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Statuto Albertino del 1948: testo e note

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Statuto Albertino 1948

Statuto Albertino del 1948: testo e note

ID 13334 | 14.04.2021 / Allegato Documento originale e testuale

In allegato:

- Statuto Albertino testo originale PDF (Archivio di Stato di Torino - ASto): Download
- Statuto Albertino testuale PDF (Quirinale): Download

Lo Statuto Albertino, Statuto Fondamentale della Monarchia di Savoia del 4 marzo 1848, è stato promulgato dal re Carlo Alberto di Savoia il 4 marzo 1848. Verrà esteso, dopo l’unificazione del Regno d’Italia (1861), a tutto il regno d’Italia.

Struttura

Testo normativo fondamentale degli Stati sabaudi, lo Statuto Albertino è redatto in due esemplari, uno in italiano e l’altro in francese, le due lingue ufficiali del Regno di Sardegna: italiano in Piemonte, Liguria, Sardegna, Lomellina e Nizza; francese in Savoia e Valle d’Aosta.

Statuto Albertino 1948 ASTo

Si compone di 84 articoli, distribuiti su 6 fogli recto e verso, per un totale di 12 pagine

Il documento riporta le firme di Carlo Alberto e dei diversi ministri:
- Giacinto Borelli (Interni),
- Ermolao Asinari di San Marzano (Esteri),
- Mario Broglia di Casalborgone (Guerra e Marina),
- Ottavio Thaon di Revel (Finanze),
- Giacinto Avet (Grazia e Giustizia),
- Cesare Alfieri di Sostegno (Pubblica Istruzione),
- Luigi Des Ambrois (Lavori Pubblici).

Festa dello statuto 27 febbraio 1848 solenne te deum alla gran madre di torino

Festa dello statuto 27 febbraio 1848 solenne te deum alla gran madre di Torino

Questa carta costituzionale fu concessa dal re Carlo Alberto il 4 marzo 1848 ai sudditi del Regno di Sardegna nei territori al di qua e al di là delle Alpi, segnando il passaggio dallo Stato assoluto allo Stato liberale-parlamentare. In seguito estesa all’Italia unita, sarebbe rimasta in vigore fino al varo della Costituzione repubblicana.

La carta, che ebbe pieno effetto dall’8 maggio 1848, con l’inizio della prima legislatura, fu redatta in due versioni, in italiano e in francese. Lo Statuto Albertino appartiene alla categoria delle costituzioni “octroyées”, cioè concesse formalmente da un sovrano di propria «certa scienza» e «regia autorità».

Non vi era alcuna disposizione che prevedesse un particolare procedimento per la modifica o l’abrogazione delle norme statutarie, caratteristica che le conferì flessibilità, il suo punto di forza. Fondamentale regola era la balance des pouvoirs, l’“equilibrio dei poteri”, con riferimento in particolare al potere esecutivo e a quello legislativo; la magistratura fu qualificata come “ordine giudiziario” nel solo testo italiano.

Le fonti dello Statuto furono prevalentemente testi costituzionali francesi: in primo luogo la costituzione del 1830 della “monarchia di luglio”, molti erano inoltre i richiami alle costituzioni monarchiche francesi del 1791 e del 1814 e forte punto di riferimento fu la costituzione belga del 1831. Furono poi tenuti in conto l’ordinamento consuetudinario inglese e la costituzione siciliana del 1812.

(N) Nella foto iniziale il momento della firma

Fonti: 
Archivio di Stato di Torino (ASTo)
Quirinale

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