Linee guida attività sterilizzazione protezione collettiva operatore strutture sanitarie

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Linee guida attività sterilizzazione Protezione collettiva operatore strutture sanitarie

Il presente elaborato costituisce l’aggiornamento del precedente documento di Linee Guida sull'attività di sterilizzazione quale protezione collettiva da agenti biologici per l'operatore nelle strutture sanitarie (D.Lgs 626/94), il quale era stato redatto da un apposito gruppo di lavoro interdisciplinare costituito presso l'ISPESL con decreto del Direttore dell'Istituto n. 2638 del 26/02/2001 e diffuso dal Dipartimento di Igiene del Lavoro.

Rispetto all’edizione precedente è stata effettuata una revisione completa del testo alla luce delle nuove disposizioni legislative in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro e delle norme tecniche di settore.

Le attuali Linee Guida sono state elaborate in considerazione del ruolo di indirizzo dell’ISPESL in materia quale Organismo Tecnico del S.S.N., al fine di offrire alle Regioni, fermo restando la propria competenza in materia di autorizzazione ed accreditamento ed alle strutture sanitarie – ospedaliere, uno strumento di agile consultazione sul tema degli standard di sicurezza e di igiene del lavoro, che evidenziasse in modo completo sia come perseguire livelli ottimali di sicurezza e di salvaguardia della salute degli operatori e di riflesso anche degli utenti, sia come attuare tutti gli adempimenti previsti dalla vigente legislazione, nonché come realizzare importanti requisiti di qualità realmente conseguibili dai presidi nosocomiali che desiderano immettersi nell’ambito dell’ ”eccellenza“.

Al Titolo X del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. l’evidenza di tutela, nonché di responsabilità, nel caso dell’operatore sanitario viene rafforzata nell’ Art. 274 “Misure Specifiche per le Strutture Sanitarie e Veterinarie“ dove al comma 2 il Legislatore sottolinea che “……il datore di lavoro definisce e provvede che siano applicate procedure che consentono di manipolare, decontaminare ed eliminare senza rischi per l’operatore e la comunità, i materiali e i rifiuti contaminati“.

Le procedure di disinfezione e la sterilizzazione si identificano quali misure di prevenzione e protezione di tipo collettivo ai sensi del menzionato Titolo X e sono basate sull'utilizzo di metodi chimici e chimico-fisici, per inattivare, distruggere o rimuovere microrganismi patogeni.

Contemporaneamente è doveroso porre altrettanta oculatezza nella scelta di questi composti valutando anche le caratteristiche di tossicità per i soggetti esposti in relazione alle concentrazioni di impiego, conformemente a quanto definito al Titolo IX del suddetto Decreto. Per quanto concerne un procedimento di sterilizzazione è necessario rammentare che qualsiasi materiale, prodotto o strumento è considerato “sterile“ quando è privo di agenti microbici vitali ed il fine di tale processo è quello di rendere inattivi i contaminanti microbiologici. Ne consegue che se si impiega un procedimento che è stato convalidato e si esegue una verifica dell’efficacia regolarmente, nonché un controllo sistematico dell’apparecchiatura, si è nelle condizioni di assolvere gli adempimenti del suddetto Titolo X evitando all’operatore anche la “potenziale esposizione“ ad agenti patogeni nell’ambito della manipolazione di materiali o strumenti di diversa tipologia.

Allo stato attuale si ha disponibilità di apposita normativa tecnica per la validazione e verifica delle procedure di sterilizzazione, inoltre bisogna ricordare come in questi ultimi anni il Dipartimento Igiene del Lavoro abbia emanato diversi pareri tecnici in merito all’impiego di DPI in tale settore e alle apparecchiature e alle attività di disinfezione.

L’obiettivo che ci si pone prevede tra l’altro di assicurare in tutte le possibili condizioni in cui si possa espletare l’attività di sterilizzazione, la quale comporta l’emergere di situazioni di rischio, un livello adeguato di gestione organizzativa che si possa avvalere di supporti tecnologici-strutturali congrui ai bisogni di assistenza dell’utente delle strutture sanitarie in un contesto che non esponga gli operatori ai rischi professionali.

L’elaborazione delle Linee Guida è stata preceduta da un ampia raccolta di dati bibliografici: la letteratura internazionale raccolta è stata osservata in relazione ai criteri prefissati per la valutazione delle pubblicazioni secondo quanto comunemente correlato all’esigenza di privilegiare l’ “Evidence Based Medicine“ (EBM). Particolare attenzione è stata posta nella raccolta e nel rispetto della normativa specifica inerente l’attività di sterilizzazione: nello specifico è stato considerato prevalentemente il DPR 14 gennaio 1997 n.37” Approvazione dell’atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni e alle Province Autonome di Trento e Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private “, mentre per gli aspetti di igiene e sicurezza sul lavoro si è considerato il D.Lgs 81/’08 e s.m.i.

Gli indirizzi tecnico – scientifici contenuti nel documento per l’attuazione dei disposti normativi e/o per evidenziare le modalità per conseguirne la relativa conformità, hanno considerato i diversi pareri già espressi su specifica richiesta dal Dipartimento Igiene del Lavoro sui temi ed aspetti disciplinari trattati.

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