Linee indirizzo MMC pazienti ISO TR 12296 (MAPO) | RL

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Rischio MMC ISO 11226 Pazienti

Linee indirizzo MMC pazienti TR 12296 (MAPO) | RL 

ID 8455 | 27.05.2019

Come in altri ambiti il quadro normativo di riferimento è spesso più avanzato rispetto alla realtà. Per questo settore, in particolare, oltre alle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori vi sono quelle relative all’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie e quelle per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

In questo complesso di norme si inserisce a pieno titolo il recente Technical Report (TR) 12296 “Ergonomics: Manual handling in health care sector” pubblicato nel giugno 2012.

In estrema sintesi questo TR si pone due obbiettivi principali:

a) Il miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori addetti all’assistenza (diminuendo i sovraccarico biomeccanico)
b) Il miglioramento della qualità di assistenza.

Definisce una precisa strategia di intervento che, partendo dalla valutazione del rischio (Annesso A), possa attuare una gestione del rischio basata su aspetti di tipo organizzativo (Annesso B), sulla scelta di adeguate attrezzature/ausili (annesso C), sull’ambiente di lavoro - in termini di spazi e di passaggi - (Annesso D), su un’efficace formazione degli operatori (Annesso E) ed infine sulla continua verifica di efficacia delle azioni intraprese (Annesso F).
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Il metodo MAPO, adotatto con queste linee di indirizzo di Regione Lombardia, è aderente in tutte le sue parti allo schema individuato nel TR sia perchè prevede una valutazione del rischio per step successivi (individuazione del pericolo, checklist MAPO e valutazione analitica del rischio) sia perché considera tutti gli aspetti che devono essere considerati nel risk management. Inoltre appare utile avere a disposizione degli strumenti che, per la loro sinteticità, forniscano informazioni chiare e semplici sulle quali operare delle scelte, da cui possono discendere risultati sicuramente quantificabili e confrontabili. D’altronde questa strada, che indubbiamente può presentare delle carenze rispetto all’ampia variabilità che si può incontrare nei diversi contesti lavorativi, è quella perseguita dall’ISO che ha sempre proposto, per la valutazione dei rischi lavorativi, metodi parametrici. Premesso che, al di là delle modalità con cui si effettua una valutazione del rischio, quello che importa è il risultato che si riesce ad ottenere, vale la pena fare alcune puntualizzazioni:

1) Identificazione del pericolo nella movimentazione dei pazienti: è necessario porre una domanda chiave (key enter) che deve condurre ad una risposta del tipo Si/No.

Il criterio adottato sia nel TR che nel metodo MAPO è: “nel servizio da indagare è presente un paziente che deve essere movimentato?”.

Il fatto che sia presente identifica la presenza di un pericolo che non necessariamente è sinonimo di rischio (cioè di una condizione che aumenta la probabilità di avere un danno).

2) Qualora sia presente un pericolo, è necessario procedere alla Stima/Valutazione del rischio. Con il metodo MAPO è possibile procedere per step successivi effettuando prima una stima del rischio (checklist MAPO) e, qualora dalla stima risulti la presenza di un rischio, poi procedere alla valutazione analitica del rischio (MAPO Analitico). 
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