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CEM4: certifico machinery directive

Il software per Direttiva macchine

da Marzo 2000

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Certifico 2000/2019: Promo fino a Domenica 22 Dicembre


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Abbonamenti: Promo -20% fino al 31 Dicembre

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CEM4: Promo -20% fino al 31 Luglio

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CEM4: Promo -20% fino al 31 Ottobre

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e gestire tutti gli obblighi della Direttiva macchine 2006/42/CE

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Procedure Sicurezza attività e attrezzature

Procedure sicurezza 2021
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Specifiche

978-88-98550-62-3
2021 (Rev. 4.0)
2021
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Modello
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IT
CM43

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Promo Certifico Fidelity

  • Procedure Sicurezza attività e attrezzature

    Rev. 4.0 del 03 Giugno 2021 (Ed. 2021)

    Il Prodotto Rev. 4.0 del 03 Giugno 2021 (Ed. 2021) raccoglie procedure di sicurezza da adottare in azienda per attività e l'uso di diverse attrezzature al fine di ottemperare agli obblighi di cui all'Art. 36 (TUSSL / link) del D.Lgs. 81/2008 Informazione dei lavoratori.

    Con un taglio semplice e sintetico, può essere un utile strumento, sia, per l'informazione dei lavoratori, che, per l'elaborazione del DVR.

    Sviluppato su Documento "Procedure Sicurezza attività macchine", presenta una nuova struttura delle schede, per ogni attività e attrezzature (vedi elenco) sono indicati:

    - Immagine riferimento
    - Comportamenti prima dell'attività/uso
    - Comportamenti durante l'attività/uso
    - Comportamenti dopo l'attività/uso
    - DPI
    - Formazione specifica per il tipo di attività/attrezzatura
    - Tabelle
    - Segnaletica

    Indice Portfolio

    01. Procedure sicurezza attività e macchine Ed. 2021 (Rev. 4.0)
    02. Legislazione
    03. Segnaletica EN ISO 7010

    Pag. 414
    Formato doc

    Procedure sicurezza attività e macchine Ed. 2021 (Rev. 4.0)

    (in rosso le novità/aggiornamenti della Rev. 4.0 del 03 Giugno 2021)

    INDICE

    1. PREMESSA
    2. INDICAZIONI GENERALI
    2.1 USO DELLE MACCHINE UTENSILI
    2.2 SICUREZZA OFFICINA E MEGAZZINO
    2.3 PRIMA DEL LAVORO
    2.4 DURANTE IL LAVORO
    2.5 DOPO IL LAVORO
    3. ATTREZZATURE USO IN SICUREZZA
    3.1 FRESA
    3.2 TORNIO
    3.3 TRAPANO A COLONNA
    3.4 MOLATRICE
    3.5 UTENSILI MANUALI
    3.6 PRESSA IDRAULICA
    3.7 SEGA A NASTRO
    3.8 CESOIA
    3.9 PUNZONATRICE IDRAULICA
    3.10 PALLINATRICE
    3.11 TAGLIO PLASMA
    3.12 SCANTONATRICE
    3.13 FILETTATRICE PER TUBI
    3.14 COMPRESSORE
    3.15 GENERATORE
    3.16 SMERIGLIATRICE ANGOLARE
    3.17 CRICK PER SOLLEVAMENTO AUTOMEZZI
    3.18 CARICA BATTERIE
    3.19 TRAPANO
    3.20 TRAPANO AVVITATORE
    3.21 MOTOSEGA
    3.22 SEGHETTO ALTERNATIVO
    3.23 TRONCATRICE A DISCO
    3.24 IDROPULITRICE
    3.25 TELAIO CIRCOLARE
    3.26 TELAIO RETTILINEO ELETTRONICO
    3.27 TELAIO RETTILINEO SEMI-ELETTRONICO
    3.28 MACCHINE PER PUNTINO O RIMAGLIATRICI
    3.29 MACCHINA DI TAGLIO AUTOMATICA
    3.30 FUSTELLATRICI A BRACCIO ROTANTE
    3.31 PRESSE MANUALI E AUTOMATICHE PER APPLICAZIONE TERMOADESIVI
    3.32 NASTRATRICE
    3.33 REGGIATRICE
    3.34 SEGHETTO ALTERNATIVO
    3.35 PIALLA A SPESSORE
    3.36 PIALLA A FILO
    3.37 PANTOGRAFO
    3.38 PANTOGRAFO A CONTROLLO NUMERICO
    3.39 TOUPIE
    3.40 MULTILAMA
    3.41 CALIBRATRICE
    4. AUTOMEZZI E MACCHINE MOBILI USO IN SICUREZZA
    4.1 AUTOMEZZI PER SPOSTAMENTO MATERIALE
    4.2 ESCAVATORE TERNA
    4.3 AUTOCESTELLO PER LAVORI IN QUOTA (PLE)
    4.4 CARRELLO ELEVATORE (MULETTO)
    5. AUTOGRÙ
    6. CARROPONTE
    7. BOMBOLE DI GAS
    8. OPERAZIONI DI SALDATURA E TAGLIO
    9. CABINA DI VERNICIATURA
    10. SCALE
    10.1 TIPOLOGIE DI SCALE
    10.2 SCELTA DELLA SCALA
    10.3 USO DELLA SCALA
    11. TRABATTELLO
    12. CINGHIE DI ANCORAGGIO
    12.1 DESCRIZIONE
    12.2 IDENTIFICAZIONE
    12.3 UTILIZZO DEL SISTEMA DI ANCORAGGIO
    12.4 ISPEZIONE, CONTROLLO E VERIFICA DEL SISTEMA DI ANCORAGGIO E CONSERVAZIONE DELLO STESSO
    13. ACCESSORI DI SOLLEVAMENTO
    13.1 BRACHE A CATENA
    13.2 SCELTA DELLA CATENA INVECE DELLA FUNE IN ACCIAIO VANTAGGI/SVANTAGGI
    13.3 VERIFICHE PRIMA DELL’USO
    13.4 USO IN SICUREZZA
    13.5 MESSA FUORI SERVIZIO/MANUTENZIONE
    13.6 ESEMPIO TARGA PORTATE
    13.7 BRACHE IN FUNE DI ACCIAIO
    13.8 EFFETTI GIRATORI FUNI ANTIGIREVOLI
    13.9 STABILITÀ DEI BOZZELLI
    13.10 TAMBURI E PULEGGE
    13.11 RAPPORTO DI AVVOLGIMENTO
    13.12 CONSIDERAZIONI PER D/D E COMPATTATE
    13.13 TAMBURI LISCI
    13.14 TIPO DI TAMBURO E SELEZIONE FUNE
    13.15 SCELTA DELLA FUNE
    13.16 TAMBURI SCANALATI DIMENSIONI E CARATTERISTICHE DELLE GOLE
    13.17 PARTICOLARI TAMBURI
    13.18 GOLE PULEGGE: PROFILO
    13.19 MANUTENZIONE DELLE CARRUCOLE E DEI TAMBURI
    13.20 ANGOLO DI DEVIAZIONE
    13.21 VELOCITÀ FUNE
    13.22 FUNI SPECIALI A 8 TREFOLI
    13.23 DIAMETRO DELLE PULEGGE E TAMBURI
    13.24 AVVOLGIMENTO SU PICCOLI DIAMETRI
    13.25 PRESSIONE DI CONTATTO
    13.26 MATERIALE DELLE PULEGGE E DEI TAMBURI
    13.27 RULLI DI APPOGGIO
    13.28 SCELTA DEI TERMINALI
    13.29 ADEGUATEZZA DELLE FUNI AL CARICO DI LAVORO
    13.30 STOCCAGGIO E MANUTENZIONE
    13.31 INSTALLAZIONE: SVOLGIMENTO E MESSA IN OPERA
    13.32 TAGLIO FUNI
    13.33 MODALITÀ DI TAGLIO FUNE
    13.34 LUBRIFICAZIONE
    13.35 SOSTITUZIONE ED ADATTAMENTO DELLE FUNI ALLE CONDIZIONI DI LAVORO
    13.36 INSTALLAZIONE FUNE
    13.37 NORME PRATICHE PER IL CONTROLLO
    13.38 STOCCAGGIO ED IDENTIFICAZIONE DELLA FUNE
    13.39 NORME PRATICHE PER LO SCARTO
    13.40 ROTTURA DEI FILI
    13.41 USURA DEI FILI
    13.42 ISPEZIONI ALLE FUNI
    13.43 CONTROLLI NON DISTRUTTIVI
    13.44 VERIFICHE PERIODICHE
    13.45 I CONTROLLI PREVISTI ISO 4309:2017
    13.46 TIPOLOGIE DI ROTTURE, DIFETTI E CONDIZIONI DI SOSTITUZIONE (SECONDO ISO 4309:2017)
    13.47 GUIDA ALL’ACCERTAMENTO E ALLA VALUTAZIONE DELLA CORROSIONE
    13.48 AREE CRITICHE CHE RICHIEDONO UN'ISPEZIONE PARTICOLARMENTE ATTENTA
    13.49 USO IN SICUREZZA
    13.50 MESSA FUORI SERVIZIO/MANUTENZIONE
    13.51 ESEMPIO TARGA PORTATE
    13.52 BRACHE IN TESSUTO
    13.53 VERIFICHE PRIMA DELL’USO
    13.54 USO IN SICUREZZA
    13.55 MESSA FUORI SERVIZIO/MANUTENZIONE
    13.56 ESEMPIO TARGA PORTATE
    13.57 DISPOSITIVI DI PRESA DEL CARICO
    13.58 VERIFICHE DA EFFETTUARE PRIMA DELL’USO
    14. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
    14.1 PESO LIMITE RACCOMANDATO
    15. ISTRUZIONI PER LA CORRETTA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
    16. MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI
    16.1 PREMESSA
    16.2 RESPONSABILITÀ
    16.3 INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ABILITAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI
    16.4 CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE E SUPERALCOLICHE
    16.5 PRINCIPI GENERALI MOVIMENTAZIONE
    16.6 ESEMPI DI SOLLEVAMENTO
    16.7 MACCHINE PER IL SOLLEVAMENTO
    17. AUTOGRÙ
    17.1 PIANO DI SICUREZZA
    17.2 OPERATORI COINVOLTI
    17.3 OBBLIGHI OPERATORI COINVOLTI NELLE OPERAZIONI CON AUTOGRÙ
    17.4 OPERAZIONI DI SICUREZZA PRELIMINARI ALLA MOVIMENTAZIONE
    17.5 USO IN SICUREZZA DELL’AUTOGRU
    17.6 MISURE DA ADOTTARE IN CASO DI INTERRUZIONE DEL LAVORO
    17.7 MISURE DA ADOTTARE DOPO IL LAVORO
    17.8 MANUTENZIONE
    17.9 DPI
    18. GRU A BANDIERA
    18.1 ELEMENTI PRINCIPALI
    18.2 DISPOSITIVI DI COMANDO
    18.3 OBBLIGHI DEGLI OPERATORI
    18.4 OPERAZIONE DI SICUREZZA PRELIMINARI ALLA MOVIMENTAZIONE
    18.5 USO DELLA GRU A BANDIERA
    18.6 MISURE DA ADOTTARE DOPO IL LAVORO
    18.7 DPI
    19. PARANCHI ELETTRICI A CATENA/FUNE/MANUALI
    19.1 OBBLIGHI DEGLI OPERATORI
    19.2 OPERAZIONE DI SICUREZZA PRELIMINARI ALLA MOVIMENTAZIONE
    19.3 USO DEL PARANCO
    19.4 MISURE DA ADOTTARE DOPO IL LAVORO
    19.5 DPI
    20. ARGANO MANUALE
    20.1 ANOMALIE DI FUNZIONAMENTO
    20.2 USO IN SICUREZZA
    21. MORSE DI SOLLEVAMENTO
    21.1 USO IN SICUREZZA
    22. FORCHE PER PALLETS
    22.1 USO IN SICUREZZA
    22.2 PROCEDURE MOVIMENTAZIONE SICURA
    23. TRASPORTO DI PERSONE CON DISPOSITVI DI SOLLEVAMENTO
    23.1 ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
    23.2 CONTROLLO PRELIMINARI ALL’UTILIZZO DELLA CESTA
    23.3 PERSONE DIRETTAMENTE INTERESSATE
    23.4 PROCEDURA OPERATIVA
    24. USO DISPOSITIVI ANTICADUTA
    24.1 PREMESSA
    24.2 CARATTERISTICHE BASE DEI SISTEMI ANTICADUTA
    24.3 IMBRACATURA
    24.4 PROCEDURA USO SISTEMA ANTICADUTA
    24.5 SISTEMI ANTICADUTA BASATI SU UNO O PIÙ CORDINI ASSORBITORI DI ENERGIA
    24.6 SISTEMI ANTICADUTA BASATI SU UN DISPOSITIVO ANTICADUTA RETRATTILE
    24.7 SISTEMI DI ARRESTO CADUTA BASATI SU UNA LINEA DI ANCORAGGIO VERTICALE E UN DISPOSITIVO ANTICADUTA DI TIPO GUIDATO
    24.8 SISTEMI ANTICADUTA BASATI SU UNA LINEA DI ANCORAGGIO ORIZZONTALE E UNO O PIÙ DISPOSTIVI PER LO SCORRIMENTO
    24.9 LINEE DI ANCORAGGIO ORIZZONTALI RIGIDE INSTALLATE IN MODO PERMANENTE
    24.10 LINEE DI ANCORAGGIO ORIZZONTALI FLESSIBILI INSTALLATE IN MODO PERMANENTE
    24.11 LINEE DI ANCORAGGIO ORIZZONTALI FLESSIBILI INSTALLATE IN MODO TEMPORANEO
    24.12 TECNICHE DI POSIZIONAMENTO
    24.13 RISCHI DERIVANTI DA UN USO SCORRETTO DEI DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO
    24.14 ISPEZIONE IMBRACATURE
    25. SPAZI CONFINATI
    25.1 PREMESSA
    25.2 PERICOLI
    25.3 MATERIALI E STRUMENTI
    25.4 REQUISITI DEL PERSONALE CHE PUÒ SVOLGERE ATTIVITÀ IN SPAZI CONFINATI
    25.5 ATTIVITÀ IN SPAZI CONFINATI
    25.6 ATTIVITÀ IN SPAZI CONFINATI CONDOTTE DA DITTE TERZE
    25.7 GESTIONE DELLE EMERGENZE
    25.8 ISTRUZIONE OPERATIVA 001 “ATTIVITÀ IN SPAZI CONFINATI COMUNI”
    25.9 ISTRUZIONE OPERATIVA 002 “ATTIVITÀ IN SPAZI CONFINATI SPECIALI”
    26. PROCEDURA SICUREZZA SCAVO E VIABILITÀ
    26.1 ACCESSO AL FONDO DELLO SCAVO | NICCHIE LUNGO LE RAMPE DI ACCESSO AL FONDO DELLO SCAVO
    26.2 ACCESSO AL FONDO DELLO SCAVO| PARAPETTI LUNGO LE RAMPE DI ACCESSO AL FONDO DELLO SCAVO
    26.3 ACCESSO AL FONDO DELLO SCAVO | PASSERELLE PER ATTRAVERSAMENTO DELLO SCAVO
    26.4 ACCESSO AL FONDO DELLO SCAVO | RAMPE DI ACCESSO AL FONDO DELLO SCAVO
    26.5 ACCESSO AL FONDO DELLO SCAVO | SCALE DI DISCESA A FONDO SCAVO
    26.6 MISURE CONTRO L'ALLAGAMENTO E PRESENZA DI GAS | PRESENZA DI GAS NEGLI SCAVI (ASFISSIA)
    26.7 MISURE CONTRO L'ALLAGAMENTO E PRESENZA DI GAS | PRESENZA DI GAS NEGLI SCAVI (ESPLOSIVI)
    26.8 MISURE CONTRO L'ALLAGAMENTO E PRESENZA DI GAS| SCAVI IN PRESENZA DI ACQUA
    26.9 PARETI E ARMATURE DI PROTEZIONE DEGLI SCAVI | ARMATURA CON ANGOLO DI INCLINAZIONE MAGGIORE DELL'ANGOLO DI NATURAL DECLIVIO
    26.10 PARETI E ARMATURE DI PROTEZIONE DEGLI SCAVI | ARMATURA IN PRESENZA DI SOTTOMURAZIONI
    26.11 PARETI E ARMATURE DI PROTEZIONE DEGLI SCAVI | SCAVO CON ANGOLO DI INCLINAZIONE DELLA PARETE MINORE DELL'ANGOLO DI NATURAL DECLIVIO
    26.12 PARETI E ARMATURE DI PROTEZIONE DEGLI SCAVI | SCAVO IN TRINCEA
    26.13 PRESENZA DI LINEE ELETTRICHE E ALTRI IMPIANTI | DISTANZA DI SICUREZZA DALLE PARTI ATTIVE
    26.14 PRESENZA DI LINEE ELETTRICHE E ALTRI IMPIANTI | MESSA FUORI TENSIONE DELLE PARTI ATTIVE
    26.15 PRESENZA DI LINEE ELETTRICHE E ALTRI IMPIANTI | POSIZIONAMENTO DI OSTACOLI RIGIDI CHE IMPEDISCONO L'AVVICINAMENTO A PARTI ATTIVE
    26.16 PROCEDURE E PRESCRIZIONI PARTICOLARI | DEPOSITO DI MATERIALI IN PROSSIMITÀ DEGLI SCAVI
    26.17 PROCEDURE E PRESCRIZIONI PARTICOLARI | DISTANZA DI SICUREZZA IN PROSSIMITÀ DEGLI SCAVI
    26.18 PROCEDURE E PRESCRIZIONI PARTICOLARI | DIVIETO DI SCAVO MANUALE PER SCALZAMENTO ALLA BASE
    26.19 PROCEDURE E PRESCRIZIONI PARTICOLARI | SCAVO ESEGUITO CON MEZZI MECCANICI
    27. RICHIO CHIMICO: LUBRIFICANTI E LUBROREFRIGERANTI
    27.1 PREMESSA
    27.2 SCENARI DI ESPOSIZIONE
    27.3 RISCHI PER LA SALUTE
    27.4 COMPORTAMENTO SICURO
    28. RISCHIO CHIMICO: LETTURA DELLA SCHEDA DI SICUREZZA
    28.1 SEZIONI SDS
    28.2 ESEMPIO SDS LUBROREFRIGERANTE
    29. RUMORE E VIBRAZIONI
    29.1 RUMORE
    29.2 VIBRAZIONI CORPO INTERO
    29.3 VIBRAZIONI MANO-BRACCIO
    30. LOTO – LOCKOUT/TAGOUT
    30.1 SCOPO
    30.2 RESPONSABILITÀ
    30.3 SEQUENZA DELLA PROCEDURA DI LOCKOUT
    30.4 RIMETTERE IN SERVIZIO LA MACCHINA/ATTREZZATURA
    30.5 ROCEDURA CHE COINVOLGE PIÙ DI UN OPERATORE
    30.6 REGOLE PER L’APPLICAZIONE DELLA PROCEDURA DI LOCKOUT
    30.7 CHECK LIST APPLICAZIONE PROCEDURA LOCKOUT - TAGOUT
    30.8 MODULO 1 GESTIONE MODIFICA MACCHINA
    30.9 MODULO 2 GESTIONE MODIFICA MACCHINA
    30.10 PROCEDURA LOCKOUT
    30.11 PERMESSO LOCKOUT TAGOUT
    30.12 CARTELLO LOCKOUT TAGOUT
    31. RISCHIO ELETTRICO
    31.1 PREMESSA
    31.2 DEFINIZIONI
    31.3 TIPOLOGIE PROCEDURE
    31.4 PROCEDURE DI ESERCIZIO
    31.4.1 MANOVRE DI ESERCIZIO
    31.4.2 CONTROLLI FUNZIONALI
    31.4.3 PROVE
    31.4.4 ISPEZIONE
    31.5 PROCEDURE DI LAVORO
    31.5.1 PIANIFICAZIONE
    31.5.2 PRESCRIZIONI SPECIFICHE RIGUARDO ALLE CONDIZIONI ATMOSFERICHE
    31.5.3 PRESCRIZIONI IN CASO DI INDUZIONE O TRASFERIMENTO DEL POTENZIALE DI TERRA
    31.5.4 PRESCRIZIONI IN CASO DI LAVORI ALL’APERTO
    31.5.5 PRESCRIZIONI IN CASO DI LAVORI ALL’INTERNO
    31.5.6 LAVORI FUORI TENSIONE
    31.5.7 LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE (CATEGORIE 0 E I)
    31.5.8 METODI DI LAVORO IN BASSA TENSIONE
    31.5.9 MODALITÀ OPERATIVE
    31.5.10 ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
    31.5.11 LAVORI IN PROSSIMITÀ DI PARTI ATTIVE
    31.6 PROCEDURE DI MANUTENZIONE
    31.6.1 SOSTITUZIONE FUSIBILI
    31.6.2 SOSTITUZIONE LAMPADE ED ACCESSORI
    31.6.3 INTERRUZIONI TEMPORANEE
    31.6.4 TERMINE DEI LAVORI DI MANUTENZIONE
    31.7 MODULO DELEGA DEL RUOLO OPERATIVO DI RESPONSABILE DELL’IMPIANTO DA URI A RI AI SENSI DELLA NORMA CEI 11-27 ART. 4.11
    31.8 MODULO PIANO DI LAVORO
    31.9 MODULO PIANO DI INTERVENTO
    31.10 MODULO CONSEGNA E RESTITUZIONE IMPIANTO
    31.11 MODULO RESTITUZIONE IMPIANTO
    31.12 SCHEDA PER INTERVENTI RIPETITIVI CHE PUÒ SOSTITUIRE IL PIANO D’INTERVENTO
    32. GUIDA DEL CARRELLO ELEVATORE
    33. UFFICIO
    33.1 ATTREZZATURE
    33.2 FOTOCOPIATRICI
    33.3 RISCHIO ELETTRICO UFFICIO
    33.4 ERGONOMIA DEL POSTO DI LAVORO
    33.5 ILLUMINAZIONE
    34. EMERGENZA
    34.1 FORMAZIONE
    34.2 POSSIBILI RISCHI
    34.3 DESCRIZIONE LUOGHI DI LAVORO
    34.4 COMUNICAZIONI EMERGENZA
    34.5 GESTIONE DELLE EMERGENZE SPECIFICHE
    34.6 PROCEDURA PER CHIAMATA DI EMERGENZA INTERNA
    34.7 PROCEDURA PER CHIAMATA DI EMERGENZA SANITARIA
    34.8 PROCEDURA PER CHIAMATA AI VIGILI DEL FUOCO
    34.9 PROCEDURA PER CHIAMATA DI PRONTO INTERVENTO
    34.10 PROCEDURA EVACUAZIONE
    34.11 NORME DI COMPORTAMENTO PER TIPO DI INCIDENTE

    Matrice Revisioni

    Rev. Data Oggetto Autore
    4.0 03.06.2021 - Aggiunte 22 nuove procedure
    - Aggiornate procedure presenti Rev. 3.0
    - Aggiornato template grafico
    - Aggiornati riferimenti normativi
    - Aggiornata Segnaletica ISO 7010
    Certifico Srl
    3.0 16.11.2019 - Aggiunte 20 nuove Procedure
    - Aggiornato template grafico
    - Aggiornati riferimenti normativi
    - Aggiornata Segnaletica ISO 7010
    Certifico Srl
    2.0 02.03.2017 - Nuovo formato
    - Nuova sezione Legislazione
    - Nuova sezione Segnaletica ISO 7010
    Certifico Srl
    1.0 01.07.2016 - Aggiunte 13 nuove Procedure Certifico Srl
    0.0 01.06.2016 --- Certifico Srl


    ISBN: 978-88-98550-62-3
    Revisione: 4.0
    Edizione: 2021
    Anno: 2021
    Formato: .docx
    Struttura: Adobe Portfolio.pdf
    Tipo: Modello
    Livello tecnico: ****/*****
    Pagine: 414
    Dimensioni: 87 Mb

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  • Procedure Sicurezza attività e attrezzature

    Riferimenti normativi formazione/informazione:

    D.Lgs. 81/2008 art. 36, 37;

    Articolo 36 - Informazione dei lavoratori
    1. Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione:
    a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale;
    b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro;
    c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46;
    d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione, e del medico competente.
    2. Il datore di lavoro provvede altresì affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione:
    a) sui rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;
    b) sui pericoli connessi all’uso delle sostanze e delle miscele pericolose53 sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;
    c) sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.
    3. Il datore di lavoro fornisce le informazioni di cui al comma 1, lettere a) e al comma 2, lettere a), b) e c), anche ai lavoratori di cui all’articolo 3, comma 9.
    4. Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo.

    Articolo 36 - Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti

    1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:
    a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;
    b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell'azienda.
    2. La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione di cui al comma 1 sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
    3. Il datore di lavoro assicura, altresì, che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in merito ai rischi specifici di cui ai titoli del presente decreto successivi al I.
    Ferme restando le disposizioni già in vigore in materia, la formazione di cui al periodo che precede è definita mediante l'accordo di cui al comma 2.
    4. La formazione e, ove previsto, l'addestramento specifico devono avvenire in occasione:
    a) della costituzione del rapporto di lavoro o dell'inizio dell'utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro;
    b) del trasferimento o cambiamento di mansioni3;
    c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e miscele pericolose5.
    5. L'addestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro.
    6. La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in relazione all'evoluzione dei rischi o all'insorgenza di nuovi rischi.

    segue
    ...

    -  Accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la formazione dei lavoratori ai sensi dell'articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Accordo Stato/Regioni 21 dicembre 2011);

    - Formazione lavoratori Individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori (art. 73, comma 5, d.lgs. 81/2008) (Accordo Stato/Regioni 22 febbraio 2012);

    - Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni (Accordo Stato/Regioni 7 luglio 2016);

    - Decreto Ministeriale del 10 marzo 1998;

    - Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro (S.O. n. 81 a G.U. del 7 aprile 1998, n. 81);

    - Circolare 12653 del 23 Febbraio 2011;

    - Circolare 1014 del 27 Gennaio 2012;

    -  Decreto 15 luglio 2003, n. 388  - Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell'articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni. (GU Serie Generale n.27 del 3-2-2004);

    -  CEI 11-27 - Lavori su impianti elettrici.

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