenti di prodotti che sono state eliminate con le operazioni di riparazione possono essere incluse nella quantità dei rifiuti urbani preparati per il riutilizzo.

Articolo 3 Calcolo dei rifiuti urbani riciclati di cui all'articolo 11 bis, paragrafi 1, 2 e 5, della Direttiva 2008/98/CE.

1. La quantità dei rifiuti urbani riciclati è la quantità di rifiuti urbani in corrispondenza del punto di calcolo. La quantità dei rifiuti urbani che sono immessi nell'operazione di riciclaggio include i materiali interessati. Essa può includere materiali non interessati soltanto se la loro presenza è ammissibile per l'operazione di riciclaggio specifica.

2. I punti di calcolo applicabili a determinati materiali di rifiuto e a determinate operazioni di riciclaggio sono indicati nell'allegato I.

3. Nei casi in cui i materiali di rifiuti urbani cessano di essere rifiuti in corrispondenza dei punti di calcolo indicati all'allegato I, la loro quantità è inclusa nella quantità dei rifiuti urbani riciclati.

4. Se il punto di misurazione si riferisce al prodotto in uscita da un impianto che manda a riciclo rifiuti urbani senza ulteriore trattamento preliminare, o ai rifiuti in entrata in un impianto in cui i rifiuti urbani sono immessi nell'operazione di riciclaggio senza ulteriore trattamento preliminare, la quantità di rifiuti urbani cerniti che è respinta dall'impianto di riciclaggio non è inclusa nella quantità di rifiuti urbani riciclati.

5. Se un impianto effettua un trattamento preliminare prima del punto di calcolo in tale impianto, i rifiuti eliminati durante il trattamento preliminare non sono inclusi nella quantità di rifiuti urbani riciclati comunicata da tale impianto.

6. Se i rifiuti urbani prodotti da un determinato Stato membro sono stati mescolati con altri rifiuti o con rifiuti di un altro paese prima del punto di misurazione o del punto di calcolo, la quota di rifiuti urbani provenienti da un determinato Stato membro è identificata utilizzando metodi appropriati, quali registri elettronici e indagini campionarie. Se tali rifiuti subiscono un ulteriore trattamento preliminare, la quantità di materiali non interessati eliminati da tale trattamento è detratta tenendo conto della quota e, se del caso, della qualità dei materiali di rifiuto prodotti dai rifiuti urbani provenienti da un determinato Stato membro.

7. Se i materiali di rifiuti urbani sono immessi in operazioni di recupero in cui sono utilizzati principalmente come combustibile o altro mezzo di produzione di energia, il prodotto di tali operazioni che è soggetto al recupero del materiale, quali frazione minerale delle ceneri pesanti da incenerimento o clinker derivante dal coincenerimento, non è incluso nella quantità di rifiuti urbani riciclati, ad eccezione dei metalli separati e riciclati dopo l'incenerimento dei rifiuti urbani. I metalli integrati nel prodotto minerale in uscita dal processo di coincenerimento dei rifiuti urbani non sono comunicati come riciclati.

8. Se i materiali di rifiuti urbani sono immessi in operazioni di recupero in cui non sono utilizzati principalmente come combustibile o altro mezzo di produzione di energia, né per il recupero del materiale, ma danno origine a quote significative di un prodotto che include materiali riciclati, combustibili o materiali di riempimento, la quantità di rifiuti riciclati è determinata grazie ad un metodo di bilancio di massa secondo cui si tiene conto solo dei materiali di rifiuto soggetti al riciclaggio.

Articolo 4 Calcolo dei rifiuti urbani organici riciclati di cui all'articolo 11 bis, paragrafo 4, della Direttiva 2008/98/CE

1. La quantità dei rifiuti urbani organici riciclati immessi nel trattamento aerobico o anaerobico comprende soltanto i materiali sottoposti effettivamente a trattamento aerobico o anaerobico, escludendo tutti i materiali, anche biodegradabili, che sono eliminati per via meccanica nel corso dell'operazione di riciclaggio o successivamente.

2. A decorrere dal 1° gennaio 2027 gli Stati membri possono computare come riciclati i rifiuti urbani organici soltanto in una delle ipotesi seguenti:

a) sono stati raccolti in modo differenziato alla fonte;
b) sono stati raccolti insieme a rifiuti aventi analoghe proprietà di biodegradabilità e compostabilità in conformità dell'articolo 22, paragrafo 1, secondo comma, della Direttiva 2008/98/CE;
c) sono stati differenziati e riciclati alla fonte.

3. Per calcolare la quantità dei rifiuti urbani organici differenziati e riciclati alla fonte, gli Stati membri applicano la metodologia prevista nell'allegato II.

4. La quantità dei rifiuti urbani organici differenziati e riciclati alla fonte determinata a norma del paragrafo 3 è inclusa sia nella quantità dei rifiuti urbani riciclati sia nella quantità totale dei rifiuti urbani prodotti.

Articolo 5 Calcolo dei metalli riciclati separati dopo l'incenerimento di rifiuti urbani di cui all'articolo 11 bis, paragrafo 6, della Direttiva 2008/98/CE

1. La quantità dei metalli riciclati separati dalle ceneri pesanti da incenerimento comprende soltanto i metalli contenuti nel concentrato di metallo che è separato dalle ceneri pesanti grezze da incenerimento provenienti dai rifiuti urbani e non include gli altri materiali contenuti nel concentrato di metallo.

2. Per calcolare la quantità dei metalli riciclati separati dalle ceneri pesanti da incenerimento provenienti dai rifiuti urbani, gli Stati membri applicano la metodologia prevista nell'allegato III.
...
ALLEGATO I PUNTI DI CALCOLO DEFINITI ALL'ARTICOLO 3, PARAGRAFO 2
ALLEGATO II METODOLOGIA DI CALCOLO DEI RIFIUTI URBANI ORGANICI DIFFERENZIATI E RICICLATI ALLA FONTE DI CUI ALL'ARTICOLO 4, PARAGRAFO 3
ALLEGATO III METODOLOGIA DI CALCOLO DEI METALLI RICICLATI SEPARATI DOPO L'INCENERIMENTO DI RIFIUTI URBANI DI CUI ALL'ARTICOLO 5, PARAGRAFO
ALLEGATO IV DATI SUI RIFIUTI DOMESTICI E RIFIUTI SIMILI DI DIVERSA ORIGINE E DATI SUI RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 7, PARAGRAFO 1
ALLEGATO V DATI SUI RIFIUTI URBANI DI CUI ALL'ARTICOLO 7, PARAGRAFO 2
ALLEGATO VI DATI SUGLI OLI INDUSTRIALI O LUBRIFICANTI, MINERALI O SINTETICI, E SUGLI OLI USATI DI CUI ALL'ARTICOLO 7, PARAGRAFO 3

  4  

Adozione della sola metodologia 4

Con l’emanazione della Direttiva 2018/851/UE, come detto, sono stati introdotti ulteriori obiettivi per la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, da conseguirsi entro il 2025 (55%), 2030 (60%) e 2035 (65%).

I tre nuovi obiettivi non considerano specifiche frazioni merceologiche ma si applicano all’intero ammontare dei rifiuti urbani.

Ne consegue che non è più prevista una scelta tra più opzioni ma deve essere adottata un’unica metodologia, la 4.

Metodologia 2 / Metodologia 4

Il nuovo pacchetto rifiuti, recepito, appunto, dal Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 116, ha introdotto un’unica metodologia e un solo metodo di calcolo, da applicarsi a partire dall’obiettivo del 2025, al fine di rendere confrontabili le performance degli Stati membri (non applicazione a frazioni merceologiche ma all'intero ammontare dei rifiuti urbani).

Si evidenzia, (vedi estratto Rapporto ISPRA a seguire), che la metodologia 2 (decisione 2011/753/UE) scelta parte dello Stato Italiano nel 2013 e le conseguenti risultanze ottenibili praticando il previsto metodo di calcolo n. 4, il quale considera tutti i rifiuti urbani e non solo alcune frazioni degli stessi, da effetti statistici completamente diversi.

Rapporto rifiuti urbani ISPRA 2020

Estratto

L’applicazione della metodologia 2, che può essere tenuta in considerazione per l’obiettivo al 2020, porta a valori calcolati delle percentuali di riciclaggio sempre superiori rispetto a quelli ottenibili applicando la metodologia 4, che considera tutti i rifiuti urbani e non solo alcune frazioni degli stessi (Figura 3.4).

La metodologia 4, pur includendo al denominatore dell’equazione di calcolo tutte le frazioni merceologiche, anche quelle non destinabili a operazioni di riciclaggio, rappresenta senza dubbio l’approccio di più immediata applicazione, in quanto non richiede il ricorso ad analisi merceologiche finalizzate a stimare il peso percentuale delle singole frazioni sul totale del rifiuto urbano generato. La metodologia 2 non può, invece, prescindere da tali analisi e il dato di produzione delle singole frazioni deriva necessariamente da operazioni di stima.

Come riportato in Figura 3.4, nel 2019, la percentuale di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, calcolata secondo l’approccio metodologico precedentemente descritto, si attesta al 53,3% e quindi al di sopra dell’obiettivo se si applica la metodologia 2 e al 46,9% applicando la metodologia 4.

Metodo di calcolo obiettivo di riciclaggio rifiuti urbani   Norme e Note   Fig  3 4

Figura 3.4 - Percentuali di riciclaggio ottenute dalle simulazioni di calcolo secondo le metodologie 2 e 4, anni 2010 - 2019 - Rapporto rifiuti urbani ISPRA 2020

In sintesi la discrepanza sui valori % la percentuale di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio rifiuti urbani:

Metodo di calcolo obiettivo di riciclaggio rifiuti urbani   Norme e Note   Fig  1

Fig. 1 - Discrepanza sui valori % di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio rifiuti urbani 2019 applicando la metodologia 2 e 4

Rapporto rifiuti urbani ISPRA 2021

Estratto

L’applicazione della metodologia 2, che può essere tenuta in considerazione per l’obiettivo al 2020, porta a valori calcolati delle percentuali di riciclaggio sempre superiori rispetto a quelli ottenibili applicando la metodologia 4, che considera tutti i rifiuti urbani e non solo alcune frazioni degli stessi (Figura 3.1).

La metodologia 4, pur includendo al denominatore dell’equazione di calcolo tutte le frazioni merceologiche, anche quelle non destinabili a operazioni di riciclaggio, rappresenta senza dubbio l’approccio di più immediata applicazione, in quanto non richiede il ricorso ad analisi merceologiche finalizzate a stimare il peso percentuale delle singole frazioni sul totale del rifiuto urbano generato. La metodologia 2 non può, invece, prescindere da tali analisi e il dato di produzione delle singole frazioni deriva necessariamente da operazioni di stima.

In merito alla metodologia 4 è, tuttavia, necessario effettuare alcune precisazioni. La produzione complessiva dei rifiuti urbani è determinata da ISPRA sulla base delle disposizioni contenute nel DM 26 maggio 2016 recante le “Linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani” che, a partire dal 2016, porta ad includere nella raccolta differenziata i rifiuti da costruzione e demolizione (solo i codici 170107 e 170904) limitatamente alle quote provenienti da piccoli interventi di rimozione eseguiti direttamente dal conduttore della civile abitazione.

Tali rifiuti ammontano, nel 2020, a circa 403 mila tonnellate, corrispondenti al 2,2% della raccolta differenziata nazionale e all’1,4% della produzione complessiva. Le modalità di contabilizzazione individuate dal decreto si discostano, per questa tipologia di rifiuto, dalla definizione di rifiuti urbani data dalla direttiva 2008/98/CE, così come modificata dalla direttiva 2018/851/UE, e recepita, nell’ordinamento nazionale, dal d.lgs. n. 116/2020.

In base a tale definizione i rifiuti da C&D sono totalmente esclusi dagli urbani e non possono, di conseguenza, essere contabilizzati negli obiettivi di riciclaggio di questi rifiuti.

Per tale ragione la quota di tali rifiuti è stata esclusa dai calcoli per il computo delle percentuali di riciclaggio rappresentate in Figura 3.1 nella quale sono, pertanto, riportate le seguenti due curve:

1. andamento delle percentuali di riciclaggio secondo la metodologia 2 che considera, ai fini del monitoraggio, i rifiuti di carta e cartone, vetro, plastica, metalli, legno e frazione organica. Tale metodologia, facente riferimento alle disposizioni introdotte dalla decisione 2011/753/UE, può essere applicata fino al monitoraggio dell’obiettivo 2020, sebbene anche per quest’ultimo Eurostat richieda, laddove possibile, di attivare le metodologie di calcolo secondo il nuovo approccio stabilito dall’articolo 11-bis) della direttiva e dalla decisione di esecuzione 2019/1004/UE;

2. andamento delle percentuali di riciclaggio secondo la metodologia 4 che considera tutti i rifiuti urbani, ma al netto delle quote di rifiuti da C&D intercettati nella raccolta differenziata. Nel 2020, la percentuale di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, calcolata secondo l’approccio metodologico precedentemente descritto, si attesta al 54,4% e quindi al di sopra dell’obiettivo se si applica la metodologia 2 e al 48,4% applicando la metodologia 4, al netto dei rifiuti da C&D.
_______

Come riportato in Figura 3.1, nel 2020, la percentuale di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, calcolata secondo l’approccio metodologico precedentemente descritto, si attesta al 54,4% e quindi al di sopra dell’obiettivo se si applica la metodologia 2 e al 48,4% applicando la metodologia 4, al netto dei rifiuti da C&D.

Metodo di calcolo obiettivo di riciclaggio rifiuti urbani   Norme e Note   Fig  3 1

Figura 3.1 - Percentuali di riciclaggio ottenute dalle simulazioni di calcolo secondo le metodologie 2 e 4 (quest’ultima al netto dei quantitativi di rifiuti da C&D provenienti dalla raccolta differenziata), anni 2010 - 2020 - Rapporto rifiuti urbani ISPRA 2021

In sintesi la discrepanza sui valori % la percentuale di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio rifiuti urbani:

Metodo di calcolo obiettivo di riciclaggio rifiuti urbani   Norme e Note   Fig  2

Fig. 2 - Discrepanza sui valori % di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio rifiuti urbani 2020 applicando la metodologia 2 e 4 (quest’ultima al netto dei quantitativi di rifiuti da C&D provenienti dalla raccolta differenziata)
...

segue in allegato

Certifico Srl - IT | Rev. 1.0 2022
©Copia autorizzata Abbonati

Matrice Revisioni

Rev. Data Oggetto  Autore
1.0 08.04.2022 Rapporto rifiuti urbani ISPRA 2021
D.Lgs. 3 settembre 2020 n. 116
Certifico Srl
0.0 29.09.2021 --- Certifico Srl

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