Slide background

Sentenza CP n. 41352 del 25 settembre 2018

ID 7963 | | Visite: 317 | Cassazione Sicurezza lavoroPermalink: https://www.certifico.com/id/7963

Sentenze cassazione penale

Cassazione Penale, Sez. 4, 25 settembre 2018, n. 41352

Cassazione Penale, Sez. 4, 25 settembre 2018, n. 41352 - Infortunio con una termosaldatrice priva dei necessari dispositivi di sicurezza. Inidoneità delle delega di funzioni.

Fatto

1. N.T., per il tramite del suo difensore di fiducia, ricorre avverso la sentenza con la quale, in data 4 aprile 2016, la Corte d'appello di Ancona, pur dichiarando estinto per prescrizione il reato ascritto allo stesso N.T. (nonché a P.C.) ex art. 590 cod.pen. (lesioni in danno di C.M. con violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni: reato contestato come commesso il 6 giugno 2003), ha confermato le statuizioni civili emesse a suo carico dal Tribunale di Ascoli Piceno con sentenza di condanna resa il 27 settembre 2006.
Il N.T. risponde del reato de quo nella sua qualità di legale rappresentante della Adriafood s.r.l. e di datore di lavoro della C.M.. L'addebito mosso al detto imputato oggi ricorrente (nonché al P.C., quale responsabile qualità e sicurezza nella suddetta società) é, in sostanza, di avere mantenuto in uso - senza procedere alle necessarie riparazioni - una termosaldatrice a nastro dotata di una "campana" in alluminio, i cui dispositivi di sicurezza (in specie quelli volti ad impedire l'abbassamento della "campana" sulle mani degli addetti) non erano correttamente funzionanti, sebbene quest'ultima circostanza fosse stata più volte segnalata e nonostante fosse noto che i lavoratori, durante le operazioni di termosaldatura, erano usi mettere le mani sotto la suddetta "campana" per meglio sistemare il prodotto sul nastro. A causa di tale situazione, la dipendente C.M., addetta alla termosaldatrice, per pulire la parte interna del macchinario, introduceva il braccio destro sotto la "campana", che però si abbassava e non risaliva, così comprimendo il braccio dell'operaia e procurandole le lesioni personali meglio descritte in rubrica.
2. Il ricorso del N.T. consta in sostanza di due motivi di lagnanza.
2.1. Con il primo l'esponente denuncia violazione di legge in riferimento alla posizione di garanzia a lui attribuita: egli, infatti, aveva provveduto a trasferire al P.C., mediante regolare delega, i suoi poteri e le sue responsabilità in materia prevenzionistica; tant'é che fu il P.C. (cui si erano rivolti i dipendenti dopo l'infortunio) a ordinare al manutentore dell'azienda di effettuare delle prove sul macchinario e poi di sostituire gli switches di sicurezza e il tappeto.
2.2. Con il secondo motivo di lagnanza l'esponente denuncia vizio di motivazione in riferimento al fatto - segnalato con l'atto d'appello - che il guasto fu improvviso e imprevedibile, tanto che poteva parlarsi di malfunzionamento occasionale del sistema di sicurezza in un macchinario che, sotto tale profilo, fu considerato "a norma" per gli standard dell'epoca dagli ispettori ASL.

Diritto

1. Il ricorso é infondato in ambo i motivi in cui esso si articola.

In primo luogo, é noto e pacifico che non é sufficiente (né lo era sotto il vigore della normativa prevenzionistica dell'epoca) il conferimento di una delega in materia di sicurezza sul lavoro per esimere il delegante da responsabilità: ciò in base al fondamentale principio secondo cui il datore di lavoro, quale responsabile della sicurezza, ha l'obbligo non solo di predisporre le misure antinfortunistiche, ma anche di sorvegliare continuamente sulla loro adozione da parte degli eventuali preposti e dei lavoratori, in quanto, in virtù della generale disposizione di cui all'art. 2087 cod. civ., egli é costituito garante dell'incolumità fisica dei prestatori di lavoro (cfr. per un recente esempio Sez. 4, n. 4361 del 21/10/2014 - 2015, Ottino, Rv. 263200).

La giurisprudenza di legittimità risalente all'epoca di che trattasi affermava ad esempio che, in materia di infortuni sul lavoro, gli obblighi di prevenzione, assicurazione e sorveglianza gravanti sul datore di lavoro possono essere delegati, con conseguente subentro del delegato nella posizione di garanzia che fa capo al datore di lavoro. Tuttavia, il relativo atto di delega deve essere espresso, inequivoco e certo e deve investire persona tecnicamente capace, dotata delle necessarie cognizioni tecniche e dei relativi poteri decisionali e di intervento, che abbia accettato lo specifico incarico, fermo comunque l'obbligo per il datore di lavoro di vigilare e di controllare che il delegato usi, poi, concretamente la delega, secondo quanto la legge prescrive (Sez. 4, n. 38425 del 19/06/2006, Del Frate, Rv. 235184). Un criterio fondamentale di verifica dell'effettivo trasferimento della posizione di garanzia era, fra l'altro, costituito dalle dimensioni aziendali: si affermava al riguardo che, a tal fine, fosse necessario accertare l'esistenza in concreto di una organizzazione aziendale realmente altamente complessa e di un articolato sistema di gerarchia di livello dirigenziale ed intermedio e l'estraneità dell'evento (lesivo o letale) alle essenziali scelte aziendali in ordine all'organizzazione delle lavorazioni che attingono direttamente la sfera di responsabilità del datore di lavoro (cfr. Sez. 4, n. 12794 del 06/02/2007, Chirafisi e altri, Rv. 236279).
Nel caso di che trattasi, la Corte dorica chiarisce (pag. 11 sentenza impugnata) che nella specie non poteva parlarsi di impresa di grosse dimensioni, e che la delega conferita dal N.T. al P.C. non rispondeva ai criteri suddetti (conferimento a soggetto capace e competente, nonché dotato di poteri di intervento anche finanziari). 
Ma, oltre a ciò, la responsabilità in vigilando che comunque residuava in capo al N.T. gli imponeva di controllare che il delegato si attivasse opportunamente per eliminare i rischi per la sicurezza dei lavoratori: ed é acclarato che al P.C. (ossia al soggetto cui il N.T. aveva conferito delega in materia prevenzionistica) i dipendenti avevano segnalato in più occasioni precedenti il malfunzionamento del macchinario, più volte riparato senza risolverne i problemi (vds. pag. 10 sentenza impugnata).
Da ciò discende, tra l'altro, l'infondatezza del secondo motivo di lagnanza, non potendosi certo parlare nella specie di "guasto improvviso e imprevedibile", atteso che invece il malfunzionamento del macchinario (e in specie del dispositivo di sicurezza di cui esso era dotato) era stato, appunto, reso noto ai soggetti responsabili e non era stato, all'evidenza, debitamente eliminato.
2. Al rigetto del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Così deciso in Roma il 12 giugno 2018.

Pin It
Scarica questo file (Penale Sent. Sez. 4 Num. 41352 Anno 2018.pdf)Penale Sent. Sez. 4 Num. 41352 Anno 2018 IT151 kB(55 Downloads)

Tags: Sicurezza lavoro Cassazione

Ultimi archiviati Sicurezza

Ago 12, 2019 50

Decreto 18 luglio 2019

Decreto 18 luglio 2019 Aggiornamento dell'elenco delle attrazioni dello spettacolo viaggiante. (GU Serie Generale n.188 del 12-08-2019) Art. 1. L’elenco delle attività spettacolari, dei trattenimenti e delle attrazioni di cui all’art. 4 della legge 18 marzo 1968 n. 337 è integrato con l’inserimento… Leggi tutto
Rapporto ISTISAN 19 11
Ago 09, 2019 57

Radiazioni a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche

Radiazioni a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche Rapporto ISTISAN 19/11 - 22.07.2019 Le radiazioni a radiofrequenze (100 kHz-300 GHz) sono utilizzate nelle telecomunicazioni e in molte altre applicazioni biomediche e industriali, con esposizioni ubiquitarie negli ambienti… Leggi tutto
Sentenze cassazione penale
Ago 09, 2019 37

Cassazione Penale Sent. Sez. 4 n. 35568 | 05 Agosto 2019

Cassazione Penale Sez. 4 del 05 agosto 2019, n. 35568 Rischio di incendio boschivo derivante da lavorazioni effettuate nel cantiere operante in prossimità del bosco Penale Sent. Sez. 4 Num. 35568 Anno 2019 Presidente: DI SALVO EMANUELERelatore: DOVERE SALVATOREData Udienza: 05/06/2019… Leggi tutto
Ago 06, 2019 67

Nota VV 11358 del 24.07.2019

Nota VV 11358 del 24.07.2019 Quesiti inerente i gruppi elettrogeni presso i ripetitori radio Si riscontra la richiesta qui pervenuta rappresentando che le informazioni e i chiarimenti inerenti la normativa antincendio, sulla base di un esame diretto del singolo progetto riferito ad un caso concreto… Leggi tutto
Lug 27, 2019 80

D.P.R. 26 dicembre 1960, n. 1843

D.P.R. 26 dicembre 1960, n. 1843 Norme sulla previdenza e l'assistenza aziendale ai lavoratori della ceramica e degli abrasivi soggetti alla silicosi. (GU n.51 del 27-2-1961 - S.O n. 1) Collegati[box-note]Rischio silice: quadro normativo e documentiValutazione esposizione professionale a silice… Leggi tutto
Sentenze cassazione penale
Lug 26, 2019 106

Cassazione Penale Sent. Sez. 4 n. 33263 | 24 Luglio 2019

Infortunio in una lavanderia con la macchina stiratrice. Responsabilità del costruttore e del progettista Penale Sent. Sez. 4 Num. 33263 Anno 2019 Presidente: MONTAGNI ANDREARelatore: PEZZELLA VINCENZOData Udienza: 18/07/2019 [panel]Ritenuto in fatto 1. La Corte di Appello di L'Aquila, pronunciando… Leggi tutto

Più letti Sicurezza